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Agricoltura biologica, unanimità tra i ministri UE per trasformare il 25 per cento dei terreni europei entro il 2030

Agricoltura biologica, unanimità tra i ministri UE per trasformare il 25 per cento dei terreni europei entro il 2030

Quella biologica oggi è solo l'8,5 per cento della superficie agricola totale utilizzata nell'UE. Le conclusioni del Consiglio agricoltura sostengono l'approccio tripartito del piano della Commissione, fondato sull'aumento della produzione, del consumo e della sostenibilità dei prodotti biologici

Bruxelles –  A meno di quattro mesi dalla presentazione da parte della Commissione, i Ventisette durante l’ultimo Consiglio dell’Agricoltura prima della pausa estiva che si è svolto lunedì 19 luglio hanno adottato all’unanimità le conclusioni sul piano d’azione per il biologico, presentato dall’Esecutivo a marzo con l’obiettivo di aumentare la produzione e il consumo di prodotti bio e raggiungere il 25 per cento dei terreni agricoli adibiti all’agricoltura biologica entro il 2030. Gli ultimi dati Eurostat evidenziano che la superficie biologica totale nell’Unione europea era di 13,8 milioni di ettari nel 2019, corrispondente all’8,5 per cento della superficie agricola utilizzata totale. In aumento del 46 per cento tra il 2012 e il 2019, ma non abbastanza per incontrare gli obiettivi dell’UE al 2030. Con l’attuale tasso di crescita, l’UE raggiungerà il 15-18 per cento dei terreni bio entro il 2030.

L’accordo in seno al Consiglio è “una buona base per raggiungere il nostro ambizioso obiettivo”, ha affermato il commissario europeo per l’agricoltura, Janusz Wojciechowski, in conferenza stampa al termine della riunione. Gli “Stati membri hanno dimostrato la loro volontà di contribuire a centrare questo obiettivo e li abbiamo incoraggiati a preparare i loro piani d’azione nazionali per il biologico”, ha detto il commissario polacco. I piani sono volontari e facoltativi ma “tutti gli Stati nella discussione si sono detti pronti ad elaborarli, alcuni già li hanno e altri hanno dichiarato che intendono introdurli in futuro”. Per la Commissione questo è un segnale “molto positivo” perché lo sviluppo dell’agricoltura biologica è “una delle massime priorità della Commissione” a guida von der Leyen, oltre che una delle componenti più importanti della riforma della nuova Politica agricola comune, ha concluso.

Nelle loro conclusioni, gli Stati ribadiscono la necessità di tener conto delle specificità e dei diversi punti di partenza nel definire gli obiettivi e gli interventi a sostegno dell’agricoltura e “la produzione biologica nei piani strategici nazionali nell’ambito della politica agricola comune e nei piani d’azione nazionali volontari per il biologico”. In UE ci sono situazioni molto diverse sulle quote dei terreni agricoli (si va dallo 0,5 per cento a oltre il 25 per cento, l’Italia è al 15 per cento) e che quindi anche i progressi compiuti finora sono d’intensità diversa.

Durante il tour del tavolo del Consiglio, diversi stati hanno indicato i propri obiettivi. La Spagna punta al 25 per cento dei terreni agricoli biologici entro il 2027, la Germania ha riferito di aver adottato una serie di misure per raggiungere il 20 per cento. Anche la Francia punta a rinnovare il piano per l’agricoltura biologicanel 2022. A rappresentare l’Italia non c’era il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, ma l’ambasciatore Michele Quaroni. “Accogliamo con interesse l’opportunità offerta dal piano d’azione europeo sull’agricoltura biologica e per avviare un confronto interno con gli stakeholders volto ad elaborare un nuovo piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico che miri a realizzare obiettivi ancora più ambiziosi rispetto a quelli finora conseguiti”, ha dichiarato nel corso della sessione pubblica dedicata al bio. Sottolinea che tra le azioni già messe in campo dall’Italia c’è l’inserimento dei prodotti “biologici nei criteri obbligatori minimi negli appalti per le mense pubbliche, la promozione di prodotti biologici nelle mense scolastiche, l’introduzione di misure sanzionatorie volte a contrastare le pratiche fraudolente”. Ribadisce quindi che alcune delle azioni individuate dalla Commissione nel piano proposto sono già state realizzate dall’Italia, quindi “gli obiettivi che dovremmo porci non potranno che essere ancora più sfidanti e su tale fronte c’è anche tutto il nostro impegno per inserire adeguati interventi nel nostro piano strategico nazionale grazie”. I ministri hanno sostenuto l’approccio tripartito del piano della Commissione, fondato sui tre pilastri di produzione, consumo, sostenibilità.

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