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Legge clima, accordo tra Parlamento e Stati UE per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030

Legge clima, accordo tra Parlamento e Stati UE per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030

I negoziatori trovano nella notte un compromesso per vincolare giuridicamente la neutralità climatica entro il 2050 per tutta l'Unione e per il nuovo obiettivo intermedio al 2030. L'accordo consente all'UE di partecipare domani al vertice sul clima degli Stati Uniti con una visione comune sugli obiettivi climatici a medio e lungo termine

Bruxelles – Legge europea sul clima: c’è l’accordo politico tra Consiglio dell’UE e Parlamento. Quattordici ore di trattative ma infine i negoziatori hanno annunciato questa mattina alle 5 un compromesso provvisorio sulla Legge che sancisce giuridicamente la neutralità climatica (nuove emissioni nette zero) entro il 2050 per tutta l’UE e una riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli registrati al 1990. Questi i due capisaldi della Legge europea sul clima, presentata dalla Commissione europea il 4 marzo 2020, ormai più di un anno fa. La grande novità è che per la prima volta un obiettivo climatico è vincolante a livello giuridico.

Gli obiettivi al 2030 e 2050

Il nodo più difficile da sciogliere, come previsto, era l’obiettivo intermedio per il 2030, ma alla fine i negoziatori hanno raggiunto un compromesso per ridurre le emissioni nette di gas serra di “almeno il 55%” entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Meno rispetto alle richieste del Parlamento europeo di tagliare del 60 per cento le emissioni, ma gli Stati hanno concesso ai deputati europei di limitare il contributo di rimozione del carbonio dato ad esempio dall’uso del suolo, dall’agricoltura e dalla silvicoltura (le foreste), che per il Parlamento era come “barare” nei conti per raggiugnere l’obiettivo. Nonostante la limitazione concessa, senza considerare le rimozioni di emissioni dovute all’agricoltura etc l’obiettivo dell’UE per il 2030 si traduce in una riduzione reale delle emissioni del 52,8 per cento. 

Inoltre, a quanto apprendiamo da fonti parlamentari, la Commissione europea si è detta disposta ad aumentare il contributo dei pozzi di assorbimento naturali del carbonio (come le foreste, gli alberi) a 300 tonnellate di CO2 equivalente e quindi aumentare di fatto l’obiettivo netto. Tutto ciò non è però sancito nella legge, ma è il motivo per cui i due negoziatori per il Parlamento – Pascal Canfin di Renew Europe e Jytte Gutteland di S&D – parlano nei loro tweet di un aumento al 57 per cento delle emissioni entro il 2030.

Sull’obiettivo di neutralità per il 2050, invece, il nodo principale era stabilire se dovesse essere pensato per vincolare tutta l’UE nel complesso o dagli Stati individualmente. Si è decisa la prima opzione: il Consiglio ha rifiutato di stabilire l’obiettivo dello zero netto per tutti gli Stati membri e quindi l’obiettivo rimane un obiettivo zero netto a livello di Unione Europea.

Quello delle riduzioni al 2030 era il nodo più difficile da sciogliere, ma non l’unico. L’accodo prevede infatti l’istituzione di un Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici – su richiesta del Parlamento – composto da 15 esperti scientifici che fornirà consulenza scientifica e relazioni sulle misure dell’UE, gli obiettivi climatici e i bilanci indicativi dei gas a effetto serra e la loro coerenza con la legge europea sul clima. Sarà fissato, inoltre, a Bruxelles un nuovo obiettivo climatico intermedio per il 2040, e gli Stati hanno inoltre acconsentito a indicare un bilancio indicativo previsto per i gas a effetto serra dell’Unione per il periodo 2030-2050, ovvero quante emissioni nette di gas a effetto serra possono essere emesse in quell’arco temporale senza mettere a rischio gli impegni dell’Unione. Il che dovrebbe aiutare anche a definire il nuovo obiettivo per il 2040. Accordo inoltre per lavorare a tabelle di marcia per i vari settori dell’economia, che saranno realizzate dalla Commissione.

Il vertice sul clima di Biden

L’accordo – che fa seguito a mesi di trattative difficili tra Parlamento e Consiglio soprattutto sull’obiettivo intermedio al 2030 – consente all’Unione Europea di presentarsi domani (22 aprile) al vertice globale sui cambiamenti climatici organizzato dal presidente statunitense, Joe Biden, per svelare al mondo il nuovo piano degli Stati Uniti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il prossimo decennio. L’accordo tra i negoziatori è “un segno inequivocabile della determinazione dell’UE di combattere il cambiamento climatico e fa ben sperare per il vertice sul clima del 22”, riconosce Antonio Costa, premier del Portogallo e presidente di turno dell’UE. “L’emergenza pandemica non ha fatto sparire l’emergenza climatica. Possa la Giornata della Terra ispirare gli altri ad agire per un mondo più sano e sostenibile”.

