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    Home » Politica Estera » Caso Navalny, accordo “unanime” al Consiglio Esteri su sanzioni alla Russia per “violazione di diritti umani”

    Caso Navalny, accordo “unanime” al Consiglio Esteri su sanzioni alla Russia per “violazione di diritti umani”

    Dopo l'arresto dell'oppositore di Putin e la repressione delle manifestazioni a Mosca, il Cremlino "ha deciso di agire come un nemico", ha attaccato l'alto rappresentante Borrell: "Una decisione arriverà entro una settimana, colpiremo i responsabili"

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    22 Febbraio 2021
    in Politica Estera
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    Bruxelles – Sul caso Navalny l’Unione Europea cambia passo. Dopo la contestata visita in Russia di inizio febbraio da parte dell’alto rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, in cui erano state scartate ipotesi di nuove sanzioni, il Consiglio Affari Esteri di oggi (lunedì 22 febbraio) ha invece deciso di imboccare proprio quella strada: per il caso Alexei Navalny e la repressione delle manifestazioni in suo sostegno è necessario un intervento deciso dell’Unione nei confronti di Mosca. “È stato trovato un accordo politico tra i 27 ministri su sanzioni mirate”, ha annunciato Borrell, che “per la prima volta sono inserite nel quadro sulla violazione dei diritti umani“.

    L’alto rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Josep Borrell

    L’alto rappresentante è partito dalla considerazione che “la Russia purtroppo sta diventando sempre più uno Stato autoritario, si sta allontanando dalle visioni dell’Unione Europea”. Al Consiglio Affari Esteri c’è stata “unanimità nel considerare i recenti eventi come un chiaro segno di non volontà di collaborare con la controparte europea“. Nessuna critica dei ministri UE (almeno da quanto si apprende dalla versione dell’alto rappresentante) sul viaggio di Borrell a Mosca. Al contrario, “anche sulla base delle informazioni che ho portato, i ministri hanno condiviso che il Cremlino abbia deciso di agire come un nemico“, ha attaccato. La strategia europea è di “lavorare su tre filoni: respingere, quando Mosca viola i diritti umani, contenere, quando vuole fare pressione sull’Unione, e impegnarsi su questioni in cui abbiamo interesse comune”.

    A partire da queste considerazioni, in risposta al caso Navalny, Borrell ha affermato che “il lavoro inizia oggi su proposta dell’alto rappresentante”, in attesa di una decisione che “arriverà in una settimana al massimo, entrando in vigore con una procedura scritta“. L’accordo politico tra i ministri degli Esteri sulle sanzioni alla Russia è un passo importante: “Ci saranno persone direttamente coinvolte negli eventi” che hanno portato all’arresto dell’oppositore del presidente Putin lo scorso 17 gennaio (dopo l’avvelenamento nell’agosto 2020), ha anticipato con molta cautela Borrell. “Colpiremo i responsabili dell’accusa e della detenzione di Navalny”.

    Gli altri temi sul tavolo del Consiglio

    Un momento importante del Consiglio Affari Esteri di oggi ha riguardato lo scambio di vedute dei ministri con il segretario di Stato USA, Antony Blinken: “È stato il nostro primo momento di vero colloquio con la nuova amministrazione statunitense”, ha espresso la sua soddisfazione Borrell, “una discussione molto articolata e aperta, che dà grande fiducia per il futuro della nostra relazione“. Al centro della videoconferenza, una “collaborazione più approfondita sulla pandemia COVID-19, sui cambiamenti climatici e nella battaglia per la democrazia”.

    La battaglia comune di Bruxelles e Washington per “dimostrare che la democrazia è migliore di qualsiasi altro sistema” offre una piattaforma per il futuro delle sfide internazionali delle due potenze. “Cina e Russia sono due poli con cui dobbiamo confrontarci“, ha aggiunto Borrell, “ma dimostreremo che lavorando insieme otterremo risultati tangibili anche nell’Est Europa, nei Balcani e in Medio Oriente”.

    Per quanto riguarda il tema delle nuove sanzioni, l’alto rappresentante ha annunciato che “potrebbe arrivare un nuovo giro di misure restrittive in Bielorussia, a chi nega al popolo i diritti fondamentali di base”. Discorso simile in Myanmar, dove “la transizione democratica è stata ostacolata da un colpo di Stato il primo febbraio“. A causa degli “ultimi sviluppi preoccupanti, nei quali molte persone sono morte durante le manifestazioni pacifiche”, i Ventisette hanno trovato un “accordo politico per colpire con sanzioni mirate i militari responsabili del colpo di Stato e loro interessi economici“. Con queste misure “sarà sospeso ogni sostegno diretto, ma non dovranno avere un impatto negativo sulla società civile”.

    Sul fronte mediorientale, Borrell si è detto “molto preoccupato” dell’intenzione dell’Iran di sospendere gli accordi sul nucleare. Allo stesso tempo l’alto rappresentante non ha voluto nascondere un “ragionevole ottimismo” sulla ripresa dei negozianti e sui contatti in corso con le autorità di Teheran: “In questi giorni stiamo cercando intensamente di trovare una soluzione, anche grazie alla nuova posizione assunta dagli Stati Uniti”. Un’altra buona notizia è che “l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha raggiunto un’intesa temporanea con l’Iran”, per cui “c’è la possibilità di un elevato grado di verifiche agli impianti iraniani” e “uno spiraglio per cercare di infondere nuova linfa all’Accordo sul nucleare”.

    Borrell ha voluto poi esprimere nuovamente a nome del Consiglio una parola di cordoglio all’Italia e alle famiglie dell’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e del militare dell’Arma dei Carabinieri, Vittorio Iacovacci, uccisi questa mattina con il loro autista durante un tentativo di rapimento. “Estendo ancora la nostra vicinanza per il tragico evento di questa mattina, un attacco codardo avvenuto in una regione piena di tensione, dove i civili continuano ad avere la peggio”.

    Tags: BielorussiaConsiglio Affari esteriIranjosep borrellMyanmarNavalnyrussiasanzionistati unitiVladimir Putin

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