HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE

"Stop alle trivellazioni offshore", l'appello di 63 eurodeputati alla Commissione Ue

Tra questi anche gli italiani ex Movimento 5 Stelle, Eleonora Evi, Rosa D'Amato, Piernicola Pedicini che sono da poco entrati nel gruppo dei Verdi all'Europarlamento. I firmatari chiedono una revisione della direttiva del 2013 che disciplina l'uso dei combustibili fossili in mare per allinearla con gli obiettivi del Green Deal

Bruxelles – Porre fine allo sfruttamento di combustibili fossili in mare. 63 deputati del Parlamento europeo provenienti dai gruppi dei Verdi, della Sinistra Unitaria, Renew Europe, S&D e PPE (tutti i gruppi politici tranne Identità e Democrazia e Conservatori e Riformisti di ECR) hanno indirizzato l’8 febbraio una lettera alla Commissione Europea per chiedere una revisione della direttiva 2013/30/UE che disciplina l’uso dei combustibili fossili in mare.

L’iniziativa è della francese Marie Toussaint dei Verdi, la quale in un tweet ricorda che ad oggi in Europa ci sono “556 installazioni offshore attive, di cui 43 nuovi in 10 anni”.

Tra i firmatari dell’appello, anche gli eurodeputati italiani ex Movimento 5 Stelle, Eleonora Evi e Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini che sono da poco entrati nel gruppo dei Verdi all’Europarlamento. “Per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e tener fede agli Accordi di Parigi occorre vietare le trivellazioni, sia in mare sia in terra, che tra le attività legate alle fonti fossili sono una delle più pericolose”, scrive Eleonora Evi in una nota, ricordando che in Italia “la moratoria sulle trivelle introdotta due anni fa sta per scadere”.

“Come membri del Parlamento europeo, crediamo fortemente che l’UE e ogni Stato membro dovrebbero adottare una nuova legislazione per una completa eliminazione dell’uso di combustibili fossili, a partire dal divieto di una delle attività fossili più disastrose: la trivellazione offshore”, scrivono i firmatari ritenendo che la direttiva in questione non sia allineata con gli obiettivi di sostenibilità del Green Deal. Esortano dunque la Commissione “a fare il primo passo per limitare questa pratica distruttiva aprendo la revisione della direttiva sulla sicurezza in mare”. L’esplorazione e lo sfruttamento del petrolio e del gas in mare aperto sono “estremamente costosi, ma soprattutto, rappresentano una minaccia sia per la vita umana che per la biodiversità”, aggiungono.

ARTICOLI CORRELATI