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Via libera ai dazi UE sui prodotti statunitensi. L'obiettivo è negoziare un accordo commerciale

Via libera ai dazi UE sui prodotti statunitensi. L'obiettivo è negoziare un accordo commerciale

Stretta fino a 4 miliardi di dollari sulle importazioni di prodotti "made in USA" in vigore dal 10 novembre. Dombrovskis: "Pronti a rimuoverle in qualunque momento se anche gli Stati Uniti lo faranno"

Bruxelles – L’Unione europea ha deciso di avvalersi del diritto di imporre dazi sui prodotti statunitensi riconosciuto dall’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) nell’ambito della disputa Boeing-Airbus. La decisione è stata presa dai ministri responsabili per il commercio nella videoconferenza tenuta oggi (9 novembre), e sarà in vigore a partire da domani (10 novembre).

Oltre al settore aeronautico verranno colpiti prodotti agricoli, prodotti lavorati e prodotti industriali, spiega il commissario per il Commercio, Valdis Dombrovskis, al temine dei lavori. L’ “La nostra azione rispecchia l’approccio utilizzato dagli Stati Uniti”. L’UE dunque si comporta come il rivale. Non si spinge oltre nell’imporre dazi, perché “non vogliamo accrescere le tensioni”. L’obiettivo ultimo resta quello di un accordo di libero scambio UE-Stati Uniti, e il diritto di dazi sancito dal WTO offre agli europei una leva in più.

“Siamo pronti a rimuovere i nostri dazi in qualunque momento, se anche gli Stati Uniti lo faranno”, continua Dombrovskis, pronto a discutere con il governo americano uscente e con quello che si insedierà a partire da gennaio.

Gli Stati Uniti hanno già imposto dazi sulle importazioni UE per 7,5 miliardi di dollari (circa sette miliardi di euro) sempre come forma di compensazioni nella disputa Boeing-Airbus, dopo che il WTO ha dato ragione a Washington. Ma la stessa organizzazione ha anche riconosciuto le ragioni degli europei, che ora possono imporre dazi sui prodotti importati da oltre oceano per quattro miliardi di dollari (circa 3,4 miliardi di euro).

Si vuole tornare a un regime di dazi zero, possibilmente nel quadro di un accordo più organico. “Abbiamo bisogno di una politica commerciale per superare gli effetti negativi del COVID“, sottolinea Peter Altmeier, ministro dell’Economia della Germania, governo con la presidenza di turno del Consiglio dell’UE.

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