- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 15 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Al Consiglio europeo in gioco non c’è solo la ripresa, ma anche il tener lontane Russia e Cina

    Al Consiglio europeo in gioco non c’è solo la ripresa, ma anche il tener lontane Russia e Cina

    Le due potenze stanno lavorando a dividere ed indebolire i Paesi europei. Anche i mercati finanziari potrebbero non perdonare un mancato accordo tra i capi di Stato e di governo

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    16 Luglio 2020
    in Politica, Economia
    Charles Michel, presidente del Consiglio europeo

    Charles Michel, presidente del Consiglio europeo

    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Non è solo la ripresa economica in ballo, ma anche l’influenza che Russia e Cina potrebbero acquisire nell’Unione europea. Sul tavolo del Consiglio europeo di domani non c’è solo dunque il rilancio del dopo pandemia, ma anche il futuro più ampio dell’Unione.

    La questione delle influenze straniere sta montando in maniera preoccupante, “forti poteri aggressivi, come la Cina e la Russia, stanno già stimolando divisioni in tutta Europa e si stanno dipingendo come pilastri di sostegno alternativi, in particolare in Italia, Portogallo e Spagna, afferma Susi Dennison, ricercatrice dell’European Council on Foreign Relations, uno del più accreditati think tank sugli affari europei.

    Per questo l’appello a “fare presto” che viene dalla Commissione europea, dal presidente del Consiglio europeo e da tanti governi è così pressante. Anche perché a guardare ci sono anche i mercati finanziari, ed un fallimento non lo perdonerebbero: “Se non ce la facciamo questo fine settimana alla riapertura dei mercati, lunedì prossimo, potrebbe essere un massacro”, ha detto un alto diplomatico.

    Tutto questo, continua Dennison, “pone l’UE in una posizione precaria sulla sua risposta alla pandemia da COVID-19 e richiede ai suoi leader di guardare oltre i tecnicismi di qualsiasi accordo. Qualsiasi passo falso, o tentativo di sfruttare [internamente] il capitale politico delle discussioni, danneggerà i Ventisette e potrebbe dare origine a una nuova e potenzialmente fatale ondata di euroscetticismo”.

    Questo messaggio sembra rivolto in particolare ai Paesi Bassi, che sono rimasti praticamente da soli anche nel gruppo dei “frugali” con le loro rigidità. “Sono uno contro ventisei – spiega un altro diplomatico -. Loro vorrebbero imporre l’unanimità del Consiglio per l’approvazione dei piani nazionali di ripresa, ma non hanno alleati, neanche tra gli altri frugali”.

    Da tanti sondaggi è emerso che i cittadini europei, in grande maggioranza, vorrebbero più cooperazione tra i governi per affrontare questa crisi, “e i leader dovrebbero essere consapevoli di questo e unirsi per costruire un’Europa che non solo protegga i suoi cittadini finanziariamente – dice ancora Dennison-, ma fornisca loro una voce forte sulla scena globale“.

    Sull’unità necessaria insiste anche il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, quando in un messaggio diffuso oggi afferma che “se non ripariamo il danno il prima possibile, non è solo per le regioni direttamente colpite che le conseguenze sarebbero drammatiche. Sarebbero anche dannose per l’Europa nel suo insieme. Dopotutto, la prosperità dell’Europa è nel suo enorme mercato unifico, quindi se uno di noi è indebolito, indebolisce tutti noi”.

    E dunque a che punto siamo?

    Ieri il commissario al Bilancio Johannes Hahn ha assicurato che “C’è un ampio consenso” sui principi alla base della proposta negoziale sul tavolo. Aggiungendo però che “ovviamente il diavolo si annida nei dettagli”. Fonti diplomatiche confermano che “i Paesi Bassi e i frugali non sono più sulle posizioni di qualche settimana fa”.

    Oggi nessuno si sbilancia più di tanto, ma sempre meno si parla della necessità di un secondo Consiglio europeo in agosto. “Interrompere e poi riprendere sarebbe dannoso, potrebbe solo irrigidire le posizioni di alcuni Paesi… il tempo per chiudere è adesso”, sostiene un diplomatico coinvolto nei negoziati. Ed una qualificata fonte del Consiglio spiega che “l’accordo si può raggiungere e noi spingiamo per questo, ma le difficoltà sono tante”.

    Anche sul punto di caduta di un accordo nessuno si sbilancia, “i due temi più complessi sono la governance e la tutela dello stato di diritto”, sintetizza un’altra fonte che partecipa ai negoziati. Il primo problema è quello rappresentato dagli olandesi, anche se un certo accordo, diffuso, sul fatto che il Consiglio abbia un qualche livello di controllo sui piani nazionali esiste.

