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    Home » Politica Estera » Brexit, a Londra negoziati in salita: “Senza senso se l’UE non cambia posizione”. “Vogliamo una reazione dal Regno Unito”

    Brexit, a Londra negoziati in salita: “Senza senso se l’UE non cambia posizione”. “Vogliamo una reazione dal Regno Unito”

    Dopo la quarta riunione del comitato misto, l'Unione Europea "è pronta ad andare oltre l'approccio ordinario per chiudere l'accordo", dice il vicepresidente della Commissione Šefčovič. Ma Londra accusa la controparte di "essersi rifiutata di discutere testi giuridici in qualsiasi settore negli ultimi mesi"

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    20 Ottobre 2020
    in Politica Estera
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    Bruxelles – I negoziati per la fase post-Brexit ormai sembrano somigliare sempre di più a un’opera scritta da Samuel Beckett: un Aspettando Godot del ventunesimo secolo, dove gli interpreti si parlano addosso senza più ascoltarsi. Una trattativa dell’assurdo. Se non fosse risultato già chiaro dagli sviluppi del Consiglio Europeo della scorsa settimana, lo ha confermato ieri (lunedì 19 ottobre) la ripresa dei colloqui a Londra: l’UE attende “una reazione del Regno Unito”, il Regno Unito considera “i negoziati senza senso, se l’UE non cambia posizione”. Tutto questo, vale la pena ricordarlo, a poco più di dieci settimane dalla fine del periodo di transizione, che scadrà il 31 dicembre.

    https://twitter.com/MichelBarnier/status/1318198557590081537?s=20

    Dopo l’incontro tra i capi-negoziatori Michel Barnier e David Frost nella capitale britannica, il rappresentante dell’Unione Europea ha annunciato su Twitter che “l’Ue resta disponibile a intensificare i colloqui a Londra questa settimana, su tutti gli argomenti e sulla base di testi giuridici”. Proprio il dettaglio finale, “sulla base di testi giuridici”, ha lasciato sperare che la discussione potesse riprendere in maniera costruttiva e accelerata tra le parti, dopo essersi rimbalzati durante la scorsa settimana la palla delle responsabilità sul rischio di un no deal. Ci ha pensato Frost a riportare tutti alla realtà, rispondendo poco dopo sempre su Twitter: “Ho preso atto della proposta di Barnier di intensificare il lavoro, come abbiamo chiesto”, ha puntualizzato. “Ma l’UE deve ancora apportare un cambiamento fondamentale nell’approccio ai colloqui e chiarire che lo ha fatto”.

    Constructive discussion with @MichelBarnier today. Noted his proposal to intensify work, as we have been asking. But the EU still needs to make a fundamental change in approach to the talks and make clear it has done so. We will stay in close touch.

    — David Frost (@DavidGHFrost) October 19, 2020

    Non diverso lo scambio di vedute sui risultati della quarta riunione del comitato misto UE-Regno Unito a Londra tra il vicepresidente della Commissione Europea, Maroš Šefčovič, e il cancelliere del Ducato di Lancaster, Michael Gove (ministro senza portafoglio che agisce da braccio destro del premier Boris Johnson). “L’incontro di oggi ha dimostrato la volontà politica di entrambe le parti a procedere con intensità”, ha dichiarato Šefčovič. Accolta “con favore la chiara guida politica e l’impegno assunto oggi da Gove”, il vicepresidente della Commissione ha ribadito che “resta ancora molto lavoro da fare da parte del Regno Unito, in particolare per quanto riguarda l’attuazione del protocollo sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord”. Ma, per non chiudere la porta al governo britannico, Šefčovič ha precisato di essere “pronto ad andare oltre l’approccio ordinario“, in vista della prossima riunione del comitato misto a metà novembre.

    Nemmeno il tempo di pubblicare la posizione della Commissione e il ministro Gove ha deciso di spiazzare la controparte europea con un aggiornamento alla Camera dei Comuni: “Avevamo sperato di concludere un accordo di libero scambio in stile canadese prima della fine del periodo di transizione. Ma per come stanno le cose, a oggi ciò non accadrà“. Secondo il cancelliere del Ducato di Lancaster “è necessario un cambiamento fondamentale nell’approccio da parte dell’Unione, se si vuole che il processo si rimetta in carreggiata”, perché “l’UE si è rifiutata di negoziare seriamente e di discutere testi giuridici in qualsiasi settore per gran parte degli ultimi mesi”.

    https://twitter.com/MarosSefcovic/status/1318197460687327233?s=20

    Proprio alla vigilia dell’incontro di Londra, un editoriale del Financial Times ha avvertito che “la propensione alla teatralità e al rischio dei britannici potrebbero far fallire anche le ultime possibilità rimaste per chiudere un accordo sulla Brexit”. Secondo il quotidiano londinese, tutte le dichiarazioni di rottura di Downing Street “sembrano una ripresa della tattica di Boris Johnson di minacciare il no deal, usarlo come copertura politica, per poi vendere l’accordo finale come un trionfo per la sua tenacia”. Tuttavia “il tempo ormai stringe” ed è sempre più vicino “il pericolo che calcoli errati facciano saltare il tavolo nonostante il desiderio di un accordo”, ha sottolineato il Financial Times. Una conferma che quella in atto tra Unione Europea e Regno Unito è sì una trattativa dell’assurdo, ma con potenziali conseguenze reali per tutti.

    Tags: brexitcomitato misto UE-Regno Unitocommissione europeadavid frostMaros SefcovicMichael GoveMichel Barnierno dealRegno UnitoUe-Regno Unitounione europea

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