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Disinformazione online: lotta al COVID-19 passa (anche) da collaborazione TikTok-Palazzo Chigi e foto profilo Facebook

Disinformazione online: lotta al COVID-19 passa (anche) da collaborazione TikTok-Palazzo Chigi e foto profilo Facebook

Sono alcune delle misure messe in atto a maggio dai giganti del web per contrastare la diffusione di fake news su pandemia e campagna di vaccinazione. La Commissione Europea le ha accolte nel suo programma di rendicontazione mensile

Bruxelles – Come promesso dalla Commissione Europea all’inizio del mese, non si ferma la pubblicazione mensile dei report sull’evoluzione delle misure adottate dalle piattaforme digitali nella lotta alla disinformazione online sulla pandemia COVID-19, il programma di rendicontazione europeo volto garantire la responsabilità delle Big Tech sulla diffusione di notizie legate alla pandemia e alla distribuzione dei vaccini.

In attesa degli “sforzi ancora più intesi” chiesti dall’esecutivo UE alle piattaforme online, rispetto a quelli messi in campo da un anno a questa parte, i nuovi rapporti per il mese di maggio coinvolgono Twitter, TikTok, Google, Facebook e Microsoft, cinque dei sei giganti del web che hanno firmato il Codice di condotta sulla disinformazione il 10 giugno 2020. “La pandemia ha ricordato a tutti che un’informazione corretta e tempestiva può salvare vite umane e supportare la ripresa”, è stato il commento di Věra Jourová, vicepresidente della Commissione UE per i Valori e la trasparenza. Il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha ribadito che “questo programma di monitoraggio è un esempio concreto in cui possiamo vedere progressi” sul fronte del contrasto alla disinformazione legata al COVID-19.

Per quanto riguarda le misure implementate a maggio, va segnalata la collaborazione di TikTok alla campagna #MiVaccinoPerché con il ministero per le Politiche giovanili italiano, per promuovere tra i ragazzi e le ragazze l’importanza della campagna di vaccinazione: “I numeri forniti mostrano un aumento rilevante del numero di video taggati sui vaccini anti-COVID“, segnala il rapporto della Commissione. Questo vale sia in Italia, ma più in generale anche in tutti i mercati UE, con un aumento di dieci volte rispetto ad aprile di questo tag sul suolo comunitario (da 7.256 a 75.243).

Nel tentativo di coinvolgere direttamente l’utente, anche Facebook ha visto un’impennata di interazioni con la sua iniziativa “frame vaccini COVID-19” da applicare alla propria foto profilo personale sul social media (oltre 5 milioni di utenti). È continuata anche la rimozione di contenuti che violano le politiche di disinformazione sul COVID-19 e che scoraggiano le persone dal farsi vaccinare.

Sempre sul fronte dei social media, Twitter ha segnalato l’aggiornamento del proprio sistema di notifiche a “strike” (eliminazione per gradi, come nel baseball) agli utenti, quando i loro tweet vengono etichettati o rimossi, per renderli progressivamente più consapevoli del proprio comportamento contrario alle politiche di informazione corretta sulla pandemia.

Microsoft ha dimostrato che l’esperienza Bing COVID ha avuto oltre due milioni di visitatori nell’UE, ai quali è stato mostrato un identificatore dettagliato dell’avanzamento della campagna vaccinale durante la ricerca di termini correlati. In aggiunta, Microsoft Advertising ha impedito a oltre 350 mila annunci (che violavano le politiche pubblicitarie) di raggiungere gli utenti europei. Google ha riferito che è disponibile in tutta Europa la funzione della barra di ricerca che presenta un elenco di vaccini autorizzati, statistiche e informazioni agli utenti che cercano informazioni sui vaccini COVID-19.

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