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COVID, l'Europarlamento chiede la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini

COVID, l'Europarlamento chiede la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini

Approvata in plenaria la risoluzione per chiedere una sospensione temporanea dei brevetti, per aumentare la distribuzione dei vaccini anche nei Paesi a basso e medio reddito. La posizione dell'Eurocamera è in contrasto con l'idea della Commissione UE di sfruttare la flessibilità dell'OMC per usare le licenze obbligatorie

Bruxelles – Il Parlamento europeo chiede una sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini contro il COVID-10, per aumentarne la distribuzione nel mondo. La plenaria di Strasburgo ha approvato con 355 voti a favore, 263 contrari e 71 astenuti una risoluzione non vincolante su come “affrontare la sfida globale del Covid-19: effetti dell’esenzione dall’accordo TRIPS dell’OMC sulle capacità dei paesi in via di sviluppo in termini di vaccini, cure, attrezzature e produzione nell’ambito della lotta al Covid-19”. E’ passato ieri (9 giugno) con un solo voto di scarto (325 favorevoli, 324 contrari e 45 astenuti) l’emendamento presentato dal gruppo dei Verdi che chiede direttamente una sospensione temporanea della protezione dei diritti di proprietà intellettuale per i vaccini, per garantire una campagna globale di vaccinazione,.

“Grazie ad un nostro emendamento il Parlamento europeo ha approvato la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini. Una scelta che non posso che condividere e che appare sotto ogni punto di vista giusta, naturale e sensata, considerando la situazione contingente dell’attuale pandemia certo, ma anche estendendo lo sguardo al futuro”, riconosce Eleonora Evi, eurodeputata di Europa Verde del gruppo dei Verdi. “La tutela della salute è un diritto che va garantito a tutti, non possono esistere persone di serie A e di serie B, Paesi di serie A e Paesi di serie B. Dopo aver scritto alla Commissione europea e sostenuto con forza l’iniziativa “No Profit on Pandemic” (nessun profitto sulla pandemia) non posso che essere soddisfatta per la vittoria di questa battaglia di civiltà”.

Il voto di oggi, ha dichiarato Patrizia Toia, eurodeputata Pd e vicepresidente della commissione Industria “segna un passaggio di svolta che segna il punto di arrivo di mesi di dibattiti e di mobilitazione della società civile. Ora la Commissione europea ne deve tenere conto nel negoziato all’Omc, con la consapevolezza che, qualunque sia l’esito della trattativa, dopo questa pandemia senza precedenti e dopo il voto dei rappresentanti dei cittadini a Strasburgo un rigido e intoccabile status quo sui diritti di proprietà intellettuale non è più un’opzione. Va trovato -aggiunge Toia – un nuovo equilibrio che tuteli il diritto di proprietà e gli investimenti alla ricerca e allo stesso tempo garantisca il diritto alla salute e alle cure salvavita per tutti”.

L’esito del voto restituisce, però, l’immagine di un Parlamento diviso sulla questione, come era emerso a maggio nel corso del dibattito in plenaria. In sostanza, i gruppi più o meno conservatori di destra – Partito popolare europeo, Conservatori e Riformisti (ECR) e Identità e Democrazia – più i liberali di Renew Europe, si dicono contrari o quantomeno ci vanno molto cauti sulla sospensione temporanea dei brevetti perché la misura non è risolutiva per il problema attuale, ovvero garantire che le dosi arrivino nei Paesi a basso e medio reddito più velocemente di quanto non facciano tramite COVAX. Mentre Socialisti&Democratici, Verdi, Movimento 5 Stelle nel limbo dei Non Iscritti, la Sinistra radicale (ex GUE) si dicono a favore di una liberalizzazione immediata dei brevetti a sostegno di una campagna di vaccinazione globale.

La risoluzione non è vincolante, ma è un messaggio politico che il Parlamento europeo lancia mentre Bruxelles si prepara al confronto con le altre potenze globali all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Per la Commissione Europea non è questa la strada da imboccare per aumentare la distribuzione dei vaccini nel mondo. La proposta già avanzata da Bruxelles punta sull’esportazione dei vaccini; l’espansione della capacità produzione delle aziende farmaceutiche in loco; e anche far leva sull’uso delle licenze obbligatorie nel quadro l’accordo TRIPS (Trade Related aspects of Intellectual Property Rights) dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Nel quadro dell’accordo TRIPS, in casi eccezionali è possibile per un governo stabilire una licenza obbligatoria su un prodotto in modo da avere accesso alla formula brevettata anche senza il consenso di chi lo ha registrato.

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