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Titoli di stato 'verdi', l'Italia verso la prima emissione. L'UE:

Titoli di stato 'verdi', l'Italia verso la prima emissione. L'UE: "Sulla buona strada per la sostenibilità"

Il ministero dell'Economia ha pubblicato il Quadro di riferimento per le emissioni dei primi Btp Green per finanziare la spesa pubblica verde in linea con la Tassonomia Ue. Il plauso della Commissione Europea: "Un passo importante verso il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi dell'accordo di Parigi sul clima e degli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030"

Bruxelles – Il ministero italiano dell’Economia ha pubblicato ieri (25 febbraio) il Quadro di riferimento per le emissioni dei primi Btp Green (Green Bond Framework), che saranno usati per finanziare la spesa pubblica in maniera ‘verde’, nel quadro degli obiettivi europei di neutralità climatica al 2050. Il documento illustra la strategia ambientale di Roma e i quattro meccanismi essenziali che accompagneranno l’emissione dei bond fino a un massimo di 35 miliardi di euro in progetti che dovranno essere in linea con la tassonomia verde dell’Unione europea e con l’Agenda 2030 dell’ONU.

“L’Italia è sulla buona strada per mobilitare capitali pubblici e privati e riorientarli verso investimenti più sostenibili”, commenta la Commissione europea che “incoraggia gli altri Stati membri a trarre ispirazione da questo progetto”. Secondo Bruxelles “il progetto evidenzia che nonostante la complessità, con determinazione politica, un futuro europeo verde è possibile”. E si prende il merito dell’iniziativa, come il risultato “dell’assistenza della Commissione nell’ambito del progetto di supporto tecnico in corso Finanza e investimenti sostenibili per la transizione verso un’economia verde” finanziato dall’Unione europea.

L’Italia potrà finanziare le spese statali destinate a contribuire alla realizzazione di uno o più tra i sei obiettivi della tassonomia europea, che sono: mitigazione dei cambiamenti climatici; adattamento ai cambiamenti climatici; uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell’ambiente marino; transizione a un’economia circolare; prevenzione e controllo dell’inquinamento; protezione, miglioramento e ripristino della biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali. A questi si aggiungono i sette obiettivi di sostenibilità che il governo di Roma ha selezionato tra i 17 dell’agenda 2030: acqua pulita e igiene; energia pulita e accessibile; città e comunità sostenibili; consumo e produzione responsabili; agire per il Clima; vita sott’acqua; vita sulla terra.

Tra le spese non finanziabili menzionate dal documento: estrazione, lavorazione e trasporto di combustibili fossili; Fissione nucleare; Impianti di energia (incluse le biomasse) con livelli di emissione CO2 superiori a 100g CO2/kWh; Lavorazione e produzione di bevande alcoliche; Contratti militari; Gioco d’azzardo; Produzione di armi; Lavorazione e produzione di derivati del tabacco; Attività mineraria. Sarà previsto l’obbligo di rendicontazione annuale per far sapere come saranno spesi i soldi.

Lunedì primo marzo è prevista la presentazione agli investitori. Davide Iacovoni, capo della direzione del Debito pubblico al ministero dell’Economia, ha fatto sapere in conferenza stampa che “l’emissione è imminente” e che il governo vuole puntare “su scadenze lunghe” in modo da dare una certa liquidità ai titoli.