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    Home » Politica Estera » Serbia-Kosovo: ‘pace economica’ grazie alla mediazione USA, ma il processo di integrazione in UE rischia di essere compromesso

    Serbia-Kosovo: ‘pace economica’ grazie alla mediazione USA, ma il processo di integrazione in UE rischia di essere compromesso

    L'annuncio di Belgrado e Pristina di voler spostare le loro ambasciate a Gerusalemme desta "preoccupazione e rammarico" da parte dell'Unione europea. Per i Paesi che aspirano all'adesione in UE deve essere prioritario l'allineamento agli standard europei

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    7 Settembre 2020
    in Politica Estera
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    Bruxelles – Serbia e Kosovo provano a rilanciare un dialogo costruttivo nell’ottica del processo di integrazione europea. Lunedì 7 settembre le parti sono tornate a Bruxelles per lavorare ad un accordo di normalizzazione delle loro relazioni nel quadro del dialogo facilitato dall’Unione europea tra Belgrado e Pristina. Si è trattato del secondo incontro fatto di persona da quando è stato riavviato il percorso di dialogo attraverso la mediazione europea lo scorso 12 luglio. “Negoziati intensi”, li ha definiti il rappresentante speciale dell’UE per il dialogo Belgrado-Pristina e altre questioni regionali dei Balcani occidentali, Miroslav Lajcak, e “come al solito non sempre facili”. Ma ciò che ha prevalso, sottolinea ancora in una nota, “è la volontà di entrambe le parte di portare avanti le discussioni nonostante le questioni complesse che sono presenti”. 

    rappresentante speciale dell’Ue per il dialogo Belgrado-Pristina e altre questioni regionali dei Balcani occidentali, Miroslav Lajcak

    Volontà tale da spingere le parti a dar seguito alle discussioni di oggi a livello di esperti già dalla prossima settimana e di riunirsi nuovamente a livello di leader alla fine del mese di settembre. Bruxelles ha riconosciuto “che entrambi i leader questa mattina hanno confermato che attribuiscono la massima priorità all’integrazione dell’UE e al proseguimento dei lavori sul dialogo tra Belgrado e Pristina facilitato” da Bruxelles, ha fatto notare Lajcak. “Avere questo chiaro impegno comune e la comprensione delle priorità è essenziale per progredire nei rispettivi percorsi europei”. L’incontro si è tenuto insieme all’alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, che ha ospitato il presidente serbo Aleksandar Vucic e il premier del Kosovo, Avdullah Hoti. 

    I leader di Kosovo e Serbia sono tornati a negoziare a Bruxelles reduci da un incontro alla Casa Bianca in cui il presidente statunitense Donald Trump è riuscito nell’intento di far progredire la normalizzazione tra le due parti dal punto di vista economico. Venerdì 4 settembre Pristina e Belgrado hanno raggiunto un accordo per lavorare sui loro legami economici, riaffermando gli impegni di stabilire collegamenti autostradali e ferroviari e ad aderire a un’area di libero scambio, che potrebbe contribuire alla normalizzazione degli scambi commerciali congelati dopo l’imposizione di Pristina di dazi del 100 per cento sulle merci serbe.

    L’accordo di venerdì è stato salutato come “storico” dal titolare della Casa Bianca, ma anche come un passo in avanti verso la normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo da parte dell’Unione europea. “Tutto ciò che può facilitare la normalizzazione politica tra i due partner è ben accetto”, ha riferito Peter Stano, portavoce della Commissione europea. C’è tuttavia un punto di quanto riconosciuto venerdì che rischia di raffreddare il ruolo di mediatore dell’Unione europea nonché il processo di integrazione dei due aspiranti alla adesione all’UE. Si tratta della normalizzazione dei rapporti di Serbia e Kosovo con Israele, annunciata da Trump nel quadro del dialogo mediato dalla Casa Bianca. La Serbia ha annunciato di voler traferire la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme a partire dal prossimo luglio e il Kosovo e Israele si riconosceranno a vicenda. Anche Pristina ha dichiarato l’intenzione di aprire la sua ambasciata a Gerusalemme.

    Lo spostamento dell’ambasciata a Gerusalemme non è in linea con la posizione dell’Unione Europea, che si è detta “rammaricata” della decisione di Belgrado e Pristina. Stano ha ribadito durante il briefing con la stampa di oggi (7 settembre) che la posizione dell’UE riguardo all’apertura di ambasciate da parte di Stati membri a Gerusalemme non è cambiata: per Bruxelles tutti gli stati membri UE dovrebbero evitare iniziative simili “nel rispetto delle leggi internazionali e della soluzione dei due stati”. E Bruxelles si aspetta che anche gli aspiranti all’adesione come la Serbia (e in futuro anche il Kosovo) si allineino alle sue posizioni. “Ogni azione diplomatica che possa mettere in discussione la posizione dell’Unione europea è fonte di preoccupazione”, ha concluso.

    L’accordo economico trovato sotto la supervisione della Casa Bianca normalizza i rapporti economici tra Belgrado e Pristina ma non prevede un riconoscimento reciproco tra le due parti. Ha di fatto lasciato in sospeso il processo di normalizzazione politica a cui Bruxelles lavora per mediare dal 2011. La Serbia si ostina a non riconoscere l’indipendenza del Kosovo, proclamata in maniera unilaterale nel 2008. Da allora molti paesi occidentali l’hanno riconosciuto come Stato indipendente ma non la Serbia, sostenuta anche dalla Russia e dalla Cina. In Europa non è solo la Serbia a dover accettare di riconoscere l’indipendenza del Kosovo, precondizione per poter fare richiesta d’ingresso in Unione europea, ma anche altri cinque Paesi membri dell’Unione europea attualmente non lo riconoscono (Spagna, Cipro, Grecia, Slovacchia e Romania).

    Sul tavolo dei negoziati di oggi gli accordi per le comunità non maggioritarie e la liquidazione di crediti finanziari e proprietà reciproci. “Questo è stato un primo scambio che ci ha permesso di definire i prossimi passi nelle nostre discussioni. Il nostro prossimo incontro sarà dedicato a questi due temi”, ha fatto sapere rappresentante speciale per l’UE. Il dialogo riprenderà la prossima settimana a Bruxelles.

    Tags: josep borrellkosovoserbiaSerbia-Kosovounione europea

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