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    Home » Politica » “Caso Polonia”, le regole ci sono. Jourova: Arbitro supremo è la Corte di Giustizia

    “Caso Polonia”, le regole ci sono. Jourova: Arbitro supremo è la Corte di Giustizia

    Visita in Italia della vicepresidente della Commissione europea che incontra i deputati e gli studenti nell'ambito delle iniziative della Conferenza sul futuro dell'Europa. "Per chi non rispetta i principi dello stato di diritto è giusto applicare la condizionalità dei fondi comunitari"

    Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
    14 Ottobre 2021
    in Politica
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    Roma – