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Messi è Messi, non ci si può sbagliare. Via libera al marchio di abbigliamento del'asso del Barcellona
[fonte foto: account twitter di Leo Messi]

Messi è Messi, non ci si può sbagliare. Via libera al marchio di abbigliamento del'asso del Barcellona

La Corte di giustizia dell'UE conferma che la notorietà del calciatore non crea problemi al riconoscimento di marchio comunitario

(ha collaborato Emanuele Bonini)

Bruxelles – Messi è Messi. Punto. E’ un personaggio talmente noto al grande pubblico che non ci può essere dubbio né confusione tra la stella del Barcellona e altri nomi, e quindi il calciatore argentino può registrare come comunitario il proprio marchio di abbigliamento sportivo. E’ quanto ha stabilito la Corte di giustizia dell’UE, nella causa che ha visto coinvolto lo sportivo simbolo della formazione blau-grana di Catalogna.

Lionel Messi nei 2011 ha chiesto all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) l’autorizzazione a registrare come marchio dell’UE il marchio della propria casa di articoli di indumenti sportivi, scontrandosi con altri operatori del mercato unico. Nello specifico l’imprenditore Jaime Masferrer Coma ha fatto ricorso, temendo che il logo “Messi” potesse essere confuso con il marchio “Massi”, già registrato come griffe europea, anch’esso apposto su materiale sportivo (calzature, caschi per ciclisti, articoli di protezione e guanti). Ricorso accolto dall’EUIPO nel 2013, ma bocciato dal Tribunale di Lussemburgo.

Il marchio della linea di abbigliamento di Lionel Messi, riconosciuto come marchio europeo

La Corte conferma il pronunciamento del Tribunale. I giudici di Lussemburgo ricordano che l’eventuale notorietà della persona che chiede che il proprio nome sia registrato come marchio “è uno degli elementi rilevanti per valutare il rischio di confusione”, dal momento che tale notorietà può avere un’influenza sulla percezione del marchio da parte del pubblico di riferimento. Il Tribunale “non è pertanto incorso in errore” nel considerare che la notorietà di Lionel Messi costituiva un elemento rilevante al fine di stabilire una differenza sul piano concettuale tra i termini «messi» e «massi».

Ecco dunque spiegato perché il Tribunale non ha sbagliato. Avendo rilevato che il pubblico di riferimento percepiva i segni Massi e Messi come “diversi sotto il profilo concettuale”, il Tribunale poteva a giusto titolo applicare tale giurisprudenza. Quindi adesso Messi può vedersi riconosciuto, e come tale autorizzato a commercializzare, la propria casa di abbigliamento con tanto di marchio europeo, con tutte le tutele legali e commerciali del caso.

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