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Borrell:
Josep Borrell, alto rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza

Borrell: "Promuoviamo il multilateralismo, ma ora l'UE rafforzi la propria autonomia strategica"

L'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza mette in guardia sul "ritorno dei vecchi imperi", e l'emergere di sovranismi diffusi tra Turchia, Cina e Russia

Bruxelles – Promuovere un sistema globale basato sul multilateralismo è fondamentale, ma adesso per l’Unione europea è anche il momento di rafforzare la propria autonomia strategica. L’uno non esclude l’altro. Anzi, per Josep Borrell sono le due facce della stessa medaglia, “promuoviamo la cooperazione ma dobbiamo chiaramente individuare quali sono i nostri interessi strategici”. Come nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, l’Europa si trova travolta nel mezzo, e allora deve cercare di fare emergere la propria propria voce. L’UE dei prossimi anni deve muoversi su questo doppio binario: rinsaldare le proprie partnership globali e allo stesso tempo rafforzare la propria autonomia strategica e rivendicare i suoi interessi.

Le riflessioni dell’alto rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza si inseriscono in un dibattito online sul ruolo dell’UE in un sistema multilaterale dal titolo ‘Uniti per un nuovo multilateralismo’, organizzato dalla Fondazione per gli Studi progressisti (FEPS), svoltosi venerdì 18 settembre. L’approccio al multilateralismo è in crisi, il mondo di oggi affronta l’emergere di nuovi sovranismi e individualismi, e Bruxelles punta a presentare già la prossima primavera “una strategia europea su come rafforzare il multilateralismo”, rivela Borrell, sulla base della proposta franco-tedesca di una Alleanza per il multilateralismo.

Josep Borrell partecipa al dibattito online del FEPS

L’UE “è sempre stata una forza importante per la guida del multilateralismo”, sostiene, ma ora dobbiamo perseguire questo “obiettivo con un senso di urgenza e unità ancora maggiore”. Il mondo sta cambiando e con lui deve cambiare il ruolo di Bruxelles. Quello a cui si assiste è l’emergere di un mondo multipolare con sempre più attori ma senza che ci sia un vero consenso intorno ad essi. È ciò che si definisce un “mondo multipolare, senza multilateralismo”: molti attori globali, meno consenso e tentativi di stringere partnership soprattutto a livello bilaterale più che multilaterale, per avere più potere a livello globale. Nonostante il mondo circostante sia diverso il ruolo del multilateralismo è sempre lo stesso: livellare il campo di gioco tra gli Stati, dar vita a norme e standard applicabili allo stesso modo per tutti gli attori globali in modo da rendere più eque le loro relazioni commerciali, economiche. 

A metterlo a dura prova oggi soprattutto “il ritorno dei vecchi imperi. Il ritorno di sovranismi politici diffusi in diverse aree del globo, Cina, Turchia, Russia. Vogliono modificare il sistema di multilateralismo ma allo stesso tempo minano il concetto di libertà che si è venuto a creare dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Questo, accusa Borrell, “è espressione del populismo e posso assicurare che i leader populisti hanno una visione anti-multilaterale”. Il multilateralismo fa parte dell’essenza dell’Unione europea, ha aggiunto spiegando che difendere la creazione di principi e ruoli universali di fronte a una tendenza emergente a relativizzare “i diritti universali che invece non devono essere negoziati”. C’è una tendenza in crescita da parte di alcuni Paesi ad abbandonare la difesa dei diritti umani e da parte dell’UE deve esserci l’impegno politico per convincerli a non farlo.