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Auto diesel, Bruxelles multa Bmw e Volkswagen per 875 milioni per un cartello sulle emissioni
Margrethe Vestager

Auto diesel, Bruxelles multa Bmw e Volkswagen per 875 milioni per un cartello sulle emissioni

I gruppi Daimler, Bmw e Volkswagen (Volkswagen, Audi e Porsche) hanno violato le regole antitrust europee colludendo sugli sviluppi di tecnologie per ridurre le emissioni nocive degli ossidi di azoto (NOx) nelle nuove auto a diesel. Daimler esonerata perché ha rivelato a Bruxelles dell'esistenza del cartello. Vestager: "Concorrenza e innovazione necessari per gli obiettivi del Green Deal"

Bruxelles – Daimler, BMW e gruppo Volkswagen (che controlla Volkswagen, Audi e Porsche) hanno violato le regole antitrust dell’Unione Europea colludendo sullo sviluppo di tecnologie per ridurre le emissioni nocive degli ossidi di azoto (NOx) nelle nuove auto a diesel. La Commissione europea ha imposto oggi (8 luglio) un’ammenda di oltre 875 milioni di euro, da cui solo il gruppo tedesco Daimler è esonerato perché ha rivelato alla Commissione l’esistenza del cartello sulle emissioni.

“Tutte le parti hanno riconosciuto il loro coinvolgimento nel cartello e hanno convenuto di risolvere il caso”, spiega in una nota il Berlaymont. Nello specifico, Volkswagen dovrà pagare circa 502 milioni di euro e BMW quasi 373 milioni di euro. Le case automobilistiche hanno tenuto riunioni tecniche regolari per discutere lo sviluppo della tecnologia di riduzione catalitica selettiva (Scr) che elimina le emissioni nocive di ossido di azoto (NOx) dalle autovetture diesel attraverso l’iniezione di urea (chiamata anche AdBlue) nel flusso dei gas di scarico.

Durante questi incontri – che secondo Bruxelles si sono tenuti per oltre cinque anni (tra il 25 giugno 2009 e il primo ottobre 2014) – le case automobilistiche hanno collaborato per evitare una concorrenza sul miglioramento di questi strumenti che riducono le emissioni, per andare oltre a quanto richiesto dalla legge europea “nonostante la tecnologia pertinente fosse disponibile”, precisa la Commissione. Secondo Bruxelles i cittadini devono poter contare sul fatto che le case automobilistiche competono tra loro per ridurre le emissioni nocive dei loro veicoli, l’UE fissa degli standard minimi di pulizia, che tutti i produttori devono rispettare, ma lascia ancora ampio spazio ai produttori per competere per fare meglio di quanto già richiesto.

“È la prima volta che la Commissione rileva che la cooperazione su elementi tecnici, al contrario della fissazione dei prezzi o della ripartizione del mercato, equivale a un comportamento di cartello”, ha precisato la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza. “La concorrenza e l’innovazione sulla gestione dell’inquinamento delle auto sono essenziali per l’Europa per raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi del Green Deal. E questa decisione dimostra che non esiteremo ad agire contro tutte le forme di condotta di cartello che mettono in pericolo questo obiettivo”, ha concluso.