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Come si affronta l'emergenza negli Stati europei (SCHEDA)

Come si affronta l'emergenza negli Stati europei (SCHEDA)

Bruxelles – La situazione è straordinariamente complicata, in evoluzione continua nel Mondo. Ecco una mappa su come i paesi europei stanno affrontando l’emergenza da Coronavirus.

(Articolo avviato nei primi giorni della pandemia. Non più aggiornato dal 4 giugno)

questo link trovate tutte le informazioni trasmesse dall’Ambasciata italiana in Belgio.

Germania, Francia dopo un lungo braccio di ferro con la Commissione hanno rimosso il divieto di export dei dispositivi sanitari (come le mascherine).

Albania

A partire dal 27 aprile i negozi hanno cominciato a riaprire, mentre il paese si è mosso per alleggerire gradualmente alcune restrizioni imposte per far fronte all’emergenza. I negozi di fiori, nonché i negozi di calzature e abbigliamento sono riaperti, nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale.

Austria

Il governo austriaco ha annunciato per giovedì la fine dei controlli alle frontiere, tranne che al confine con l’Italia, precisando che anche questo confine sarà riaperto il prima possibile. Il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg ha spiegato che la decisione non è stata presa contro l’Italia.

L’Austria è il primo paese in Europa a decidere di allentare le restrizioni imposte per combattere la pandemia: il cancelliere Sebastian Kurz ha dichiarato lunedì 6 aprile che le prime riaperture dei negozi “non essenziali” cominceranno dopo pasqua, dal 14 aprile. A partire dal primo maggio è ripresa l’attività di tutti i negozi, centri commerciali e parrucchieri. Riaprono anche gli hotel, i bar e i ristoranti a partire dal 15 maggio.

Belgio

Sophie Wilmes, primo ministro belga, ha annunciato che a partire dall’8 giugno sarà possibile effettuare viaggi in Belgio per uno o più giorni, mentre dal 15 giugno riapriranno i confini per coloro che viaggiano all’interno della zona Schengen. Come per la Germania, l’ingresso nei Paesi vicini dipenderà dalle loro decisioni. Per quanto riguarda i viaggi fuori dall’Europa, le decisioni dipenderanno dalla Commissione europea, che il 15 giugno dovrebbe esprimersi a riguardo.

Riaprono le scuole per i più piccoli: dal 3 giugno per le materne e dall’8 per le elementari. Orario completo e molte misure di sicurezza, ma le classi saranno le stesse di prima e non ci sarà obbligo di mascherina per i bambini. I professori e il personale dovranno attenersi alle normali regole di distanziamento sociale e, all’occorrenza, sono “fortemente consigliati” di usare la mascherina. Le scuole chiuderanno, come ogni anno, il 30 giugno.

Per i licei le lezioni saranno invece per piccoli gruppi solo alcuni giorni settimana.

Riaprono i negozi, a partire dall’11 maggio, pur se con severe misure di prevenzione come: i clienti dovranno entrare da soli (o accompagnando un minore) un cliente ogni 10 metri quadrati e permanenza massima di mezzora. Dal 10 sarà possibile fare viste a casa di amici o parenti: massimo quattro persone, sempre le stesse, appartenenti allo stesso nucleo familiare (o comunque conviventi), mantenendo le distanze di sicurezza e possibilmente in giardino, per chi ce l’ha. Per bar e ristoranti si dovrà attendere la prima decade di giugno.

Dal 18 riapriranno le scuole, ma solo per un paio di giorni a settimana e solo per gli alunni degli anni che prevedono esami di stato (sesta elementare, seconda e sesta superiore) e con i ragazzi divisi in piccoli gruppo di massimo 10. Un giorno alla settimana saranno accolti anche i ragazzi di altre classi che hanno problemi di profitto.

A partire dal 4 maggio il paese ha allentato le prime restrizioni imposte per limitare i contagi, facendo riaprire alcune aziende e negozi nel rispetto dei limiti sul distanziamento sociale. Oltre negozi che sono già aperti – alimentari, farmacie, edicole, stazioni di servizio – hanno riaperto anche i negozi specializzati in tessuto. Riprende anche il trasporto pubblico, con l’obbligo di indossare le mascherine.

Croazia

Riaprono tutti i negozi a partire dal 27 aprile, mentre sono riprese anche le attività che non richiedono contatto fisico dal 4 maggio. A partire dal 11 maggio sono consentiti di nuovo consentiti i raduni fino a 10 persone, con riaperture dei centri commerciali e delle prime scuole.

