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    Home » Politica » Sassoli plaude all’accordo dell’Eurogruppo, ma i partiti in Parlamento chiedono che l’UE faccia di più

    Sassoli plaude all’accordo dell’Eurogruppo, ma i partiti in Parlamento chiedono che l’UE faccia di più

    Per molti si poteva certamente fare di più, per altri invece il passo compiuto ieri va considerato solo l'inizio di una risposta europea alla crisi da Covid-19 davvero condivisa a livello di stati membri

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    10 Aprile 2020
    in Politica
    Il presidente del parlamento europeo David Sassoli

    Il presidente del parlamento europeo David Sassoli

    Bruxelles – “Abbiamo avuto ragione ad avere fiducia nell’Europa. Le proposte formulate dall’Eurogruppo vanno nella giusta direzione”. Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha accolto con favore l’accordo raggiunto ieri all’Eurogruppo sulla risposta europea alla crisi economica determinata dalla pandemia Covid-19. “In questa battaglia per la ricostruzione il Parlamento europeo farà come sempre la sua parte in difesa dei cittadini europei”.

    Dopo giorni di tensione, scontri e dibattiti, diversi dei partiti che compongono il Parlamento europeo si dicono tutto sommato soddisfatti del compromesso finalizzato questa notte tra i ministri delle finanze dell’area euro. Per molti si poteva certamente fare di più, per altri invece il passo compiuto ieri va considerato solo l’inizio di una risposta europea alla crisi sanitaria ed economica davvero condivisa a livello di paesi membri. La parola spetta ora ai capi di governo e di stato dei Ventisette che si riuniranno il 23 aprile per dare l’ok definitivo alle misure.

    Le reazioni

    Sulla stessa linea delle dichiarazioni di Sassoli si pone l’intero gruppo di appartenenza all’Europarlamento del presidente, quello dei Socialisti e democratici. “Sappiamo tutti che ci sono stati negoziati difficili e tutti hanno dovuto scendere a compromessi. Al di là dei dettagli del risultato, che è positivo, l’accordo è un buon segnale che l’UE è pronta a combattere COVID-19 in modo solidale” commenta in una nota la capogruppo S&D Iratxe García. Nonostante i risultati positivi di ieri, i membri del gruppo concordano sul fatto che gli strumenti esistenti non saranno sufficienti a combattere uno shock sistemico di tale portata.

    “Quelle adottate fino ad ora sono misure di sostegno ai paesi piuttosto che pensare a risposte europee condivise” accusano. Per questo motivo aspirano ad un “ambizioso quadro finanziario pluriennale per i prossimi sette anni, nonché a nuove risorse proprie e una mutualizzazione del debito futuro tramite obbligazioni di recupero”. Intanto, annuncia Garcia, “noi socialisti e democratici stiamo lavorando con altri gruppi politici del Parlamento europeo su una risoluzione comune che sarà adottata la prossima settimana e che proporrà ulteriori misure alla Commissione e al Consiglio europeo”.

    Plaude in particolare al nuovo Fondo per la ripresa, il ‘recovery fund’, per sostenere l’economia e la coesione europea, l’eurodeputato di Renew Europe, Sandro Gozi. Nonostante i risultati positivi raggiunti ieri, anche Gozi sottolinea i limiti evidenti mostrati nelle scorse ore dall’Eurogruppo “che ancora una volta ha dato prova di essere un organismo inefficiente e che va superato, poco trasparente e con poteri ingiustificati, bloccato dai veti e dalle decisioni all’unanimità che hanno regalato l’immagine di un’Europa disunita, facendo il gioco degli euroscettici e di coloro che vogliono distruggere l’Ue”.

    Quanto all’Italia, anche a Bruxelles, i partiti restituiscono l’immagine di un paese diviso e in eterno conflitto dialettico, come quello che si sta consumando proprio in queste ore. Un piano per la ricostruzione che veda lo sforzo congiunto di tutta l’Europa era l’obiettivo anche della delegazione del Partito democratico in Europa. “Ora questa proposta è stata messa sul tavolo del prossimo Consiglio europeo e lì Italia, Francia e Spagna e gli altri paesi favorevoli dovranno battersi per renderlo effettivo rapidamente” dice Patrizia Toia, eurodeputata dem e vicepresidente della commissione Industria. Non risparmia però la stoccata nei confronti dei paesi che si sono detti contrari all’emissione di coronabond per far fronte alla crisi, sottolineando “che questi nuovi strumenti finanziari (approvati ieri) non potranno che essere dei Bond, o garantiti dal bilancio europeo rafforzato o dai singoli Stati, ma comunque emissioni di debito comune”.

    La Lega in Europa grida nuovamente al tradimento da parte del governo Conte portando anche a Bruxelles la sua avversione nei confronti dell’intesa raggiunta ieri tra i ministri delle finanze. “Il via libera al MES (Meccanismo europeo di stabilità, ndr) è l’ennesimo scandaloso tradimento nei confronti degli italiani compiuto dal Governo Conte” sostiene l’eurodeputata leghista Mara Bizzotto, accusando la maggioranza Pd-M5S di star “svendendo il nostro Paese all’Europa”. Nel pacchetto approvato ieri “non ci sono gli eurobond ma c’è il Mes, esattamente come volevano Germania e Olanda” continua l’eurodeputata , secondo cui “dall’Europa non arrivano aiuti per il nostro Paese, ma un grande pacco che ipoteca il futuro e il risparmio degli italiani”.

    Scettica sulla questione del ricorso al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) anche la delegazione del Movimento 5 stelle in Europa. Nessun dubbio sul fatto che l’Italia, precisano, potendo scegliere, non vi farà ricorso “L’Italia non accetterà mai il Mes, nemmeno nella sua versione light. Questa è l’unica voce che faremo sentire al tavolo dei leader europei convocato per settimana prossima” minaccia l’europarlamentare Rosa D’Amato. Per la deputata pentastellata però “Salvini e Meloni sono bravi solo a fare sciacallaggio politico, nemmeno davanti a una crisi epocale e con i morti negli ospedali la loro propaganda di fake news si ferma”. 

    Dello stesso parere anche Piernicola Pedicini, secondo cui il Meccanismo europeo di stabilità è uno strumento diabolico, voluto dalla vecchia Europa e votato dai vecchi partiti. Non attiveremo mai il Mes – ribadisce ancora – perché non è così che si risponde alla crisi, la solidarietà europea deve essere altra”.

    Tags: coronavirusCovid 19David Sassolieurogruppoiratxe garcia perezlegaMara BizzottoMovimento 5 stelleparlamento europeopartito democraticopatrizia toiaPiernicola PediciniRosa D'Amato

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