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    Home » Politica Estera » Rapporti UE-USA: al centro della plenaria dell’Europarlamento autonomia strategica e guerra commerciale

    Rapporti UE-USA: al centro della plenaria dell’Europarlamento autonomia strategica e guerra commerciale

    Si discute il nuovo corso dei rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti. I gruppi politici del confermano volontà di cooperare ma premono per lo sviluppo di capacità autonome

    Francesco Dalmazio Casini di Francesco Dalmazio Casini
    5 Ottobre 2021
    in Politica Estera

    Bruxelles – Volontà di un partenariato più forte, ma anche nuove attenzioni agli interessi europei. Questo il riassunto della plenaria del Parlamento europeo in merito al nuovo corso delle relazioni tra Unione europea e Stati Uniti d’America. Nel corso del dibattito è stata presentata la relazione dell’eurodeputato Tonino Picula (S&D), delegato del Parlamento ad analizzare rapporti con gli Stati Uniti.

    Picula si è soffermato sulla relazione esclusiva tra Europa e Stati Uniti, fondata su una base valoriale comune e sulla volontà di affrontare determinate sfide in maniera congiunta. Clima, commercio e promozione del multilateralismo e della democrazia devono essere i campi fondamentali del nuovo corso delle relazioni tra UE e USA.

    L’autonomia europea e i nuovi rapporti con gli USA

    Tuttavia, l’UE deve accettare che “la relazione transatlantica per come l’abbiamo conosciuta nel mondo post seconda guerra mondiale è cambiata irrevocabilmente” a causa del nuovo corso della politica estera USA, adesso improntata in primis al proprio interesse nazionale. La gestione dei dossier sulla ritirata dall’Afghanistan e l’alleanza strategica con Australia e Regno Unito (AUKUS) che esclude i partner europei sono lì a testimoniarlo.

    L’intervento dell’alto rappresentante UE per la politica estera Josep Borrel ha rimarcato che la nascita del partenariato AUKUS è un campanello di allarme che indica le nuove priorità degli Stati Uniti, imperniate sul contenimento della Cina. Priorità che devono portare ad un nuovo approccio al sistema internazionale anche da parte dell’Unione europea, con il conseguimento di una maggiore autonomia strategica. Borrel ha annunciato la presentazione di una “Bussola strategica” nel mese di novembre, con la speranza di rinnovare anche il comunicato congiunto UE-NATO del 2018.

    I principali gruppi politici del parlamento hanno confermato l’inclinazione ad un rapporto con gli Stati Uniti che resta sì imprescindibile ma deve essere improntato ad una maggiore parità. In questa cornice si inquadra la proposta del PPE per l’istituzione di un consiglio politico transatlantico “che eviti le tensioni non necessarie”, come ha ribadito la portavoce Zeljana Zofko. L’obiettivo, per il partito popolare resta “una strada intermedia tra autonomia strategica ed affidarsi completamente alla protezione americana”.

    I delegati dei socialdemocratici e dei liberali di Renew Europe si sono espressi in maniera simile. La sfida è quella di continuare a cooperare con gli USA “senza chiudere gli occhi di fronte alle azioni che non ci piacciono, come il ritiro unilaterale dall’Afghanistan e la sigla di AUKUS”, come ha dichiarato Pedro Marques, vicepresidente di S&D. Anche Dragoș Tudorache, rappresentante di Renew Europe, ha sottolineato la necessità della cooperazione, senza escludere opzioni autonome di un’Europa “forte e in grado di difendersi”. 

    Commercio e tecnologia

    Sempre i liberali hanno chiarito che i campi di cooperazione privilegiata non si esauriscono alla sfera della sicurezza: commercio, transizione green e transizione digitale devono essere le priorità del rapporto transatlantico. Tutti punti che ritornano anche nella relazione presentata da Picula, su cui il parlamento si dovrà esprimere nella giornata di domani – e alla base del consiglio su commercio e tecnologia tra UE e USA che ha recentemente inaugurato i lavori a Pittsburgh.

    Sull’importanza dei rapporti commerciali e dei loro effetti sui lavoratori hanno insistito le dichiarazioni dei Verdi e del gruppo dei non iscritti. Reinhard Bütikofer, ha espresso chiaramente la volontà del suo partito di chiedere agli USA di fare marcia indietro sui dazi su acciaio e alluminio imposti dall’amministrazione Trump tutt’oggi in vigore. Richiesta rilanciata a gran voce anche dalla rappresentanza a Bruxelles della Sinistra, per cui la cooperazione non deve portare a “lottare con altri concorrenti internazionali” ma a un maggiore sviluppo dei diritti e dei rapporti economici.

    Le relazioni commerciali sono state complicate da ambo le parti – emblematica la firma UE dell’accordo sugli investimenti con la Cina durante la transizione da Trump a Biden – ma ora serve un approccio attento ai diritti dei lavoratori. La deputata del Movimento 5 stelle Tiziana Beghin ha ribadito la difficoltà storica di accordarsi con gli USA quando si parla di commercio, ricordando il fallimento del TTIP. Un corso che potrà essere cambiato solo da “relazioni più eque e trasparenti” e dalla “fine definitiva alle guerre dei dazi”.

    Le critiche di conservatori e populisti

    In parziale controtendenza le dichiarazioni dei rappresentanti dei due gruppi politici conservatori, ID e ECR. I conservatori riformisti hanno rimarcato il fallimento della “nuova luna di miele” che si annunciava con l’elezione di Joe Biden, rispondendo criticamente alle prime righe di apertura della relazione redatta da Picula. La delegata di ECR Assita Kanko ha detto che l’Europa si deve adattare alla nuova dottrina americana, che anche con Biden sarà “America First”.

    Gli interventi dei sovranisti Identità e democrazia sono stati critici dell’autonomia strategica paventata nel dibattito. Il deputato Marco Zanni, presidente del gruppo e membro della Lega, ha puntato il dito contro la mancanza di volontà politica dei paesi europei, ribadendo che a queste condizioni “la difesa europea si chiama NATO”. Il leghista ha attaccato la velleitarietà dei discorsi sulla costruzione di una difesa autonoma senza considerare che quasi nessuno dei partner della NATO ha raggiunto gli obiettivi della spesa militare imposti dalla cooperazione transatlantica.

    Sia Zanni che la collega di partito Mara Bizzotto hanno rilanciato l’idea della cooperazione strategica con gli Stati Uniti in funzione anticinese, con un netto cambio di passo dalla “colpevole latitanza” dell’Unione europea. Gli eurodeputati della Lega sono stati gli unici a difendere la scelta da parte dell’amministrazione Biden di aderire al partenariato AUKUS, esortando gli Stati membri e l’Unione a accreditarsi come alleati credibili onde rientrare, in futuro, all’interno di nuovi sodalizi strategici nell’Indo Pacifico.

    Tags: AmericaAUKUSautonomia strategicadifesausa

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