A partire dal 19 marzo sono vietate le riunioni pubbliche e gli eventi sportivi; i ristoranti e i negozi che non vendono cibo, tranne le farmacie, rimarranno chiusi; sarà sospeso il funzionamento dei centri sportivi e ricreativi, e anche le funzioni religiose.

Danimarca

A partire dal 15 aprile i bambini fino a 11 anni sono tornati a scuola. Bar e ristoranti rimarranno chiusi fino al 10 maggio.

Per frenare la diffusione del Coronavirus, partire dal 18 marzo, sono vietate tutte le riunioni con più di 10 persone. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha inoltre annunciato la chiusura di ristoranti, bar, locali notturni e palestre fino al 30 marzo.

In seguito al forte incremento di contagi registrato nel paese, le autorità danesi hanno ordinato la chiusura per due settimane di tutte le scuole e le università. Entro e non oltre il 13 marzo prevista la chiusura di due settimane anche per tutte le istituzioni culturali pubbliche pubbliche che svolgono le attività al chiuso, le biblioteche e le strutture per il tempo libero. Proibite le riunioni al chiuso con più di 100 persone.

Finlandia

Il governo finlandese ha “raccomandato” la cancellazione di tutti gli eventi con più di 500 persone fino alla fine di maggio. Tutti gli eventi organizzati dallo stato saranno invece cancellati fino alla fine di maggio.

Francia

Il 28 aprile il primo ministro francese Édouard Philippe ha annunciato in conferenza stampa un primo allentamento delle restrizioni a partire dall’11 maggio. Asili e scuole riaprono progressivamente da quella data insieme a negozi, biblioteche e piccoli musei, ma non centri commerciali. Consentiti raduni fino a dieci persone. Nella zona verde (in cui sono registrati meno contagi) le scuole secondarie, i caffè e i ristoranti possono aprire a partire dai primi di giugno.

Germania

Il ministro degli Esteri, Heiko Maas, ha annunciato che dal 15 giugno la Germania sospenderà la raccomandazione di evitare i viaggi non essenziali in Europa. La raccomandazione rimarrà in vigore per i Paesi in stato di blocco o con restrizioni di ingresso in vigore dopo tale data (come la Norvegia o la Spagna). 

A partire dal 19 aprile hanno riaperto i negozi piccoli, le librerie le concessionarie di auto. Dal 4 maggio hanno riaperto gradualmente anche le scuole e i parrucchieri. Il Paese, a partire dal 16 maggio, ha riaperto i valichi di frontiera con Austria, Danimarca, Francia, Lussemburgo e Svizzera, con i controlli almeno fino al 15 giugno.

Merkel, in accordo con i 16 Lander tedeschi, ha vietato a partire da lunedì 23 marzo gli assembramenti di più di due persone (non appartenenti allo stesso nucleo familiare). Come in Italia, chiuse tutte le attività non indispensabili, ristoranti e parrucchieri. La cancelliera tedesca, poco dopo aver illustrato le nuove misure restrittive per la Germania, ha annunciato di essersi messa in quarantena dopo aver incontrato un medico risultato positivo al Covid-19. 

La cancelliera Angela Merkel ha deciso la chiusura di tutti i negozi non essenziali, saranno ora i singoli Lander a decidere quando implementare la misura che lascerà aperti in pratica solo farmacie, benzinai e negozi di alimentari.

Grecia

E’ stata decisa la riapertura di bar e ristoranti a partire dal primo giugno. Sono anche stati riattivati i collegamenti marittimi tra le isole. I piccoli negozi e parrucchieri hanno riaperto dal 4 maggio, mentre tutti gli altri negozi, tranne centri commerciali, hanno riaperto dall’11 maggio.

Il governo di Atene ha decretato il lockdown generale a partire da lunedì 23 marzo. Potranno circolare solo coloro che vanno al lavoro, a fare la spesa o in farmacia, dal medico o presso una persona che abbia bisogno di aiuto. Concesso anche esercizio fisico da soli o con un’altra persona. 

Irlanda

Rivisto il programma di riapertura previsto per la prossima settimana (dal 4 maggio). Il capo della squadra per l’emergenza sanitaria, Tony Holohan, scrive “La Stampa”, “aveva considerato una decina di giorni fa che la prima ondata dell’epidemia fosse sotto controllo, e che si poteva immaginare di uscire dal lockdown all’inizio di maggio”. Visto però che la curva dei contagi non si stabilizza nel senso di una discesa ha annunciato che in mancanza di miglioramenti questa settimana “non raccomanderò di allentare le misure”. In Irlanda, paese da meno di 5 milioni di abitanti, i casi confermati sono 19.648 e i decessi 1.102.

