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Nuove tecniche genomiche, l'UE getta le basi per il futuro quadro giuridico

Nuove tecniche genomiche, l'UE getta le basi per il futuro quadro giuridico

Aperta fino al 22 ottobre la tabella di marcia per aggiornare l'attuale quadro normativo sugli OGM. La proposta della Commissione attesa nel 2023

Bruxelles – La Commissione Europea getta le basi per il futuro quadro giuridico sulle nuove tecniche genomiche, con l’idea di immettere sul mercato piante (mangimi e alimenti ottenuti da questi) mediante cisgenesi e mutagenesi, processi che servono ad alterare il genoma di un organismo. Lo scorso 24 settembre ha lanciato la tabella di marcia con una consultazione pubblica che resterà aperta ai contributi fino al 22 ottobre. La nuova proposta di quadro giuridico, annunciata nel contesto della strategia Farm to Fork (Dal campo alla tavola), è prevista non prima del secondo trimestre 2023.

Insieme alla consultazione, la Commissione pubblica una prima valutazione di impatto che in sostanza conferma quanto si legge nello studio sulle nuove tecniche genomiche (NGT) pubblicato ad aprile, con cui ha annunciato di voler esplorare questi nuovi orizzonti. Il documento conclude che l’attuale legislazione europea sugli OGM (Organismi geneticamente modificati), la direttiva adottata nel 2001, non è adatta a coprire queste tecnologie innovative e i loro prodotti che si sono diffusi dopo il 2001 e quindi per la Commissione serve un nuovo quadro. L’attuale quadro legislativo non tiene conto se i prodotti hanno il potenziale per contribuire alle sfide sociali, in particolare alla sostenibilità. Manca quindi di meccanismi per incentivare lo sviluppo e l’immissione sul mercato di prodotti che contribuiscano agli obiettivi di sostenibilità dell’European Green Deal”, si legge.

Secondo lo studio, i prodotti derivati NGT possono contribuire a sistemi alimentari sostenibili perché sviluppano piante più resistenti alle malattie, alle condizioni ambientali o agli effetti dei cambiamenti climatici estremi. Ma anche perché i prodotti “possono beneficiare di qualità nutrizionali più elevate come un contenuto di acidi grassi più sano e una ridotta necessità di input agricoli come i pesticidi”. L’iniziativa è destinata ad attirare le critiche di chi definisce queste tecniche “nuovi OGM” e le ritiene pericolose. Per chi le sostiene, invece, sono tecniche che nulla hanno a che vedere con gli organismi geneticamente modificati tradizionali.

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