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La commissaria UE Simson:
Kadri Simson

La commissaria UE Simson: "Città e regioni al centro della ripresa energetica, neutralità climatica entro il 2050"

Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, illustra durante una riunione al CdR il piano Renovation Wave che la Commissione lancerà ad ottobre

Bruxelles – Mentre la commissione ambiente del Parlamento europeo vota a favore del taglio delle emissioni del 60% entro il 2030, la commissaria per l’energia Kadri Simson ha partecipato a un dibattito sull’energia con i leader delle regioni d’Europa. L’occasione è stata una riunione della commissione ambiente del Comitato europeo delle regioni che ha affrontato gli aspetti energetici della ripresa nell’UE, compreso il ruolo delle rigenerabili, l’efficienza energetica e i trasporti puliti. Tutto da attuare grazie a Next Generation EU, al Recovery and Resilience Facility e a Renovation Wave, il piano sull’urbanistica che la Commissione europea presenterà ad ottobre per avviare una nuova fase di rinnovo nel settore edilizio. Si stima che gli edifici sono responsabili del 40% delle emissioni di CO2 nella UE.

“Le regioni sono partner cruciali nell’attuazione delle nostre politiche per il clima e l’energia”, ha dichiarato la commissaria sottolineando il ruolo chiave di città e regioni nella ripresa di tutta l’UE. Il Green Deal è la risposta dell’Europa alle sfide economiche e sociali, e per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 il sostegno e la partecipazione dei cittadini saranno essenziali. “I cittadini, sia a livello nazionale che locale, devono essere al centro della transizione energetica”. E cita i Dialoghi Multilivello per l’Energia e il Clima come esempio di cooperazione tra regioni e Commissione.

I progetti locali, aggiunge la commissaria, devono coinvolgere le comunità locali, creare posti di lavoro e aumentare la crescita economica, tenendo conto che il 90% delle ristrutturazioni sono portate avanti dalle PMI.

Dalle risorse del fondo per la ripresa a quelle del bilancio europeo, una percentuale consistente dei fondi UE verrà investita per gli obiettivi del clima e la transizione energetica, e Next Generation EU dovrà essere in linea con gli obiettivi, come “zero impatto sul clima” entro il 2050, rispettando il “giuramento verde“, secondo il principio del “non nuocere”.

Gli stati membri dovranno presentare i loro piani energetici nazionali. Il 37% del bilancio sarà investito per la transizione verde e le ristrutturazioni, in particolare per l’idrogeno verde, prioritario per la Commissione europea. Gli obiettivi nazionali verranno raggiunti con i “buoni progetti che le regioni presenteranno”. Solo una cooperazione stretta tra regioni e Commissione porterà a un’efficace attuazione degli obiettivi ambiziosi.

Il presidente del CdR Tzitzikostas durante l’incontro si è detto pronto a lanciare una “piattaforma locale per la transizione all’energia verde” che riunisca tutti i governi regionali e locali.

Città e regioni possono avere molto da dire a livello decisionale su come rinnovare il tessuto urbano e gli edifici, amministrando in prima persona molti degli spazi pubblici da ristrutturare. Lo sottolinea Enrico Rossi (PSE), presidente uscente della Regione Toscana, che ha illustrato il piano Renovation Wave. “Serve una vera e propria rivoluzione urbanistica di città e territori, all’insegna del verde, della sostenibilità e della digitalizzazione“, dichiara Rossi.

La chiave di tutto non sarà costruire altri edifici, ma intervenire per espandere le zone verdi nei centri abitati per diminuire le emissioni di CO2. In Toscana, ad esempio, è stato emesso un bando per 63 comuni per la piantumazione di alberi, attuando allo stesso tempo la politica “volumi zero”, ovvero evitare di costruire edifici nei territori ancora verdi. Questa pratica è da diffondere in tutta l’UE.

Rinnovare agli edifici ha al contempo un impatto sul cambiamento climatico. L’UE ha stanziato 5 miliardi di euro per 24 stati membri in questa direzione, il che ne dimostra la fragilità dei territori, come l’Italia. Territori che diverranno più sicuri, perché i costi di prevenzione saranno inferiori a quelli per la ristrutturazione. Sono 18 milioni i lavoratori impegnati nel settore in tutta l’UE, e le imprese attive nella ristrutturazione generano il 9% del PIL comunitario. Renovation Wave potrebbe significare un ulteriore guadagno di 300 miliardi per il settore e 4 milioni di nuovi posti di lavoro.

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