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[foto: Centre for European Reform]

Dombrovskis: "Fondo per la ripresa da usare per digitale e green economy"

Il vicepresidente esecutivo della Commissione UE: "Ci sarà un legame tra le nostre raccomandazioni specifiche per Paese e il fondo per la ripresa". Suggerimento valido anche per l'Italia, indietro in fatto di infrastrutture e competenze

Bruxelles – Digitale e sostenibilità, il fondo europeo per la ripresa sarà destinato a queste aree di spesa. Lo chiarisce Valdis Dombrovskis, presentando le raccomandazioni specifiche per Paese. Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, sottolinea come quest’anno, per effetto della pandemia di COVID-19 e della crisi economica che ha generato, le raccomandazioni “sono concentrate sulla crisi e sulla risposta sociale alle crisi”. Non è una novità, era già stato anticipato che le priorità sarebbero cambiate e le raccomandazioni rimodulate sulle nuove necessità. L’elemento nuovo è che “ci sarà un legame tra le nostre raccomandazioni e il piano per la ripresa, e nel piano per la ripresa green economy e digitale avranno un ruolo centrale”.

L’esecutivo comunitario ha strutturato le raccomandazioni specifiche per paese in modo da riflettere la nuova realtà socioeconomica della crisi del coronavirus e incoraggiare gli Stati membri ad attuare misure volte, da un alto, mitigare l’immediato impatto socioeconomico della pandemia di coronavirus e, dall’altro lato, ripristinare la crescita sostenendo al contempo la transizioni verdi e digitali nel mercato unico. Di questo secondo ambito di azione bisognerà tenere conto.

Dalla Commissione arrivano dunque già le indicazioni politiche su come usare le risorse. Il fondo per la ripresa, assieme alla proposta di bilancio pluriennale dell’UE (MFF 2021-2027), sarà presentato la prossima settimana (27 maggio). Dombrovskis non offre anticipazioni, ma comunque mette già i paletti, validi soprattutto per l’Italia.

Bassi livelli di intensità digitale e conoscenza digitale delle imprese in Italia, in particolare le PMI e le micro-imprese, hanno impedito loro di offrire accordi di e-commerce e telelavoro e di fornire e utilizzare strumenti digitali durante il confinamento”, denuncia la Commissione nel documento che accompagna le raccomandazione specifiche per Paese. In italia dunque mancano infrastrutture, competenze e cultura per l’informatica. E’  tempo di rimediare, perché se il sistema economico-produttivo tricolore soffre più di altri la pandemia è causa dei ritardi nazionali.

All’Italia serve dunque “un’attuazione continua e tempestiva di politiche nazionali mirate”, azione  ritenuta a Bruxelles “essenziale per migliorare i modelli di e-business e aiutare le imprese ad adattarsi”. Il fondo per la ripresa a cui la Commissione lavora è dunque un’occasione da cogliere per l’Italia. “L’accesso a un’infrastruttura digitale veloce e affidabile ha dimostrato di essere la chiave per garantire servizi essenziali nel governo, nell’istruzione, nella sanità e nella medicina e la chiave per monitorare e controllare l’epidemia”. Il fondo per la ripresa può aiutare anche a ridurre le disparità territoriali, nord-sud e centro-periferia. “L’Italia è ancora in ritardo nella copertura da fibra locale ai territori rurali. È necessario adottare misure specifiche per colmare tale divario“.

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