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    Home » Politica » Coesione, ‘sì’ del Parlamento UE all’uso dei fondi per la difesa

    Coesione, ‘sì’ del Parlamento UE all’uso dei fondi per la difesa

    L'Aula approva la riforma che permette di destinare le risorse a nuovi settori. Esulta Fitto, critiche da Verdi e Sinistra

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Settembre 2025
    in Politica
    [foto: Comitato economico e sociale europeo]

    [foto: Comitato economico e sociale europeo]

    Bruxelles – Utilizzare le risorse europee della politica di coesione per altri fini, adesso si può. A larga maggioranza (440 voti favorevoli, 168 contrari e 52 astensioni) l’Aula del Parlamento europeo ha approvato la proposta di riforma che permette l’utilizzo dei fondi strutturali per nuove categorie di intervento, in linea con le proposte della Commissione europea.

    Competitività, difesa, questione abitativa, gestione delle risorse idriche e transizione energetica sono le cinque nuove priorità politiche individuate dalla Commissione europea, per cui servono investimenti e per cui l’esecutivo comunitario ha proposto un utilizzo dei fondi di coesione, su base volontaria. La riforma del regolamento ora necessita del via libera del Consiglio dell’UE, e poi gli Stati membri e le regioni potranno destinare le risorse ai nuovi obiettivi.

    Oggi il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza la proposta della Commissione sulla revisione della Politica di Coesione, una riforma a cui abbiamo lavorato sin dall’inizio della legislatura insieme al Parlamento e il Consiglio e che è stata approvata con… pic.twitter.com/gcyhFlYIo5

    — Raffaele Fitto (@RaffaeleFitto) September 10, 2025

    Il commissario per la Coesione, Raffaele Fitto, esulta: “Questa riforma consente di fare meglio e subito: più flessibilità, maggiore efficienza e reale semplificazione per mettere le risorse europee al servizio delle nuove sfide dei territori”. Qualcun altro, però, storce il naso. “Con il voto sulla revisione di medio termine della politica di coesione, il Parlamento europeo ha voltato le spalle alla missione storica di questa politica: ridurre le disuguaglianze territoriali e sostenere la transizione giusta”, criticano gli eurodeputati di AVS– Alleanza Verdi Sinistra (Mimmo Lucano e Ilaria Salis per il gruppo de laSinistra e Cristina Guarda, Ignazio Marino, Benedetta Scuderi, Leoluca Orlando per i Verdi).

    Per Cristina Guarda, relatrice ombra dei Verdi europei sul testo, da una parte “spostare risorse dai cittadini per sovvenzionare l’industria bellica crea un precedente pericoloso”, e dall’altra parte “questo accordo rischia di trasformare una politica di solidarietà a lungo termine in uno strumento di emergenza a breve termine” .

    Il relatore del testo e presidente della commissione Sviluppo regionale, Dragoș Benea (S&D) rassicura: “La politica di coesione è il pilastro fondamentale della solidarietà europea. La stiamo adeguando per rispondere agli eventi attuali e per garantire flessibilità”.

    Il voto dell’Aula arriva nello stesso giorno in cui il Comitato europeo delle regioni (CoR) ‘scarica’ la Commissione europea e la sua presidente, Ursula von der Leyen. “Nel discorso sullo Stato dell’Unione è già scomparsa“, critica la presidente del CoR, Kata Tütto, rispetto a un discorso dove non ci sono riferimenti espliciti alle politiche di coesione. “Solo pochi giorni fa von der Leyen affermava che sono il cuore dell’UE”.

    Tags: avscoesioneCristina Guardafondi strutturaliparlamento europeoRaffaele Fittoregionisessione plenariaue

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