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Resistenza antimicrobica, l'Eurocamera boccia la proposta dei Verdi di limitare l'uso di alcuni antibiotici sugli animali

Resistenza antimicrobica, l'Eurocamera boccia la proposta dei Verdi di limitare l'uso di alcuni antibiotici sugli animali

Il gruppo ambientalista si scaglia contro il Regolamento con cui la Commissione intende stabilire nuovi criteri per individuare quali antimicrobici riservare solo all'uomo, ma la mozione non passa in plenaria

Bruxelles – Non passa all’Europarlamento la proposta del gruppo ambientalista dei Verdi europei che chiedeva alla Commissione Europea di rivedere il Regolamento delegato del 26 maggio con cui stabilisce nuovi criteri per la designazione di quali antimicrobici riservare solo all’uomo (HRAM). La proposta dell’Esecutivo mira a far fronte alla questione della resistenza antimicrobica (AMR), ovvero la capacità di microrganismi (come i virus) di resistere ai trattamenti antimicrobici, di cui i più conosciuti sono gli antibiotici. L’abuso o l’uso scorretto degli antibiotici – sia tra gli umani che tra gli animali – è tra le cause principali dell’ulteriore diffusione di microorganismi resistenti alla loro azione, con conseguente perdita di efficacia delle terapie e sempre più malati.

In particolare, il problema è nell’uso indiscriminato e a volte in via preventiva degli antibiotici negli allevamenti, che finiscono per essere assunti indirettamente anche dall’uomo attraverso le carni animali che si mangiano, con la conseguenza di diventare sempre più resistente agli antibiotici. I tre criteri indicati dalla Commissione con cui individuare quali antibiotici riservare all’uomo sono che gli antimicrobici devono essere di grande importanza per la salute umana, valutare se vi è un alto rischio di trasmissione della resistenza e che non siano essenziali per la salute degli animali.

In particolare l’ultimo criterio ha suscitato la reazione dei Verdi, che ha presentato un’obiezione contro la proposta della Commissione europea, con una risoluzione dell’europarlamentare Martin Häusling, approvata in estate in commissione ENVI, chiedendo un divieto più ampio sugli antibiotici per uso animale. La loro richiesta è stata respinta ieri (15 settembre) con 450 voti favorevoli, 204 contrari e 32 astenuti. I criteri indicati dalla Commissione “risultano decisamente inadeguati, in quanto non farebbero che confermare lo status quo attuale, in favore dell’industria dell’agri business e di chi utilizza in maniera indiscriminata antibiotici negli allevamenti intensivi”, spiega le sue ragioni l’eurodeputata dei Verdi, Eleonora Evi.

L’obiezione alla proposta della Commissione era finalizzata a passare da un uso “indiscriminato sui grandi numeri negli allevamenti industriali, ad un uso individuale degli antibiotici, in base alle situazioni specifiche dell’animale”, cioè valutare caso per caso, situazione per situazione quando usare antibiotici a uso umano anche per gli animali.

Il rigetto dell’obiezione consente l’entrata in vigore della proposta della Commissione, che si è posta come obiettivo quello di dimezzare la vendita di antibiotici agli animali da allevamento entro il 2030. “Gli antimicrobici cruciali possono ora essere selezionati e riservati solo alla medicina umana. Questo è un passo fondamentale nella lotta contro la resistenza antimicrobica”, scrive su twitter la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides.