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    Home » Politica Estera » Brexit, il Consiglio Europeo pronto a “qualunque scenario, anche il no deal”. Barnier incalza: “Negoziati intensi, ma ora tocca a Londra”

    Brexit, il Consiglio Europeo pronto a “qualunque scenario, anche il no deal”. Barnier incalza: “Negoziati intensi, ma ora tocca a Londra”

    Dura la replica del capo-negoziatore britannico, David Frost: "Delusi dalle conclusioni del vertice dei leader europei. Le mosse future non possono arrivare solo da noi". Atteso per domani l'intervento del premier Boris Johnson

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    15 Ottobre 2020
    in Politica Estera

    Bruxelles – È un Consiglio Europeo preoccupato ma allo stesso tempo determinato quello che ha adottato oggi (15 ottobre) le conclusioni sul futuro delle relazioni tra UE e Regno Unito nella fase post-Brexit. Totale, a quanto si racconta, il supporto dei 27 leader europei al capo-negoziatore UE, Michel Barnier, e al suo approccio negoziale. Ma è lo stesso presidente del Consiglio UE, Charles Michel, ad avvisare tutte le parti interessate di “intensificare il lavoro sulla preparazione e la disponibilità a ogni livello e per tutti i risultati, compreso quello del mancato accordo“. Tradotto: gli Stati membri chiedono alla Commissione di prepararsi anche allo scenario di un no deal, non venendo meno tra i 27 leader l’unità e la solidarietà reciproca sul level playing field, il Mercato unico, la pesca, e la governance.

    Ricordando che il periodo di transizione terminerà il 31 dicembre 2020, il Consiglio ha rilevato che “i progressi sulle questioni chiave di interesse per l’Unione non sono ancora sufficienti per raggiungere un accordo“, ha aggiunto Michel. Rimane comunque centrale la determinazione dei leader UE di tratteggiare i contorni di un partenariato più stretto possibile con la controparte britannica e per questo motivo è stato invitato Barnier “a compiere i passi necessari per rendere possibile tale accordo”. Per quanto riguarda il progetto di legge sul Mercato interno presentato dal governo del Regno Unito, Michel ha seccamente ribadito che l’Accordo di recesso e i suoi protocolli “devono essere applicati pienamente e tempestivamente. Punto“.

    Anche Barnier ha confermato che “vogliamo e faremo tutto quello che possiamo per raggiungere un accordo, ma non a ogni costo“. Se il Regno Unito vuole continuare ad avere accesso a un mercato da 450 milioni di persone, “non è in discussione una competizione libera ed equa”. Rimane però ormai poco tempo per i negoziati ed è per questo motivo che il capo-negoziatore UE ha parlato di “intensi negoziati” con la controparte britannica. “Lo dirò a David Frost [capo-negoziatore del Regno Unito, ndr] la prossima settimana a Londra: noi siamo uniti. Ora vogliamo una risposta chiara nei dialoghi serrati che ci saranno tra le parti”. Con le parole del proprio presidente, il Consiglio Europeo ha coperto le spalle di Barnier, aumentando la pressione su Londra: “È ora che faccia i passi avanti necessari per raggiungere l’accordo“. La palla passa al governo di Boris Johnson, chiamato a velocizzare i tempi se vuole evitare il no deal.

    Non si è fatta attendere la risposta di David Frost, che su Twitter si è detto “deluso” dalle conclusioni del Consiglio UE e “sorpreso” che l’Unione Europea, nelle conclusioni scritte pubblicate questa sera, “non sia più impegnata a lavorare ‘intensamente’ per raggiungere un futuro partenariato”, come concordato con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, lo scorso 3 ottobre. Replica difficilmente commentabile, dal momento in cui il capo-negoziatore UE ha dichiarato l’esatto opposto in conferenza stampa. Frost ha aggiunto anche di essere sorpreso dal “suggerimento” dell’Unione che per ottenere un accordo tutte le mosse future debbano venire dal Regno Unito: “È un approccio insolito per condurre una negoziazione”. Domani il premier Johnson esporrà le reazioni e l’approccio del Regno Unito.

    2/3 Also surprised by suggestion that to get an agreement all future moves must come from UK. It's an unusual approach to conducting a negotiation.

    — David Frost (@DavidGHFrost) October 15, 2020

    Tags: Boris Johnsonbrexitcharles michelcommissione europeaconsiglio europeodavid frostMichel Barnierno dealRegno UnitoUe-Regno Unitounione europea

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