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Digital Services Act, attesa per la prossima settimana la proposta della Commissione. Il Parlamento:

Digital Services Act, attesa per la prossima settimana la proposta della Commissione. Il Parlamento: "Proteggiamo i consumatori"

L'Eurocamera chiede un'azione più decisa a favore dei consumatori contro le pratiche commerciali scorrette, la posizione dominante dei grandi del web e la rimozione di contenuti illegali

Bruxelles – L’attesa è tutta per la proposta della Commissione che dovrebbe arrivare in Parlamento la prossima settimana. A quel punto dovrebbe aprirsi ufficialmente il sipario sul pacchetto di misure che disciplinerà in maniera più dettagliata i servizi digitali, garantendo un quadro normativo più definito per la sicurezza dei consumatori e la correttezza tra le imprese.

Con il Digital Sevices Act (l’Atto sui servizi digitali) e il Digital Market Act (l’Atto sul mercato digitale) l’Unione Europea interverrà per definire le regole del gioco dei servizi online, richiedendo alle grandi piattaforme (e in particolar modo ai grandi del web e dell’e-commerce) quote maggiori di trasparenza e di responsabilità. La nuova normativa mira a regolamentare un ampio spettro di fattispecie: la definizione di contenuto illegale e un meccanismo atto a individuare e a rimuovere i contenuti non aderenti ai principi e ai valori dell’Unione, la maggiore trasparenza nell’indicizzazione degli annunci pubblicitari e algoritmo, una più chiara delimitazione dei margini di azione dell’intelligenza artificiale in campo civile e militare.

“Viviamo in un mondo sempre più digitalizzato dove le piattaforme online stanno diventando sempre più essenziali per la nostra vita sociale ed economica”, ha affermato Alex Agius Saliba durante un webinar organizzato dal servizio per la comunicazione del Parlamento Europeo sul tema. “Durante la pandemia i servizi della rete ci stanno aiutando a usufruire in maniera più immediata dell’acquisto di beni, dello scambio di informazioni online e a mitigare gli effetti di una crisi che altrimenti sarebbe stata socialmente insostenibile. Ora che la nostra vita è pienamente integrata alla rete, riteniamo che si giochi una partita importante in materia di diritti dei cittadini europei e di tutela dei consumatori”.

Da tempo il Parlamento europeo interpella la Commissione sull’approccio che la nuova legislazione europea dovrebbe adottare integrando peraltro la direttiva sull’e-commerce del 2000. Mentre l’esecutivo europeo è sul punto di presentare la proposta di legge e avviare l’iter legislativo, lunedì 7 dicembre 39 europarlamentari hanno trasmesso una lettera con le linee guida che la bozza di legge dovrebbe seguire. Tra le priorità la rimozione della posizione dominante delle big tech e la lotta alla disinformazione e alle pratiche commerciali scorrette.

“Vogliamo che i diritti fondamentali siano al centro del nuovo progetto” ha aggiunto Tiemo Wölken (S&D), membro della commissione parlamentare giuridica. “Abbiamo compreso dal regolamento sulla protezione dei dati che siamo in grado di stabilire degli standard universali e che possono essere di ispirazione per altre realtà nazionali nel mondo”.

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