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"Unione europea della Salute", il Parlamento UE verso un mandato rafforzato dell'ECDC

Approvata in commissione per l'Ambiente e la sanità pubblica la posizione che sarà votata durante la sessione plenaria di settembre per aprire i negoziati con il Consiglio

Bruxelles – “Unione Europea della Salute”: le istituzioni si muovono velocemente per trovare un accordo entro fine 2021 sui vari pilastri del piano della Commissione UE presentato a novembre per creare un sistema comune di risposta alle future crisi sanitarie. Dopo il rafforzamento dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA) approvato sia in Parlamento che dai ministri della Salute, ora è il momento di rafforzare il mandato del  Centro europeo per il controllo e la prevenzione dalle malattie (ECDC), che ha avuto un ruolo cardine nel monitoraggio dei casi di coronavirus nel Continente e ora anche dei progressi delle vaccinazioni.

La commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo ha adottato oggi (29 giugno) con 67 voti favorevoli, 8 contrari e 1 astensione, la relazione a prima firma di Joanna Kopcińska (ECR) sul rafforzamento e l’estensione del mandato del Centro con sede a Stoccolma. Il voto finale della plenaria è atteso a settembre, ma il dossier dovrà finire anche sul tavolo dei ministri dell’UE.

Nella posizione approvata in ENVI, gli eurodeputati sostengono l’inclusione delle principali malattie non trasmissibili (come malattie cardiovascolari, cancro, diabete e malattie mentali) sotto il mandato di controllo dell’ECDC (che ora si occupa prevalentemente di quelle trasmissibili come i virus), la creazione di una task force dell’UE per la salute in coordinamento con il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea e spingono inoltre per una cooperazione rafforzata tra organismi dell’UE e le altre autorità sia nazionali sia internazionali, per migliorare la gestione delle future crisi.

Nella sua proposta avanzata a novembre, la Commissione chiede più potere agli Stati per fronteggiare le emergenze sanitarie, dopo che la pandemia da Coronavirus ha evidenziato le carenze di un sistema europeo che non attribuisce all’UE competenze specifiche in materia. “Più potere” all’Ue significa conferirle la competenza, attraverso l’ECDC, di dichiarare un’emergenza sanitaria a livello europeo e quindi attivare meccanismi di risposta immediati alle crisi comuni. Il piano della Commissione prevede un rafforzamento dell’ECDC che avrebbe più margine di manovra per raccogliere dati da parte degli Stati ed emettere raccomandazioni (se pure sempre non vincolanti), in modo da fornire sostegno pratico agli Stati membri.

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