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Sputnik V, le accuse della Slovacchia:
Vaccino Sputnik V - ©Wikimedia Commons

Sputnik V, le accuse della Slovacchia: "Vaccino diverso da quello testato". Mosca chiede indietro le dosi

L'Agenzia farmaceutica slovacca accusa i produttori del vaccino russo di aver inviato lotti del farmaco con caratteristiche diverse da quelle attualmente all'esame dell'EMA e la Russia si affretta a chiedere alla Slovacchia di restituire le dosi ricevute e di organizzare ulteriori test. Intanto Berlino conferma i colloqui bilaterali in corso per l'acquisto fuori dal piano dell'UE

Bruxelles – È giallo sulle dosi del vaccino russo Sputnik V consegnate alla Slovacchia, portando non poca turbolenza politica nel Paese non più di una settimana fa. Dopo aver accusato i produttori del vaccino di Mosca di aver inviato in Slovacchia lotti del farmaco con caratteristiche di dosaggio diverse da quelle attualmente all’esame all’EMA e utilizzate negli studi pubblicati sulla rivista scientifica Lancet, l’agenzia farmaceutica slovacca ha riferito questa mattina (8 aprile) – come riporta Reuters – che i produttori del vaccino di Mosca non hanno voluto fornire i dati richiesti sui lotti che secondo loro invece sono diversi da quelli esaminati dall’EMA.

Quasi immediata la “marcia indietro” di Mosca. Appena qualche ora dopo le accuse di non aver voluto fornire i dati richiesti, il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), che è responsabile per la vendita dello Sputnik V fuori dalla Russia, ha fatto sapere di aver esortato la Slovacchia a restituire le dosi ricevute dalla Russia a causa “di violazioni del contratto”. Con un post sulla pagina Twitter ufficiale, sottolinea di aver inviato la richiesta in una lettera del 6 aprile, anche se in realtà sembra che la decisione sia successiva alle critiche e ai dubbi sollevati dall’agenzia farmaceutica slovacca.

Il RDIF ha richiesto che uno dei lotti “sotto inchiesta” fosse inviato a un laboratorio appositamente certificato per ulteriori controlli. La Slovacchia ha acquistato 2 milioni dosi di vaccino Sputnik V, su iniziativa personale dell’ex premier Igor Matovič all’insaputa dei partner di governo, provocandone poi le dimissioni. Dopo l’arrivo del primo carico di 200 mila dosi a inizio marzo, è scoppiato lo scandalo perché molte delle fiale erano rimaste in magazzino (non ancora utilizzabili).

Berlino conferma colloqui bilaterali con Mosca

Attualmente il vaccino russo è in revisione continua presso l’Agenzia Europea per i medicinali (EMA) che però ancora non ha ricevuto la richiesta ufficiale di immissione in commercio dentro l’Europa comunitaria. Gli Stati europei possono, individualmente e assumendosene la responsabilità, prendersi carico dell’acquisto del vaccino, come avvenuto per l’Ungheria. Oggi, il ministro per la Salute di Germania, Jens Spahn, ha riconfermato i colloqui bilaterali in corso con la Russia sulle possibili consegne del vaccino Sputnik V in caso di approvazione da parte dell’EMA, che però non dovrebbe arrivare sicuramente prima dell’inizio dell’estate. Anche perché, come dicevamo, è la Russia a non aver ancora fatto domanda per l’immissione in commercio.

Ma la Commissione europea per ora non è intenzionata a rendere Sputnik uno dei vaccini nel suo portafoglio, e al vertice informale dei ministri della Salute Spahn ha fatto sapere che la Germania avrebbe poi parlato bilateralmente anche con la Russia, “prima di tutto su quando e quali quantità potrebbero arrivare”. Parlando oggi al briefing con la stampa, il portavoce della Commissione Eric Mamer ha di nuovo confermato che gli Stati membri dell’UE “sono liberi di comprarlo in autonomia”.

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