Il primo ministro irlandese Leo Varadkar ha annunciato che a partire da oggi (12 marzo) fino al 29 marzo tutte le riunioni al chiuso con più di 100 persone e quelle all’aperto con più di 500 persone saranno cancellate. Il governo invita inoltre le persone a lavorare da casa.

Le scuole e le università sono state chiuse fino al 29 marzo.

Lussemburgo

Dal 4 maggio sono riprese le università e le classi dell’ultimo anno delle scuole secondarie. Riaperte le scuole secondarie a partire dall’11 maggio, mentre le scuole elementari e gli asili dal 25 del mese.

A partire dal 16 marzo sono sospese tutte le attività culturali, sportive e ricreative. Chiusi anche tutti i negozi, tranne i supermercati e le farmacie.

Malta

Ordinata la chiusura di tutte le scuole e asili del paese per una settimana a partire dal 13 marzo. Prevista la chiusura anche dell’Università di Malta.

Paesi Bassi

Chiuse le scuole. Come in Belgio, rimarranno aperte solo ai figli di genitori che svolgono un lavoro nell’ambito dell’assistenza sanitaria o per i servizi di emergenza.

Chiusi, dal 15 sera, bar, ristoranti e centri sportivi.

Il primo ministro olandese Mark Rutte ha annunciato il 12 marzo il divieto di tutti gli eventi pubblici con più di 100 persone e la chiusura dei luoghi che prevedono più di 100 visitatori, inclusi musei e teatri.

Il governo ha inoltre consigliato, a chi può farlo, di lavorare da casa e agli anziani di limitare gli spostamenti.

Polonia

Il 2 marzo è stata adottata dalla Camera bassa del parlamento polacco una nuova legge con l’obiettivo di gestire la possibile epidemia del Coronavirus: il provvedimento definisce le procedure da adottare in caso di emergenza, attraverso misure amministrative e di bilancio.

Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha annunciato la chiusura a partire dal 16 marzo di tutte le scuole e università. Ordinata anche la chiusura di musei, cinema e teatri, oltre alla sospensione di tutti gli eventi di massa.

Portogallo

Il paese ha deciso di non rinnovare lo stato di emergenza che scadrà a mezzanotte del 2 maggio. Da lunedì 4 maggio sono riaperti i piccoli negozi, parrucchieri, saloni di bellezza, autosaloni e librerie. 

Il 12 marzo il premier del Antonio Costa ha annunciato la chiusura di scuole e università di ogni ordine e grado, per due settimane. I locali notturni rimarranno chiusi e saranno introdotte restrizioni per evitare assembramenti per l’ingresso a ristoranti e negozi.

Il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, ha deciso di auto-isolarsi per due settimane dopo aver partecipato ad un incontro con una scuola in cui in seguito uno studente è risultato positivo al Covid 19. L’obiettivo di questa sua auto-quarantena, ha spiegato de Sousa, è anche quella di “fornire un esempio di come adottare misure preventive”.

Repubblica Ceca

Chiuse tutte le attività commerciali, ad eccezione dei servizi essenziali.

In Repubblica Ceca è stato dichiarato lo stato di emergenza. “La situazione è grave e il governo ha bisogno di strumenti efficaci contro l’epidemia di coronavirus”, ha dichiarato in un tweet il Ministro dell’Interno Jan Hamáček.

Il governo ceco, per affrontare l’emergenza Covid 19, ha stabilito la chiusura a partire da oggi (11 marzo) di scuole ed università. A partire dal 12 marzo sospesi nel paese gli eventi con più di 100 persone.

Romania

Le scuole e le università rimarranno chiuse fino a settembre. Parrucchieri e altri servizi hanno cominciato a riaprire a partire dal 4 maggio.

Il governo della Romania ha dichiarato il 14 marzo lo stato di emergenza, vietati gli assembramenti al chiuso maggiori di 50 persone.

L’8 marzo Raed Arafat, il capo del Dipartimento per le situazioni di emergenza, ha stabilito il divieto nel paese di tutte le manifestazioni aperte o al chiuso che coinvolgano più di 1.000 persone fino al 31 marzo; ha deciso inoltre che le partite di calcio della massima serie rumena si giocheranno a porte chiuse.

