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Barometro locale UE per il 2021:

Barometro locale UE per il 2021: "Gli enti locali attori di primo piano per la ripresa"

Nel documento annuale presentato dal Comitato europeo delle regioni vengono tracciate le sfide e le prospettive degli enti locali dei Paesi membri. L'edizione del 2021 esamina i rischi e le potenzialità della ripresa, che devono necessariamente tenere conto degli enti locali come "attori fondamentali" del processo di ricostruzione post COVID

Bruxelles – Il Comitato europeo delle regioni (CDR) ha presentato il nuovo Barometro regionale e locale annuale dell’UE. Si tratta di un documento sulle condizioni e sulle prospettive degli enti locali di tutti i Paesi membri e indirizza le politiche comunitarie per la tutela del cittadino e della coesione territoriale. Nel documento si legge che gli enti locali non sono solo beneficiari del supporto comunitario, ma devono essere considerati come “attori di primo piano della ripresa, degli investimenti e delle competenze”.

Come ha dichiarato il presidente del comitato, Apostolos Tzitzikostas, lo scopo del Barometro è anche “chiedere alla Commissione di agire per il miglioramento della vita dei cittadini nei luoghi dove vivono, assicurando il principio di sussidiarietà”. Al centro delle ricerche del Comitato la gestione dei fondi del Recovery Plan, che rischia di essere implementato da una sola prospettiva nazionale, dimenticando il contributo del livello locale.

Nel corso della plenaria per la presentazione del rapporto è stato mostrato un videomessaggio di Maroš Šefčovič, Vicepresidente della Commissione per le relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche. Šefčovič ha sottolineato come la necessità di coesione territoriale e resilienza sia determinante “in un’ordine globale sempre più multipolare e contestato, per favorire l’autonomia strategica aperta e gli obiettivi dell’UE di leadership globale”.

Barometro regionale e locale UE 2021: sanare le disparità

La sfida rappresentata dal Covid e dalla crisi economica si è ripercossa gravemente sugli enti locali dell’Unione europea. Nonostante questo città e paesi sono stati costretti ad aumentare la spesa per continuare a fornire i servizi essenziali.

Nel 2020 le autorità regionali e locali hanno dovuto spendere 125 miliardi di euro in più, al netto di una riduzione del bilancio di 55 miliardi, per un “buco” di circa 180 miliardi di euro. Molti enti locali al momento si sono trovati costretti a interrompere alcuni servizi essenziali, come le mense per gli studenti o il supporto alimentare per le categorie fragili.

Come ha affermato sempre Tzitzikostas, la coesione del territorio ha mostrato i suoi limiti durante la pandemia ed è qui che si chiede di agire: “Le aree rurali sono quelle che soffrono maggiormente la disparità sanitaria con le città. Bisogna ripensare le competenze della UE in materia di salute, abbandonando l’idea di un’Unione europea della salute tra Bruxelles e le sole, perché gli enti locali e regionali hanno responsabilità giuridiche in materia di salute in tutti i 27 Paesi membri”.

Clima e digitale

Ad occupare un ruolo di primo piano nel Barometro 2021 anche le sfide della sostenibilità e della transizione digitale. Ad oggi appena il 20 per cento della popolazione fuori dai centri urbani più grandi ha accesso ad una connessione internet veloce, meno della metà rispetto dal dato delle città (44 per cento). Il documento segnala però che colmare il divario è possibile, come dimostrano i casi virtuosi di Germania, Svezia, Olanda e Belgio.

La richiesta del Comitato è anche quella di portare una prospettiva locale e regionale alla conferenza COP26, la Conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Glasgow dal prossimo 30 ottobre. Tzitzikostas ha ricordato che oggi circa il 70 per cento delle misure di contenimento del cambiamento climatico viene implementato nel pratico dagli enti locali e che un loro coinvolgimento nella gestione delle politiche sostenibili è necessario se si vuole arrivare alla sostenibilità climatica.