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    Home » Cronaca » Democrazia e stato di diritto “a rischio”. La Commissione insiste: “Serve difesa costante dall’UE”

    Democrazia e stato di diritto “a rischio”. La Commissione insiste: “Serve difesa costante dall’UE”

    La denuncia del Parlamento europeo nella Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali al voto in plenaria. L'annuncio di Jourova: a dicembre una strategia per rafforzare l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    24 Novembre 2020
    in Cronaca, Politica

    Bruxelles – Democrazia, stato di diritto e diritti fondamentali sono valori che “non possono essere dati per scontati ma richiedono una difesa costante” da parte dell’Unione europea. Per questo la Commissione europea si prepara a presentare a dicembre una nuova strategia per “rafforzare l’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea” da parte dei suoi cittadini e Stati membri.

    Vera Jourova, commissaria europea ai Valori e alla Trasparenza

    Lo annunciato la vicepresidente esecutiva responsabile per la Trasparenza e i Valori, Vera Jourova, discutendo con i deputati del Parlamento europeo della Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea 2018-2019, che sarà votata in seduta plenaria con risultati finali giovedì 26 novembre. Con un voto della scorsa settimana in commissione Libertà Civili (LIBE), lo schieramento progressista dell’Europarlamento fatto di Socialisti e Democratici (S&D), Liberali di Renew Europe, Verdi e Sinistra Unitaria della Gue (il gruppo della relatrice per l’Eurocamera Clare Daly) ha espresso tutte le sue preoccupazioni sulla condizione dei diritti fondamentali in Europa.

    La relazione in questione tocca più punti: dai diritti economici e sociali dei cittadini europei (mettendo in luce l’aumento della povertà e l’esclusione sociale), al diritto alla parità di trattamento di genere, passando per la libertà di informazione e dei media, i diritti dei migranti e richiedenti asilo, e ancora le condizioni delle carceri. Non manca un paragrafo dedicato alla lotta alla corruzione e alla tutela dello stato di diritto, per la quale i gruppi politici tornano a insistere sulle carenze dell’Unione a tutela dei suoi principi fondanti e sulla necessità di istituire un meccanismo permanente dell’UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali.

    Antonio Tajani

    Il documento condanna i tentativi di alcuni governi europei – ci si riferisce a Polonia e Ungheria, senza citarle espressamente – di indebolire la separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura. Passa in rassegna anche l’effetto negativo della corruzione in settori come la libertà di espressione di giornalisti, attacchi alla libertà dei media, all’indipendenza e al pluralismo, e contro i media in generale. 

    La difesa dello stato di diritto passa anche attraverso la difesa della libertà di stampa. Lo ricorda il presidente della commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nel suo intervento in sessione plenaria. L’europarlamentare dei Popolari europei ha ricordato che oggi la crisi del Covid-19 sta mettendo “a dura prova i cittadini europei, andando a minacciare altri diritti fondamentali” da quello alla salute al lavoro senza dimenticare quello alla libertà di impresa. “Solo ripartendo dai nostri valori fondamentali e non lasciando nessuno indietro sapremo essere all’altezza del compito che abbiamo. Famiglie e imprese non posso più aspettare”, ha concluso.

    “Nessuno stato membro è esente da minacce”, sostiene la deputata del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara. Riassume il pensiero di molti eurodeputati sottolineando che gli strumenti in capo all’UE “per prevenire, correggere e sanzionare gli attacchi a democrazia stato di diritto e diritti fondamentali”, tra cui procedure di infrazione e sospensione del diritto di voto in Consiglio, “si sono rivelati spesso inadeguati”. Serve quindi “un meccanismo di monitoraggio imparziale paese per paese” per contrastare gli attacchi “ai valori del progetto europeo”. Lo definisce “imperativo dell’azione dell’Ue”. 

    A votare contro la relazione approvata in LIBE lo schieramento più conservatore  dell’Europarlamento Partito popolare europeo (PPE), i Conservatori e Riformisti di ECR e Identità e Democrazia. Per Silvia Sardone del gruppo ID (di cui la Lega fa parte al Parlamento) la relazione assomiglierebbe a “un programma di un partito di estrema Sinistra”. Nel suo intervento in plenaria cita “passaggi faziosi e imbarazzanti” all’interno del testo che sottolineano come l’Unione abbia “assistito inerme alla diffusione di razzismo e sentimenti islamofobici” senza però dire nulla sul “terrorismo o sugli attentati su chi odia noi europei e il nostro stile di vita. Assurdo e vergognoso”, conclude

    Tags: antonio tajaniCarta dei Diritti fondamentali dell’Unione europeacommissione europeaLaura Ferrararelazione sulla situazione dei diritti fondamentali in Uesilvia sardonestato di dirittoVera Jourova

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