Slovacchia

Il governo slovacco ha ordinata la chiusura delle scuole e delle strutture sportive e ricreative nel paese. Introdotti controlli alle frontiere. I tre aeroporti internazionali di Bratislava, Košice and Poprad rimarranno chiusi per i passeggeri.

Sono stati ripristinati i controlli doganali per le persone, eccetto che per i polacchi; chiusi i centri culturali, sportivi e di divertimento; nel fine settimana saranno aperti solo i negozi di alimentari e le farmacie; vietate le visite ai ricoverati negli ospedali.

In Slovacchia, a partire dal 10 marzo, sono stati vietati tutti gli eventi sportivi, culturali e pubblici. Sospese anche le funzioni religiose e chiuse molte scuole del paese. Cancellati tutti i voli diretti in Italia e annullate le gite scolastiche all’estero.

Slovenia

Gran parte dei negozi e delle attività commerciali ha riaperto il 20 aprile, nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale. I parrucchieri e altri servizi hanno cominciato a riaprire dal 4 maggio. Prevista la riapertura di scuole e asili a partire dal 18 maggio.

Bloccati gli spostamenti dei cittadini con qualsiasi mezzo pubblico, ad eccezione dei taxi se opportunamente disinfettati dopo la discesa di ogni cliente.

Il 12 marzo è stata dichiarata l’epidemia. Le scuole sono chiuse, il confine con l’Italia è presidiato e i passaggi controllati: è stato incoraggiato il telelavoro e sono state introdotte restrizioni alle uscite da casa. Sono state rinviate le operazioni chirurgiche e i trattamenti medici non urgenti. Bloccate le ferie per il personale sanitario, cui è stato anche limitato il diritto di sciopero.

Il 10 marzo il governo sloveno ha annunciato l’istituzione di sei punti di controllo lungo il confine con l’Italia, imponendo controlli sanitari ai viaggiatori. Cancellati anche i voli provenienti da Italia, Sud Corea, Iran e Cina. Chiusa per due settimane una scuola a Kamnik, dopo che un’insegnante è risultata positiva a Covid 19.

Spagna

Il governo di Pedro Sanchez aveva inizialmente indicato il primo luglio come data di riapertura dei confini al turismo straniero, ma dovrebbe revocare lo stato di emergenza già a partire dal 21 giugno.

I principali parchi e le terrazze dei caffè sono stati riaperti (25 maggio) a Madrid dopo oltre due mesi di confinamento. Anche l’area metropolitana di Barcellona e parti di Castilla y León hanno avviato un allentamento delle misure che consente a gruppi fino a 10 persone di incontrarsi purché mantengano le distanze fisiche. I piccoli negozi possono riaprire così come i luoghi di culto, ma limitando la partecipazione al 30 per cento della capacità.

Prorogate le restrizioni in vigore fino al 9 maggio. Dopo quella data il paese si prepara ad un graduale allentamento delle misure restrittive. Intanto, dal 27 aprile i minori sotto i 14 anni hanno potuto riprendere ad uscire di casa, se pure nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale. L’allentamento graduale delle restrizioni previsto da Sanchez sarà diverso da provincia a provincia, a seconda dell’evoluzione dei dati locali sul virus. Già a partire 4 maggio in diverse province della Spagna sarà consentito l’esercizio fisico agli adulti e alcune imprese riapriranno le attività ma solo per offrire servizi prenotati in anticipo.

A partire da lunedì 13 aprile il governo di Madrid ha disposto un parziale allentamento delle misure restrittive imposte per contenere la diffusione del virus: cominciano a riaprire aziende in settori dell’economia che non sono considerati “essenziali”. Le restrizioni alle attività economiche erano state imposte lo scorso 30 marzo.

Il governo spagnolo ha annunciato martedì 17 marzo lo stanziamento di 200 miliardi per far fronte alla crisi economica derivata dal Covid 19.

La Spagna è “chiusa” con misure simili a quelle italiane. Lunedì 16 marzo il governo ha annunciato la chiusura dei confini a causa dell’emergenza, ripristinando i controlli alle frontiere a partire dalla mezzanotte. Le restrizioni, fanno sapere da Madrid, non coinvolgono il trasporto delle merci. L’ingresso in Spagna continuerà ad essere consentito per via terrestre solo ai cittadini spagnoli, ai residenti in Spagna, ai lavoratori transfrontalieri e a chi deve, per necessità, farvi ritorno.

Dichiarato dal governo lo “Stato di allarme”. 

