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Copyright, Italia richiamata a conformarsi a norme UE del Mercato Unico digitale e nei programmi online

Copyright, Italia richiamata a conformarsi a norme UE del Mercato Unico digitale e nei programmi online

Aperta la procedura di infrazione contro Roma e altre 22 capitale europee per il mancato recepimento entro il 7 giugno delle due direttive sul diritto d'autore. Entro due mesi dovrà essere comunicata l'adozione delle misure

Bruxelles – Il monito dell’Unione Europea all’Italia è chiaro: entro due mesi dovrà comunicare come sono state recepite le norme sul diritto d’autore nel Mercato Unico digitale, altrimenti la Commissione Europea continuerà sulla strada della procedura d’infrazione.

La comunicazione dell’esecutivo UE è arrivata oggi (lunedì 26 luglio) e oltre all’Italia ha riguardato altri 22 Paesi membri. Fatta eccezione per Germania, Malta, Ungheria e Paesi Bassi, tutti sono stati invitati a conformarsi alle norme UE, inviando comunicazioni sul recepimento della direttiva 2019/790 nel proprio diritto nazionale. Alle 23 capitali sono state inviate lettere di costituzione in mora, il primo passo per l’avvio della procedura d’infrazione.

In aggiunta, l’Italia e altri 20 Paesi membri hanno ricevuto una seconda lettera (escluse Danimarca e Svezia) che chiede conto del modo in cui è stata recepita la direttiva 2019/789 sull’esercizio del diritto d’autore nei programmi televisivi e radiofonici online. Il termine stabilito per ricevere entrambe le direttive era lo scorso 7 giugno, ma i Paesi richiamati “non hanno comunicato le misure nazionali di recepimento o lo hanno fatto solo parzialmente”, spiega una nota della Commissione UE.

Da oggi, ci sono due mesi di tempo per adottare le misure mirate alla modernizzazione delle norme UE sul diritto d’autore e al rafforzamento della posizione delle industrie creative, grazie al maggiore utilizzo degli strumenti digitali e alla distribuzione di programmi radiofonici e televisivi in ​​tutta l’Unione. Se non arriverà a Bruxelles una risposta soddisfacente, il gabinetto von der Leyen potrà decidere di emettere pareri motivati.