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Pozzi di carbonio e taglio emissioni, le sfide dell'agricoltura nel pacchetto clima 'Fit for 55'

Pozzi di carbonio e taglio emissioni, le sfide dell'agricoltura nel pacchetto clima 'Fit for 55'

Nuovi obiettivi sulla condivisione degli sforzi tra Stati per abbattere le emissioni e portare i pozzi naturali di carbono all'assorbimento di 310 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente fino al 2030. Il comparto agricolo entra direttamente e trasversalmente nel pacchetto sul clima della Commissione Europea

Bruxelles – Nuovi obiettivi di assorbimento della CO2 e nuovi target di riduzione delle emissioni vincolanti per l’agricoltura. La promessa del pacchetto sul clima Fit for 55 presentato questa settimana dalla Commissione europea è quella di portare l’UE sulla traiettoria giusta per tagliare del 55 per cento le emissioni di gas serra entro il 2030 e arrivare alla neutralità entro il 2050. Per arrivarci, tutti (ma proprio tutti) i settori devono collaborare, anche l’agricoltura responsabile del 10 per cento delle emissioni europee e che – come ha sottolineato l’ultima relazione della Corte dei Conti UE non molto tempo fa – contribuisce ancora troppo poco a mitigare gli impatti del cambiamento climatico.

Condivisione degli sforzi

Nell’ambizioso pacchetto dell’UE – che conta dodici misure – c’è spazio anche per il comparto agricolo, sia direttamente che trasversalmente. Da un lato, la revisione del regolamento “effort sharing” sulla condivisione degli sforzi tra Stati membri per abbattere le emissioni andrà a fissare nuovi obiettivi nazionali di riduzione vincolanti per i settori che sono esclusi dal mercato del carbonio, ovvero gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l’agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. Sull’agricoltura vengono comprese anche le emissioni agricole non CO₂, principalmente metano da allevamento (50% delle emissioni del settore) e protossido di azoto emesso da fertilizzanti e liquami (36%).

Questi obiettivi di sforzo collettivo vengono calcolati sulla base del PIL pro capite degli Stati. La revisione del Fit for 55 prevede di aumentare lo sforzo collettivo e ridurre le emissioni di questi settori fuori dall’Ets di almeno il 40 per cento, rispetto ai livelli del 2005, con un aumento di 11 punti percentuali rispetto all’obiettivo esistente di una riduzione delle emissioni del 29 per cento. Secondo la nuova  ripartizione della Commissione, l’Italia deve contribuire con una riduzione del 43,7 per cento delle emissioni provenienti da questi settori.

Aumentare i pozzi di carbonio

Dall’altro, la Commissione stima che la quantità di CO2 che le foreste e i suoli europei stanno rimuovendo dall’atmosfera è in calo del 20 per cento dal 2013 al 2018. Quindi inserisce nel pacchetto una revisione del regolamento sull’uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura (LULUCF) per incoraggiare gli Stati membri ad aumentare i loro serbatoi naturali di carbonio in linea con la legge europea sul clima e per ridurre la complessità delle norme attuali. Attualmente, l’UE assorbe circa 225-265 milioni tonnellate di CO2 dall’atmosfera, senza un vero e proprio target vincolante a livello europeo. Per questo la revisione fissa un obiettivo europeo – ripartito anche per Paese – di assorbimento di 310 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente fino al 2030.

Dopo questa prima fase, entrerà in gioco nel regolamento anche l’agricoltura, che secondo la Commissione ha il potenziale per sviluppare modi per eseguire le proprie pratiche in modo tale da sequestrare effettivamente il carbonio nel suolo, come l’agricoltura di precisione. Servirà tempo, ma l’agricoltura dovrà entrare formalmente nel regolamento LULUCF. Entro il 2035 viene fissato l’obiettivo di neutralità climatica nel settore dell’uso del suolo, della silvicoltura e dell’agricoltura. Sicuramente i piani strategici che gli Stati membri stanno formulando in questi mesi per la nuova Politica agricola comune avranno un ruolo di rilievo. Dal 2023, quando sarà in vigore, la nuova PAC prevede la mobilitazione del 25 per cento del primo pilastro per gli eco-schemi per una gestione più sostenibile dei loro campi, delle loro foreste e del loro suolo. Non solo, entro fine anno la Commissione presenterà la sua iniziativa per un’agricoltura del carbonio, con cui punta a creare nuovi modelli di business e premiare gli agricoltori e i silvicoltori che adottano pratiche più rispettose del clima.

Accoglienza fredda arriva dalle organizzazioni e le cooperative agricole dell’UE (Copa-Cogeca) che nel complesso condividono l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica il più rapidamente possibile in tutti i settori, ma si chiedono come raggiungere questo obiettivo molto ambizioso occupandosi di agricoltura e silvicoltura. “Valutare l’impatto di un tale pacchetto di riforme nel suo insieme per l’agricoltura è un compito complesso poiché le misure e i meccanismi proposti per ridurre le nostre emissioni di almeno il 55% entro il 2030 sono numerose e i loro effetti complessi e cumulativi. L’UE ha una visione forte per il mercato interno che possiamo sostenere, ma quando si tratta di garantire la coerenza con il commercio internazionale, mancano ancora soluzioni concrete, soprattutto in agricoltura”, ha detto Pekka Pesonen, segretario generale Copa-Cogeca.

3 miliardi di alberi in più al 2030: la strategia UE per le foreste

Le foreste sono i più grandi pozzi di assorbimento di carbonio e la Commissione riconosce che quelle europee soffrono di molte pressioni diverse, incluso il cambiamento climatico. Per questo, alle dodici proposte legislative del Fit for 55 affianca una nuova Strategia per le foreste che fissa l’obiettivo di piantare 3 miliardi di nuovi alberi nel Continente entro il 2030.

“Le foreste sono essenziali nella lotta contro i cambiamenti climatici. Garantiscono inoltre posti di lavoro e crescita nelle zone rurali, materiali sostenibili per lo sviluppo della bioeconomia e servizi ecosistemici preziosi per la nostra società”, ha detto Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura. “La strategia forestale mira a garantire e a rafforzare la multifunzionalità delle nostre foreste e sottolinea il ruolo centrale svolto da milioni di silvicoltori che operano sul territorio”. Secondo il commissario polacco, la nuova PAC che entrerà in vigore nel 2023, tra le altre, sarà un’opportunità per un sostegno più mirato ai silvicoltori e allo sviluppo sostenibile delle foreste, soprattutto attraverso il secondo pilastro dello sviluppo rurale che prevede un nuovo bilancio verde (fissato dai negoziati al 35%). La strategia – spiega la Commissione – è bene inserita nel nuovo obiettivo vincolante di rimuovere 310 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente fino al 2030.