A Madrid si è deciso (13 marzo) di chiudere musei, teatri e cinema. La Catalogna ha inoltre isolato quattro comunità, Igualada, Vilanova del Camí, Santa Margarida de Montbui e Òdena, dopo l’individuazione di un focolaio. Secondo fonti locali tali restrizioni riguarderanno 70 mila persone. Sospesa per il momento anche la Liga, il principale campionato di calcio spagnolo.

Svezia

Il governo ha comunicato che gli assembramenti con più di 50 persone sono vietati. Inoltre, non è possibile visitare gli anziani nelle case di riposo. Fino ad ora (14 aprile, secondo una nota dell’ambasciata italiana a Stoccolma), asili, scuole elementari e medie rimangono operativi, mentre scuole superiori e università sono passate all’apprendimento a distanza (o e-learning). È in corso una grossa campagna di informazione su molti canali: TV, emittenti radiofoniche, giornali stampati, riviste online e siti ufficiali delle autorità competenti al fine di sensibilizzare la popolazione in merito alle norme igieniche personali e ai comportamenti da adottare per limitare la diffusione del virus. La protezione civile ha comunicato che, sul proprio sito, sono disponibili molti materiali informativi consultabili gratuitamente: lo scopo è quello di raggiungere circa il 90% della popolazione.

Nonostante la Svezia non abbia ancora preso grandi misure per contrastare le diffusione di Covid 19, Stoccolma ha annunciato che stanzierà 300 miliardi di corone (circa 30 miliardi di euro) per sostenere l’economia colpita dalle conseguenze del virus.

UK

Dal primo Giugno potranno riaprire i mercati all’aperto e i rivenditori di auto. Dal 15 giugno è prevista una nuova ondata di riaperture.

Il primo ministro è tornato al lavoro.

Il 27 marzo il governo britannico ha reso nota la notizia della positività al coronavirus del primo ministro Boris Johnson. Domenica 5 aprile il premier è stato ricoverato in ospedale come “misura precauzionale”, dietro consiglio del suo medico.

Lunedì 23 marzo Johnson ha annunciato estese limitazioni a spostamenti e assembramenti sociale, con misure stringenti simili a quelle adottate dall’Italia settimane fa. Chiusi i negozi di beni non necessari, mentre gli spostamenti saranno consentiti solo per fare la spesa, andare al lavoro (se necessario), fare attività fisica, o assistere una persona non autosufficiente.

Il premier conservatore Boris Johnson ha annunciato che a partire da venerdì 20 marzo tutte le scuole del Regno Unito rimarranno chiuse “fino a nuovo avviso”. Chiuse le scuole in Galles e Scozia.

Sospese la massime serie dei campionati inglese e scozzese di calcio almeno fino al 4 aprile. Cancellata a Londra la festa di San Patrizio.

Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha vietato le riunioni che coinvolgono più di 500 persone.

Il 25 febbraio 2020 il Chief Medical Officer (una sorta di Istituto Superiore della Sanità) ha consigliato l’autoisolamento a tutti i viaggiatori che erano rientrati nel Regno Unito: dalla provincia cinese di Hubei nei precedenti 14 giorni; da alcune aree specifiche del nord Italia dichiarate come zone rosse dal governo italiano; dall’Iran; da alcune zone della Corea del Sud. Inoltre, questa raccomandazione è stata fatta anche alle persone con sintomi simil-influenzali e tornate nel Regno Unito dal 19 febbraio, passate da Vietnam, dalla Cambogia, dal Laos, dal Nord Italia (dovunque a nord di Pisa, Firenze e Rimini) e dal Myanmar.

Ungheria

Il governo ungherese ha bandito tutti gli eventi al chiuso con più di 100 persone e quelli all’aperto con più di 500 persone. Chiuse anche le università del paese. Sarà interdetto inoltre l’ingresso nel paese ai viaggiatori provenienti da Italia, Cina, Corea del Sud e Iran, tranne per i cittadini ungheresi, che dovranno però rispettare una quarantena di 14 giorni. A partire dalla mezzanotte dell’11 marzo sarà chiuso anche il traffico areo, ferroviario e di autobus con Austria e Slovenia.
Gyorgy Bakondi, consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro ungherese Viktor Orban,ha annunciato che dal 1 marzo l’Ungheria ha sospeso l’ “ammissione di migranti illegali nella zona di transito a tempo indeterminato”, citando una “connessione tra Coronavirus e migrazione illegale”.

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