Ursula von der Leyen a Lisbona e il premier di Portogallo Antonio Costa

Esulta anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, accogliendo “con grande favore l’accordo sulla legge sul clima. Il nostro impegno politico per diventare il primo continente climaticamente neutro entro il 2050 è ora anche legale. La legge sul clima imposta l’UE su un percorso verde per una generazione. È il nostro impegno vincolante per i nostri figli e nipoti”. Un momento “fondamentale per l’UE e un segnale forte per il mondo”, lo definisce anche il vicepresidente in capo al Green Deal, Frans Timmermans, sottolineando che il “nostro impegno per la neutralità climatica guiderà le nostre politiche nei prossimi 30 anni. E notizie positive da condividere prima della Giornata della Terra”, prevista per domani.

“L’UE è fortemente impegnata a diventare neutra dal punto di vista climatico entro il 2050 e oggi possiamo essere orgogliosi di aver messo nella pietra un obiettivo ambizioso sul clima che può ottenere il sostegno di tutti”, ha commentato anche João Pedro Matos Fernandes, ministro portoghese dell’ambiente e dell’azione per il clima. “Con questo accordo mandiamo un segnale forte al mondo – proprio in vista del Leader’s Climate Summit del 22 aprile – e apriamo la strada che la Commissione proponga il suo pacchetto sul clima “fit-for-55″ a giugno”. Come richiamato dal ministro di Lisbona, non c’è solo il vertice degli USA in ballo. La legge sul clima servirà da base giuridica per il nuovo pacchetto normativo “Fit for 55” (Pronti per il 55%), che la Commissione deve pubblicare a giugno con l’obiettivo di raggiungere il nuovo obiettivo di taglio delle emissioni per il 2030. Le proposte includeranno tra le altre cose nuovi standard di CO2 delle auto, un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio (la cosiddetta tassa sul carbonio alle frontiere), oltre che nuovi obiettivi per l’energia rinnovabile.

“Attendo con impazienza proposte ambiziose per l’energia e il clima a giugno”, ricorda il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, accogliendo con favore l’accordo sulla Legge clima, come “la spina dorsale del Green Deal, mostra un’ambizione mai vista prima, un primo passo affinché l’UE diventi climaticamente neutra entro il 2050 e un segnale forte prima” della Giornata della Terra.

Non tutti sono pienamente soddisfatti dell’accordo raggiunto. Le poche concessioni fatte all’Europarlamento, spingono una parte del gruppo dei Verdi europei a criticare il compromesso.”Sebbene accogliamo con favore l’introduzione attesa da tempo di una legge sul clima, gli obiettivi fissati nell’accordo di stasera rischiano di rendere il Green Deal europeo poco più di uno slogan per la Commissione e Consiglio”, sottolinea l’eurodeputato Bas Eickhout. Gli fa eco anche Michael Bloss, relatore ombra per i Verdi, secondo cui con “questo obiettivo climatico per il 2030, l’UE non sta facendo abbastanza per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima, che minaccia il destino dell’attuale e le generazioni future in un mondo di caos climatico e difficoltà economiche”.

“Un’occasione mancata” la definiscono anche gli eurodeputati italiani dentro il gruppo dei Verdi Europei. “Quella che doveva essere la pietra miliare del Green Deal Europeo, si è di fatto tradotto in misure decisamente insufficienti a contrastare l’attuale crisi climatica”, scrivono in una nota Eleonora Evi, Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao, sottolineando che la Legge è stata approvata nella notte “in fretta e furia” in vista del vertice globale sul clima di domani. “Se i leader europei pensano che il risultato di oggi possa essere sfoggiato domani, in occasione del Summit sul Clima a guida USA, vuol dire che continuano a chiudere gli occhi alla scienza”, denuncia Evi, parlando di occasione mancata anche per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro in un periodo in cui la pandemia ha portato a un crollo occupazionale”. Cita lo studio commissionato dai Greens alla Cambridge Econometrics secondo cui una riduzione delle emissioni del 60 per cento entro il 2030 – come richiesto dall’Europarlamento – “porterebbe in Italia un aumento dell’occupazione dell’1,2 per cento e una crescita del PIL del 2,6 per cento”.

L’iter dell’accordo

Dopo aver trovato il compromesso nel trilogo, l’accordo dovrà essere approvato singolarmente da Consiglio e Parlamento, prima di passare attraverso le fasi formali della procedura di adozione.

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