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    Home » Politica Estera » Balcani occidentali: dall’UE in arrivo 651 mila dosi di vaccino Pfizer

    Balcani occidentali: dall’UE in arrivo 651 mila dosi di vaccino Pfizer

    Bruxelles vuole battere la concorrenza di Russia e Cina per la ripresa nell'area. Várhelyi "Segnale chiaro di quanto sia importante la regione per l'UE e per i suoi Stati membri"

    Gianluca Martucci</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@GianMartucci" target="_blank">@GianMartucci</a> di Gianluca Martucci @GianMartucci
    20 Aprile 2021
    in Politica Estera
    Il commissario europeo per la Politica di vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi

    Il commissario europeo per la Politica di vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi

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    Bruxelles – L’Unione Europea entra nel vivo della partita dei vaccini nei Balcani Occidentali.  Da maggio 2021 cominceranno le consegne di 651 mila dosi del vaccino anti COVID prodotto da BioNTech-Pfizer destinate prioritariamente al personale sanitario nella regione. Le fiale, che verranno distribuite fino ad agosto, sono alla base di un contratto finanziato direttamente da Bruxelles e concluso grazie allo sforzo del governo austriaco.

    L’impegno europeo per la lotta al coronavirus nei Balcani è stata sin dalle prime battute della campagna vaccinale nel continente una priorità. Fino al 31 marzo ai sei Paesi della regione erano state consegnate poco più di 160 mila dosi, ma gran parte delle somministrazioni sono state possibili grazie alla collaborazione fornita da Russia e Cina. I principali obiettivi per l’UE sono quelli di “rendere i sistemi sanitari dell’area pienamente operativi e supportare i governi ad affrontare i problemi enormi che la pandemia ha provocato nella regione”, ha detto il commissario europeo per la Politica di vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi. “Lo facciamo perché ci deve essere chiaro il nostro interesse per i nostri partner, per le capacità di resilienza nella regione e per gli operatori che sono impegnati in prima linea”.

    La Commissione ha assicurato che le dosi di Pfizer (definita da Várhelyi come l’azienda farmaceutica “più affidabile” per l’UE) saranno distribuite tenendo conto dello stato della campagna vaccinale in ciascuno degli Stati dell’area balcanica e ha fugato i dubbi sulla possibilità che le dosi in arrivo nei Balcani possano essere inoculate a categorie meno a rischio. “Nei contratti è chiaro quello per cui le doti sono destinate. È anche nell’interesse di questi governi vaccinare al più presto gli operatori sanitari”, ha continuato il commissario Várhelyi. Ma l’esecutivo si è impegnato anche a rendere possibile la vaccinazione per i gruppi vulnerabili una volta che la somministrazione al personale sanitario sarà conclusa.

    Attualmente i Balcani, insieme ai Paesi del Nord Africa e ai 92 Paesi che fanno parte dello schema COVAX sono esclusi dal meccanismo creato dall’Unione Europea per il controllo sulle esportazioni di vaccini verso i Paesi terzi. Bruxelles vuole fare la sua parte nella ripresa della regione facendosi spazio tra gli altri attori internazionali presenti. “Credo che questo sia un contributo notevole da parte dell’Unione Europea e questo gesto deve essere considerato come un segnale chiaro di quanto sia importante la regione per l’UE e per i suoi Stati membri”, ha sottolineato Várhelyi concludendo il suo intervento in conferenza stampa.

     

    Tags: biontech-pfizercommissione europeaOlivér Várhelyivaccini covidwestern balkans

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