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    Home » Politica » Bond e bilancio ampliato, per l’Europarlamento il fondo di ripresa vale 2 mila miliardi

    Bond e bilancio ampliato, per l’Europarlamento il fondo di ripresa vale 2 mila miliardi

    Con una risoluzione adottata con 505 voti a favore, 119 contrari e 69 astensioni, gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea un massiccio pacchetto di misure di ripresa economica erogato tramite prestiti e sovvenzioni a fondo perduto

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    15 Maggio 2020
    in Politica

    Bruxelles – Il Fondo per la ripresa dall’impatto economico da Covid-19 dovrà mobilitare risorse per duemila miliardi di euro (2 trilioni), che saranno ‘ancorate’ ad un bilancio pluriennale (2021-2027) ampliato. Con una risoluzione adottata con 505 voti a favore, 119 contrari e 69 astensioni, gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea un massiccio pacchetto di misure di ripresa economica finanziato attraverso l’emissione di obbligazioni (bond) a lungo termine, che venga erogato tramite prestiti ma soprattutto – si sottolinea nel testo – attraverso sovvenzioni a fondo perduto e pagamenti diretti per investimenti.

    Risultati della

    In attesa della presentazione della proposta di Recovery Fund da parte della Commissione, il Parlamento chiede all’Esecutivo comunitario un segnale politico forte e uno sforzo di ripresa massimizzato. “Il nostro obiettivo, spiega David Sassoli in conferenza stampa, rimane quello di difendere i cittadini e il lavoro” gravemente colpiti dalla crisi economica e finanziaria indotta da quella sanitaria. Per questo il presidente dell’Europarlamento chiede che il progetto di ripartenza venga messo a disposizione “il prima possibile”, rendendo le risorse fruibili dai governi europei quanto prima. Dopo tanti rimandi, il piano della Commissione, anticipato nelle linee programmatiche proprio dalla presidente von der Leyen in apertura alla plenaria, sarà presentato dal collegio il 27 maggio.

    Un fondo di ripresa massiccio necessita un QFP, il quadro finanziario pluriennale, ambizioso che preveda le risorse finanziarie necessarie per realizzare gli impegni politici e le ambizioni dell’UE. Le negoziazioni sul bilancio si erano arenate nel corso del Consiglio europeo di febbraio, prima dell’imposizione dei vari lockdown. Sul tavolo del vertice la proposta della Commissione di destinare al bilancio l’1,11 per cento del Reddito nazionale lordo, quella di Charles Michel per 1,074 per cento del RNL e quella del Parlamento europeo, pari all’1,3 per cento del RNL. Al ribasso la proposta dei quattro paesi frugali (Austria, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi) che non sarebbero andati oltre l’1 per cento del RNL. Cifre che devono essere ripensate alla luce degli effetti negativi della crisi per far fronte alla ripresa economica, ma sulle quale sarà difficile per i governi dei Ventisette trovare un accordo in tempi rapidi.

    Sulla definizione delle nuove risorse destinate al Bilancio pluriennale, il Parlamento europeo dovrà giocare un ruolo centrale. “Vogliamo essere protagonisti” ribadisce Sassoli, menzionando la necessità di convocare una conferenza dei presidenti, insieme a Ursula von der Leyen e Charles Michel, che diventi il luogo di una negoziazione sul prossimo bilancio europeo.

    Ursula von der Leyen e Charles Michel

    Una buona parte di questi fondi dovrà mobilitarsi attraverso le risorse proprie dell’UE. Per il Parlamento, i leader europei e la Commissione si dovranno accordare su una riforma del sistema delle risorse proprie dell’UE. Tra le proposte menzionate dal Parlamento per introdurre un sistema di nuove risorse proprie figurano tra le altre, un’imposta sulle transazioni finanziarie, la famosa tassa per la plastica e un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (carbon tax). È certo che se gli Stati non lavoreranno sulla creazione di nuove risorse proprie dell’UE, allora si andrà incontro a un aumento dei loro contributi diretti al bilancio (data dalla percentuale del RNL). 

    Una ripresa sostenibile

    “Se dobbiamo uscire dalla crisi con un’Europa più forte, allora è meglio destinare i nostri sforzi verso il futuro”. Le parole di Sassoli sintetizzano quanto richiesto dagli eurodeputati nella risoluzione. Gli investimenti dovranno avere priorità nell’ambito del Green Deal e nell’agenda digitale, con l’obiettivo di raggiungere una “sovranità europea” in questi settori strategici. Le risorse dovranno quindi essere vincolate al perseguimento degli obiettivi indicati dalla Commissione europea come prioritari. “I fondi – si legge nell’atto – saranno destinati a progetti e beneficiari che rispettano i nostri valori fondamentali basati sul trattato, l’accordo di Parigi, gli obiettivi dell’UE in materia di neutralità climatica e biodiversità, nonché la lotta contro l’evasione fiscale, l’elusione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco”.

    Maggioranza compatta, Lega e Fratelli d’Italia si astengono

    È una maggioranza ampia e compatta quella che oggi ha dato il via libera alla risoluzione. Sul fronte italiano, i deputati di Partito democratico, Movimento 5 stelle, Italia Viva e Forza Italia hanno votato a favore, mentre Lega e Fratelli d’Italia hanno deciso di astenersi. In una nota la delegazione della Lega a Bruxelles definisce “misure insufficienti e sbagliate” quelle “contenute nella risoluzione sul Qfp: struttura e modalità richieste dal Parlamento non sono condivisibili, anzi potenzialmente dannose per l’Italia, che sarebbe gravata da maggiori contributi e garanzie al bilancio Ue, oppure sommersa da nuove tasse europee che colpirebbero cittadini e imprese.

    Per Fabio Massimo Castaldo, invece, “la strada tracciata oggi dal Parlamento europeo è quella giusta e non si può più tornare indietro”. Il vicepresidente del Parlamento europeo in quota 5 stelle sollecita nuovamente la Commissione europea a presentare quanto prima la sua proposta sul Recovery Fund “i leader europei devono passare dalle parole ai fatti”.

    Un piano di emergenza per il QFP

    Durante i lavori in plenaria, gli eurodeputati hanno rinnovato la richiesta all’Esecutivo europeo di un ‘contingency plan’, un piano di emergenza per garantire la continuità dei finanziamenti, dal momento che, visti i rallentamenti sul negoziato, il bilancio pluriennale potrebbe entrare in attività in ritardo. Adottando una risoluzione legislativa (616 voti favorevoli, 29 contrari e 46 astensioni) il Parlamento ha chiesto che la proposta per un piano d’emergenza del QFP sia presentata dalla Commissione entro il 15 giugno 2020. L’obiettivo “è quello di fornire una rete di sicurezza per cittadini, regioni, città, agricoltori, università e imprese che beneficiano dei programmi UE ed escludere il rischio che l’attuale QFP e i relativi programmi siano interrotti o estesi in modo disordinato”.

    Tags: bilancio pluriennale 2021-2027David Sassolifondo di ripresamffparlamento europeoplenaria

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