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Internet delle cose, smart watch e altri dispositivi indossabili tra i più amati per gli europei

Internet delle cose, smart watch e altri dispositivi indossabili tra i più amati per gli europei

Secondo gli ultimi dati Eurostat i nuovi accessori sono in voga soprattutto tra i più giovani. In Repubblica Ceca e in Finlanda l'uso più diffuso

Bruxelles – Quali sono i dispositivi di elettronica connessi a internet più popolari tra europei a parte lo smartphone, il computer e il tablet? Le ultime statistiche pubblicate da Eurostat rivelano che nel 2020 le tecnologie più diffuse sono state quelle indossabili. Nell’UE il 19 per cento delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato abitualmente accessori come smart watch, braccialetti fitness, occhiali intelligenti, cuffie wireless o scarpe e vestiti connessi. Dallo studio sono esclusi Italia e Francia, i cui dati “non sono disponibili”.

I dispositivi indossabili (i cosiddetti smart wearables) spopolano in particolare tra le generazioni più giovani, tanto che il 28 per cento degli europei di età compresa tra i 16 e i 24 anni ha dichiarato di averne usato in maniera abituale almeno uno. Meno frequente l’uso nelle altre varie fasce d’età: le percentuali scendono al 23 per cento per le persone con età compresa tra i 25 e i 54 anni, all’11 per cento per la fascia 55-64 anni e al 5 per cento per la coorte di età compresa tra i 65 e i 74 anni. I più appassionati sono i consumatori cechi e finlandesi: almeno una persona su tre tra loro fa uso di almeno un dispositivo indossabile. Queste tecnologia sono meno diffuse in Grecia e Romania, che fanno registrare percentuali rispettivamente pari all’7 e all’8 per cento.

Uso di smartwatch e altri smart wearables nella popolazione di età compresa tra i 16 e i 74 anni nel 2020

Per Eurostat riscuotono successo anche i dispositivi di assistenza vocale, utilizzati dall’11 per cento degli intervistati. Sono percentuali di poco superiori a quelle che riguardano l’utilizzo delle soluzioni offerte dall’Internet delle Cose per il monitoraggio energetico (come lo sono la nuove generazioni di termostati e contatori intelligenti), utilizzate dal 10 per cento delle persone interpellate, e a quelle relative alle applicazioni della domotica per la sicurezza della casa (di cui si serve il 6 per cento della popolazione dell’UE).

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