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    Home » Economia » ITA, si può fare. Via libera dell’UE alla nuova Alitalia, ma Vestager boccia gli aiuti di Gentiloni

    ITA, si può fare. Via libera dell’UE alla nuova Alitalia, ma Vestager boccia gli aiuti di Gentiloni

    La Commissione europea riconosce la discontinuità tra le due compagnie. Il neonato vettore però offrire meno voli e meno servizi. La vicepresidente per la Concorrenza: "Oggi un nuovo inizio, gettate le giuste basi". Ma i 900 milioni di euro concessi nel 2017 dall'attuale commissrio per l'Economia vanno recuperati

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Settembre 2021
    in Economia

    Bruxelles – La nuova compagnia aerea italiana può decollare, ma l’Italia dovrà recuperare dalla vecchia, in liquidazione, 900 milioni di euro di aiuti di Stato illegali e sleali concessi dal governo nel 2017 (quando a palazzo Chigi sedeva l’attuale commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni), mentre sono ancora sotto esame i 400 milioni concessi nel 2019 dal governo Conte.

    La vicenda Alitalia si arricchisce di nuovi elementi. Da una parte si apre un nuovo capitolo, ma dall’altra parte il vecchio non si riesce a chiudere e rischia di trascinarsi ancora.  Innanzitutto la vittoria di chi voleva mantenere una compagnia aerea nazionale è una ‘vittoria mutilata’. L’Antitrust comunitario permette ad ITA – Italia Trasporti Aerei – di decollare, ma in maniera ridimensionata rispetto ad Alitalia. E’ questo che permette di non avere continuità economica e aziendale, condizione necessaria per il via libera.

    ITA avrà un perimetro di attività “significativamente ridotto” rispetto ad Alitalia, rileva l’Antitrust a dodici stelle. Opererà meno della metà degli aeromobili Alitalia, volerà verso un minor numero di destinazioni e rinuncerà ad una serie di rotte in perdita. Ancora, avrà solo un numero limitato di slot di decollo e atterraggio di Alitalia, corrispondente al numero di aeromobili che opererà. Saranno rilasciati gli altri slot precedentemente utilizzati da Alitalia, anche negli aeroporti congestionati di Roma e Milano. Alitalia dovrà cedere il servizio Millemiglia, tramite asta a cui ITA non potrà partecipare.

    Così come ITA non può rilevare “parti significative” delle attività non aeronautiche di Alitalia. I servizi di assistenza a terra (note come ‘groundhandling’) e manutenzione di Alitalia saranno vendute mediante gare d’appalto dove ITA non sarà ammessa, ad eccezione del bando per il groundhandling nell’aeroporto di Roma Fiumicino. Al sistema Paese resta dunque un piccola compagnia, con gli altri operatori della concorrenza liberi di prendere ciò che resta della morente Alitalia. Non proprio un successo, ma Bruxelles dà il suo beneplacito all’operazione.

    Questa volta c’è la sensazione a Bruxelles che lo Stivale possa avere un compagnia più sostenibile perché più snella da un punto di vista finanziario. ITA avrà una struttura dei costi più sostenibile, soprattutto in termini di manodopera e costi della flotta. Assumerà dal mercato un numero significativamente ridotto di personale, anche da Alitalia, ma con nuovi contratti di lavoro, a condizioni di mercato.

    Per una notizia che qualcuno può definire ‘buona’, ce n’è un’altra di diversa natura. Gli aiuti di Stato concessi ad Alitalia nel 2017 sono illegali e vanno recuperati. Non essendoci continuità con la neo-nata ITA, non spetta a quest’ultima la restituzione delle risorse. E’ il governo che deve andare dalla compagnia in chiusura a riscuotere il credito. Qui i servizi della vicepresidente esecutiva per la Concorrenza, Margrethe Vestager, accusano Gentiloni, all’epoca presidente del Consiglio, di aver autorizzato prestiti che si sapeva non sarebbero mai stati onorati. “La nostra valutazione della situazione finanziaria di Alitalia all’inizio del 2017 ha mostrato che il rimborso era molto improbabile”, recita la nota di accompagnamento della decisione. I fatti danno ragione a Vestager, che però mostra soddisfazione per il buon esito del dossier ITA.

    “Le basi giuste sono state gettate”, enfatizza la responsabile per le Concorrenza del team von der Leyen. “La giornata di oggi segna un nuovo inizio per il trasporto aereo italiano”. Vestager insiste in particolare su “un punto che era importante per noi: gli interessi dei passeggeri”. Qui, tiene a precisare, “l’Italia rimborserà completamente i clienti Alitalia, nel caso in cui Alitalia non onori i biglietti quando smette di volare”. Lieto fine, dunque. “Una volta che ITA decolla, spetta all’Italia e al management di ITA sfruttare questa opportunità, una volta per tutte”. Quella di “stabilire una compagnia aerea che sia praticabile, operi su un piano di parità con i suoi concorrenti, sia all’altezza delle ambizioni di sostenibilità e che avrà successo per molto tempo a venire”.

    Tags: aiuti di statoAlitaliaconcorrenzaITAitaliaMargrethe VestagerPaolo Gentiloniservizi aeroportualiteam von der Leyentrasporto aereo

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