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Brexit, i Ventisette uniti contro Londra.
Il commissario per le Relazioni interistituzionali, Maros Sefcovic (sinistra) e il ministro per gli Affari europei tedesco, Michael Roth, al termine del consiglio Affari generali [Bruxelles, 22 settembre 2020]

Brexit, i Ventisette uniti contro Londra. "La smetta di giocare e torni al tavolo negoziale"

L'esito della riunione dei ministri degli Affari europei denota compattezza e frustrazione per le manovre del Regno Unito. "Noi in buona fede, da loro poca serietà", i messaggi recapitati al termine della riunione

Bruxelles – Nessun cambio di programma, nessun ripensamento. Avanti così, a ventisette. Se il governo britannico pensava di riuscire a fare breccia tra i membri dell’UE rimescolando la carte in tavola, ha sbagliato i calcoli. L’esito della proposta di legge per aggirare l’accordo di recesso è stata una maggiore unità e compattezza degli interlocutori continentali. Il primo a dirlo, a nome di tutti, è il ministro per gli Affari europei della Germania, Michael Roth, presidente di turno del Consiglio dell’UE con il governo di cui fa parte.

Siamo davvero molto delusi dai risultati finora ottenuti dai negoziati”, ammette in occasione della riunione del consiglio Affari generali, che tra i vari punti in agenda ha anche quello relativo alla Brexit, anch’esso oggetto di discussione tra i leader nella riunione straordinaria del Consiglio Europeo, oggi aggiornata alla settimana prossima. “Questo cosiddetto disegno di legge sul mercato interno ci preoccupa estremamente, perché viola i principi guida dell’accordo di recesso e questo è del tutto inaccettabile per noi”. Da qui l’invito di Roth. “Per favore, cari amici a Londra, smettete di giocare, il tempo stringe. Ciò di cui abbiamo veramente bisogno sono discussioni serie”.

A essere ancora più chiaro è Maros Sefcovic, commissario per le Relazioni inter-istituzionali. “L’accordo di recesso non si rinegozierà”. Quello che sta facendo il governo di Londra dunque è poco utile alla causa britannica, lascia intendere lo slovacco. “Noi siamo calmi, e disponibili a negoziare in buona fede”.

Ancora una volta si mette ogni responsabilità sulle spalle dei britannici. A loro si rimprovera di non essere seri e, di conseguenza, inaffidabili. Un messaggio per mettere le mani avanti, in caso di hard Brexit, con tutte le conseguenze per un’eventuale uscita disordinata senza regole. Eventualità a cui i leader a questo punto dovranno essere pronti.

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