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Welfare e salari equi, la presidenza tedesca vuole uscire dalla crisi con un'Europa sociale
Il Ministro del Lavoro tedesco, Hubertus Heil

Welfare e salari equi, la presidenza tedesca vuole uscire dalla crisi con un'Europa sociale

Per il Ministro del Lavoro tedesco Hubertus Heil, il principale obiettivo dei prossimi mesi sarà quello di garantire migliori condizioni di lavoro e rafforzare i meccanismi di welfare e protezione sociale nell’Unione Europea

Bruxelles – La presidenza tedesca al Consiglio dell’UE si trova nella non semplice posizione di dover tentare di tirare fuori l’Europa dalla crisi economica. Compito non semplice, ma allo stesso obiettivo del governo di Angela Merkel, che intende spiegare partire dalle basi del progetto europeo, vale a dire un’ Europa a dimensione sociale che rafforzi l’inclusione, l’equità e i diritti dei suoi lavoratori. Questa la presentazione di Hubertus Heil , ministro del lavoro tedesco, in occasione del primo giorno ufficiale della presidenza tedesca, che guiderà i lavori in Consiglio fino alla fine dell’anno.

“Il nostro compito principale è quello di guidare con successo l’Europa attraverso e fuori dalla crisi“,  premette presentando la linea programmatica di lavoro della presidenza tedesca per i prossimi sei mesi. “Per questo abbiamo bisogno di salari equi, di buone condizioni di lavoro e di welfare “. Serve, in altre parole, un cambio di passo. “L’UE deve combinare un’economia forte con la protezione sociale in misura ancora maggiore rispetto al passato”.

L’intenzione della Germania è “rafforzare la dimensione sociale dell’Europa”, compito da portare a termine “insieme ai miei colleghi, perché non siamo solo vicini europei, siamo una famiglia europea“.

Nel piano d’azione delineato dal ministero federale del Lavoro tedesco c’è l’intenzione di promuovere standard comunitari per i salari minimi e per i sistemi di protezione del reddito minimo. La presidenza tedesca vuole garantire opportunità e posti di lavoro stabili per i cittadini Ue anche in un contesto di crisi economica e di sempre più rapida evoluzione tecnologica .

Heil ha assicurato che i ministri del lavoro dell’UE discuteranno nei prossimi mesi sui modi per regolamentare a livello comunitario gli avanzamenti dell’Intelligenza Artificiale affinché questa resti al servizio dei lavoratori nell’economia digitale. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai giovani e allo sviluppo delle abilità e delle competenze richieste dalla digitalizzazione del mondo del lavoro. Per fare ciò la Presidenza tedesca insisterà sulla formazione continua e la necessaria comunicazione tra centri di formazione e imprese.

In tal senso le nuove proposte della Commissione europea in tema di lotta alla disoccupazione giovanile e formazione rappresentano un contributo importante. “I giovani hanno bisogno di buone prospettive per il futuro, indipendentemente dal fatto che vivano a Milano, Madrid o Magdeburgo”. Per questo, continua Heil, “sono lieto che il Commissario Schmit abbia presentato una proposta rivista per quella che è conosciuta come la “Garanzia per i giovani” il primo giorno della nostra presidenza. Affronterò questi problemi insieme al Commissario Schmit e alle mie controparti dell’Ue”.

Il ministro del lavoro tedesco si è detto pronto ad impegnarsi anche sul fronte del miglioramento delle garanzie salariali e della protezione sanitaria per i lavoratori stagionali . Heil ha fatto esplicito riferimento ai 1500 lavoratori che hanno recentemente contratto il corona-virus all’interno di un mattatoio in Westfalia e assicura che farà pressione sulla Commissione affinché lanci un piano d’azione per garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona all’interno delle catene di approvvigionamento globali.

Questo appello all’azione fa seguito alla pubblicazione di un nuovo rapporto della Federazione Europea dei sindacati per l’alimentazione, l’agricoltura e il turismo (EFFAT), che ha rilevato che “le spaventose condizioni di lavoro, di occupazione e di alloggio che colpiscono migliaia di lavoratori della carne in molti paesi d’Europa” sono “le ragioni per cui gli impianti di lavorazione della carne sono diventati vettori della diffusione di COVID-19″.

Il rapporto sottolinea come molti impiegati dell’industria della carne lavorino per conto di imprese di subappalto senza garanzie e misure di protezioni adeguate e che un’azione a livello di regolamentazione europea è necessaria al fine di evitare una possibile seconda ondata pandemica a partire dal prossimo autunno.