    Il secondo problema è quello di Paesi come Ungheria e Polonia, che non vogliono che ci sia un legame tra elargizione dei fondi europei e rispetto dei diritti civili, e anche qui, nonostante un largo consenso (degli altri partner) a instaurare un sistema che operi in questo senso, probabilmente la questione sarà per lo meno molto annacquata.

    Sulle cifre sembra che l’accordo sia sul Quadro finanziario pluriennale sia sul Recovery Fund sia molto più vicino, potrebbe esserci qualche taglio qui e là, ma insomma, la dimensione potrebbe restare la stessa, anche perché a chi vuol tagliare, gli olandesi, è già stato concesso il rinnovo dei rebate (la restituzione parziale dei soldi in più versati all’Unione rispetto a quelli effettivamente pagati) che dovevano morire in teoria alla fine di quest’anno.

    Si parte domattina alle 10.00 con il discorso del presidente del Parlamento David Sassoli, poi ci saranno dei bilaterali, “poi vedremo con andare avanti, è ancora tutto molto incerto”, spiegano al Consiglio, dove per il momento escludono una nottata di trattative a 27: “L’intenzione è di chiudere in serata la plenaria, per poi rivedersi il sabato mattina”. Se ci sarà un motivo per farlo.

    Tags: charles michelconsiglio europeoDavid SassoliEcfreucogovernancepaesi bassiQfprecovery fundSusi Dennison

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Funerali di Mladic. Crediti: Staša Košar via Imagoeconomica
    Politica Estera

    Serbia, Costa e von der Leyen: “I funerali di Mladić contraddicono i valori dell’adesione all’UE”

    8 Settembre 2026
    Stoccaggio Carbonio Norvegia Paesi Bassi
    Energia

    La CO₂ viaggia verso la Norvegia, passando dal più grande impianto di stoccaggio in UE, nei Paesi Bassi

    7 Settembre 2026
    Da sinistra a destra l'eurodeputato (S&D), Pierfrancesco Maran, e la commissaria europea per la Gestione delle crisi e uguaglianza, Hadja Lahbib.
    Ambiente

    Incendi, Lahbib: “Nessuno Stato UE può lottare contro il cambiamento climatico da solo”

    1 Settembre 2026
    Birra. Crediti: Will Stewart via Unsplash
    Le Brevi

    Eurostat, la produzione di birra nell’UE cala dello 0,7 per cento nel 2025

    31 Agosto 2026
    Schermo di un PC con finestra aperta su Chatgpt. Crediti: Emiliano Vittoriosi via Unsplash
    Net & Tech

    UE, regole più stringenti per ChatGPT, Roblox e Reddit

    31 Agosto 2026
    Pieno di benzina. Crediti: Engin Akyurt via Unsplash
    Economia

    Eurostat, prezzi dei carburanti nell’UE su del 16,9 per cento a luglio 2026

    21 Agosto 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il muro di separazione costruito da Israele in Cisgiordania. Source: Photo de Levi Meir Clancysur Unsplash

    Oltre 100 deputati a von der Leyen: “Bloccare il commercio dell’UE con le colonie israeliane”

    di Giulia Torbidoni
    15 Settembre 2026

    La lettera, promossa dall'irlandese Andrews e firmata da parlamentari liberali, socialisti, verdi e della Sinistra, chiede alla Commissione una proposta...

    Mobilità - diritti - competenze

    Facilitare la vita dei lavoratori all’interno del mercato UE, la Commissione lancia il pacchetto sulla mobilità

    di Annachiara Magenta annacmag
    15 Settembre 2026

    L'obiettivo è semplificare il percorso di trasferimento oltre frontiera dei diritti sociali, delle qualifiche professionali e delle competenze

    Container in un porto [foto: imagoeconomica]

    Eurozona, a luglio surplus commerciale col resto del mondo in merci e beni per 14,2 miliardi di euro

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    15 Settembre 2026

    I dati Eurostat su importazioni ed esportazioni mostrano un saldo positivo in aumento rispetto a luglio 2025. Traina il settore...

    Inaugurazione della mostra promossa dal'eurodeputato (ECR), Paolo Inselvini, al Parlamento europeo di Strasburgo. Crediti: Eunews

    Mostra anti-aborto al Parlamento europeo. Moretti (S&D): “Un’offesa ai diritti delle donne”

    di Iolanda Cuomo
    15 Settembre 2026

    L'europarlamentare dei Conservatori e riformisti (ECR), Paolo Inselvini, l'ha organizzata con l'associazione Pro Vita & Famiglia. Il gruppo de' La...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione