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    Home » Politica Estera » Brexit, l’accordo al voto nella plenaria di marzo. Ecco che succede dall’1 gennaio

    Brexit, l’accordo al voto nella plenaria di marzo. Ecco che succede dall’1 gennaio

    Via libera da Consiglio e Parlamento UE all'applicazione provvisoria dall'1 gennaio fino al voto dell'Eurocamera. Nonostante l'intesa, tornano i controlli alla frontiere per le merci

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Dicembre 2020
    in Politica Estera
    [foto: Parlamento europeo]

    [foto: Parlamento europeo]

    Bruxelles – L’accordo di recesso tra Unione europea Regno Unito sarà applicato in via provvisoria a partire dall’1 gennaio, fino alla definitiva approvazione del Parlamento europeo prevista per la sessione plenaria di marzo. I rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti in Consiglio (Coreper) e i capigruppo parlamentari hanno deciso che, “date le circostanze particolari, uniche e specifiche”, la richiesta di attuazione preliminare dell’intesa avanzata dalla Commissione UE può essere accordata.

    Si tratta di una decisione unica, che “non costituisce un precedente”. Su questo i leader dei gruppi in Parlamento insistono particolarmente, al termine della riunione straordinaria di oggi (28 dicembre) tenuta alla presenza della presidente dell’esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, e del negoziatore capo dell’UE, Michel Barnier. Vuol dire che questa applicazione provvisoria “non deve servire da modello per future procedure di consenso”. Intanto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, auspica di “collaborare nella lotta al COVID“, magari anche con “un possibile Trattato sulle pandemie” e la loro gestione.

    Avanti dunque fino a marzo. E’ per i lavori d’Aula di questa data che si intende votare la ratifica di un accordo denso, racchiuso tra oltre 1.200 pagine, che coprono diverse aree. I negoziatori di entrambe le parte hanno trovato l’intesa per gli investimenti in settori quali industria, agricoltura, silvicoltura, pesca, energia e altre industrie primarie. Vengono compresi servizi professionali e aziendali (ad esempio servizi legali, di revisione contabile, servizi di architettura), servizi di consegna e telecomunicazioni, servizi informatici e digitali, servizi finanziari, servizi di ricerca e sviluppo, la maggior parte dei servizi di trasporto e servizi ambientali. Ecco una panoramica di cosa succede con il nuovo accordo.

    Cosa cambia per la pesca
    Era uno dei motivi di maggior attrito negoziale. Alla fine si stabilisce che dall’1 gennaio, per un periodo di cinque anni e mezzo, resteranno in vigore le norme vigenti in materia di accesso reciproco nelle acque territoriali. Dopodiché inizieranno consultazioni annuali per stabilire il livello e le condizioni di accesso reciproco alle zone economiche esclusive e alle acque territoriali di ciascuna parte. Saranno apportate modifiche graduali alle quote dei contingenti per i totali ammissibili di catture (TAC) degli stock condivisi che includono anche stock gestiti trilateralmente (ad esempio con la Norvegia) o in contesti multilaterali. Questi cambiamenti terranno conto della necessità di garantire una gestione sostenibile delle risorse marine e di preservare le attività e il sostentamento delle comunità di pescatori che dipendono da quelle acque e risorse. Alla graduale riduzione delle quote di pesca, si aggiunge la gestione congiunta e sostenibile di un centinaio di stock ittici condivisi nelle acque dell’UE e del Regno Unito,

    Dopo il periodo di adattamento, se una parte revoca l’accesso all’altra parte per mancanza di accordo sul totale ammissibile di catture, l’altra parte può applicare misure compensative, compresa la sospensione delle concessioni tariffarie per i prodotti della pesca o la sospensione dell’accesso, in parte o tutto, alle sue acque. Tali misure compensative devono essere proporzionate alle difficoltà economiche e sociali causate dalla revoca dell’accesso.

    Più controlli alle frontiere
    C’è l’impegno a non imporre dazi sui rispettivi prodotti, tuttavia dall’1 gennaio UE e UK saranno due spazi normativi e legali separati. Ciò significa che tutti i prodotti esportati nell’uno e nell’altro mercato dovranno essere conformi alle normative tecniche richieste, e per questo saranno soggetti a qualsiasi verifica e controllo di conformità normativa applicabile.

    Concorrenza leale
    L’accordo UE-Regno Unito conferma il diritto di entrambe le parti di applicare strumenti di difesa commerciale in base alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), compreso uno speciale meccanismo di salvaguardia dell’agricoltura per proteggere gli agricoltori da picchi di importazioni o ribassi dei prezzi al di sotto di un certo livello. In caso di pratiche sleali che incidono sulla parità di condizioni, sono previste anche misure specifiche, autonome e rapide.

    Governance dell’accordo
    UE e Regno Unito hanno deciso di istituire un organo comune, denominato Consiglio di partenariato, per gestire in modo efficiente l’accordo. Il Consiglio di partenariato è co-presieduto da un membro della Commissione europea e da un rappresentante del Regno Unito a livello ministeriale. Si riunisce almeno una volta all’anno, ma può incontrarsi più spesso su richiesta dell’UE o del Regno Unito. Qualsiasi decisione viene presa di comune accordo tra l’UE e il Regno Unito.

    Avanti con ricerca, scienza e osservazione spaziale. Ma niente Erasmus
    All’inizio dei negoziati per l’uscita dall’UE e le future relazioni, Londra aveva chiesto di poter continuare con la partecipazione a cinque programmi europei: Orizzonte Europa (ricerca), Euratom (ricerca e formazione nel settore dell’energia atomica civile), ITER (il reattore sperimentale termonucleare internazionale), Copernicus (osservazione satellitare del pianeta) ed Erasmus (mobilità studentesca e del personale docente). Alla fine Londra conferma quasi tutto.

    Londra continuerà a partecipare ad Orizzonte Europa ed Euratom, a questo complementare. Per tutto il periodo di bilancio 2021-2027 avanti dunque con la ricerca a tutto campo e in quello specifico su sicurezza nucleare, protezione, gestione dei residui radioattivi e protezione dalle radiazioni, nonché usi medici delle radiazioni. Attraverso la sua associazione con l’Euratom, il Regno Unito parteciperà al programma ITER.

    Stabilito che Londra, partecipando anche al programma Copernicus, continuerà ad avere accesso ai servizi di sorveglianza e tracciamento satellitare dell’UE, per  l’UE è in grado di rilevare, catalogare e prevedere i movimenti degli oggetti spaziali in orbita attorno alla Terra per mitigare il rischio di collisioni.

    Diversa la situazione per Erasmus. Qui il governo di Boris Johnson aveva chiesto una partecipazione parziale al programma, che non è prevista. Per questo i britannici hanno deciso di fare marcia indietro e rinunciare. Nessuna partecipazione in questo settore.

    Stop alla cooperazione nell’aviazione civile
    L’UE dispone di un programma di copertura geostazionaria per la navigazione (EGNOS) che serve di ausilio per l’aviazione civile. Garantisce precisione per guidare i piloti durante il volo e sulle piste di decollo ed atterraggio. E’ di aiuto soprattutto agli aerei passeggeri negli aeroporti regionali che spesso non sono dotati di ausili di navigazione a terra. Il regolamento del programma spaziale EGNOS prevede solo la piena partecipazione e il Regno Unito non era interessato a questa opzione. Quindi niente.

    Nuove norme per gli animali da compagnia
    Dall’1 gennaio l’attuale passaporto per animali domestici del Regno Unito non sarà più valido. Questo perché Il Regno Unito non si impegna ad allinearsi ai requisiti sanitari dell’UE. Pertanto, per cani, gatti e furetti introdotti nell’UE e nell’Irlanda del Nord sarà richiesto un certificato di salute animale (senza l’obbligo di un test per gli anticorpi della rabbia).

    Tags: animali domesticiaviazione civilebrexitcaniCOVIDerasmusgalileogattiparlamento europeopescaricercaspazioUe-Regno Unito

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