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Transizione digitale, Michel:

Transizione digitale, Michel: "La tecnologia ci aiuterà a creare una società più giusta e un'economia più verde"

L'intervento del presidente del Consiglio UE al Tallinn Digital Summit 2021. Per la Commissione, il vicepresidente Dombrovskis ha sottolineato che "il futuro europeo è digitale e libero dalle dipendenze carbon-fossili"

Bruxelles – La digitalizzazione come cuore della strategia europea per una società più giusta, trasparente e verde. Si è presentato con questo messaggio al Tallinn Digital Summit 2021 il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, sottolineando la portata della transizione digitale nell’Unione: “Le politiche climatiche e digitali erano delle priorità anche prima della pandemia COVID-19, ma sono diventate urgenze per la ricostruzione di un’economia più  sostenibile“.

Sul fronte delle tecnologie digitali, i benefici che possono portare vanno individuati nella “creazione di nuovi posti di lavoro, di nuovi prodotti e servizi e nel dispiegamento di tutto il potenziale dell’innovazione”, ha spiegato Michel. Per fare questo bisognerà puntare su “strumenti basati sui big data, perché l’industria dei dati ha un impatto significativo sull’ambiente e nell’ambito sanitario“.

L’Unione Europea si sta muovendo da mesi per mettere in piedi “strategie ambiziose e concrete”: dal Data Governance Act (proposta di regolamento sulla gestione dei dati) al quadro normativo sull’intelligenza artificiale, fino all’identità digitale europea e le norme sui mercati e i servizi digitali (Digital Markets Act e Digital Services Act). “Dopo le proposte della Commissione Europea, per questo autunno è previsto un grande impulso attraverso il confronto tra i co-legislatori”, ovvero Parlamento e Consiglio dell’UE.

Il presidente del Consiglio Europeo ha sottolineato che questi sforzi da parte delle istituzioni europee sono finalizzati a “delineare una digitalizzazione che sia giusta, bilanciata e umanocentrica” e a rendere l’Unione “più indipendente da Paesi terzi”. Allo stesso modo, nella ricerca di partner strategici sul fronte digitale (come gli Stati Uniti e l’India) non vanno accantonati i valori-cardine europei: “Diritti umani, libertà fondamentali, ma anche trasparenza quando vengono usati i dati personali dagli algoritmi”.

Al Tallinn Digital Summit è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione UE per l’Economia, Valdis Dombrovskis: “Il futuro europeo è digitale e abbraccia lo sforzo di progettare un’economia libera dalle dipendenze carbon-fossili. Questa è la nostra priorità”.

L’esperienza del passato è diventata fondamentale per orientarsi nel prossimo futuro: “La pandemia COVID-19 ha dimostrato quanto siano necessari i servizi digitali, come le transazioni online, l’e-commerce, l’e-banking e le videoconferenze”, ha spiegato Dombrovskis. Ma ci sarà da fare attenzione anche a non ripetere gli errori già commessi, come “quando ci siamo dimostrati non reattivi a cogliere le possibilità del 4G e troppo dipendenti da Paesi terzi”.

L’UE dovrà puntare sullo “sviluppo delle tecnologie 5G e 6G” e fare affidamento sulla “grande esperienza nel cloud computing ed edge computing [modello di calcolo distribuito nell’elaborazione dei dati, ndr], nei computer quantistici e nell’intelligenza artificiale”. Fondamentale anche la produzione delle componenti di microelettronica: “Entro il 2030 vogliamo che almeno il 20 a livello mondiale sia prodotto in Europa, mentre oggi è meno del 10 per cento”, ha ricordato il vicepresidente della Commissione UE.

Infine, non vanno dimenticati gli investimenti comunitari, “per sostenere le aziende competitive nello sviluppo delle tecnologie-chiave del nuovo decennio”. In questa direzione vanno le risorse del Recovery Fund e la soglia minima del 20 per cento per ogni piano nazionale di ripresa e resilienza nel raggiungere gli obiettivi digitali: “Saranno decisivi nella doppia transizione dell’Unione Europea”, ha promesso Dombrovskis, “perché le tecnologie emergenti e l’industria dei dati giocano un ruolo primario nella diminuzione dello spreco di energia e delle emissioni di gas serra“.