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    Home » Politica » Dall’UE nessun via libera al piano di ripresa ungherese. “Non sappiamo dire quando arriverà”

    Dall’UE nessun via libera al piano di ripresa ungherese. “Non sappiamo dire quando arriverà”

    Scaduta la proroga alla quattro settimane prevista per l'OK alla strategia di Budapest. L'esecutivo comunitario non sa quando potrà essere completata la valutazione. "La questione LGTBI non c'entra, questioni tecniche ancora aperte"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    1 Ottobre 2021
    in Politica
    Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [foto: Ursula von der Leyen, account twitter]

    Bruxelles – Niente da fare, nessun via libera dell’UE al piano nazionale di ripresa dell’Ungheria. Lo Stato dell’est continua a dare problemi e la possibilità di esborso delle misure del recovery fund è rimandato a data da destinarsi. “Non possiamo dire quando questa valutazione sarà completata“, spiega Dana Spinant, vice-capo del servizio dei portavoce dell’esecutivo comunitario”.

    La Commissione europea si era presa tempo fino a tutto settembre per esprimersi sulla strategia nazionale del governo di Viktor Orban. Un periodo ‘extra’ rispetto alle quattro settimane che da procedure ci vogliono per vidimare i piani nazionali di ripresa. Qualcosa non torna. Al 30 settembre, ultimo giorno utile per sciogliere la riserva, “non c’è nessuna decisione”. Nessun via libera, che sa di bocciatura.

    “In questo momento non siamo in grado di terminare la nostra valutazione”, riconosce Veerle Nuyts, portavoce responsabile per il dossier. Si appresta a spiegare che non c’entra nulla la questione della legge sulle adozioni e le politiche in materia di comunità LGTBI, che sono “questioni diverse, trattate separatamente e oggetto di procedure” di infrazione.

    Ci sono “questione tecniche ancora aperte”, dicono le portavoce della Commissione senza entrare in dettaglio. Uno scoglio potrebbe essere la carenza di garanzie circa l’uso dei fondi. La corruzione in Ungheria è oggetto di forti preoccupazioni per la Commissione sia nelle raccomandazioni specifiche per Paese del 2019, sia in quelle del 2020. Tanto che in Parlamento europeo il gruppo dei liberali (RE) ha chiesto di non concedere i fondi europei per timore di frodi.

    La situazione è in stallo. Il collegio dei commissari potrebbe affrontare il tema la prossima settimana, modificando l’agenda dei lavoro aggiungendo questo punto all’ordine del giorno. Si saprà solo lunedì, quando verrà definita l’agenda. Mercoledì (6 ottobre) in Parlamento europeo è previsto il dibattito sullo stato di avanzamento dei piani di ripresa in attesa di approvazione. L’occasione per riferire in Aula sulla questione ungherese.

    Tags: commissione europeacorruzioneDana Spinantdiritti fondamentaliPiani di ripresarecovery fundripresastato di dirittoueungheriaviktor orban

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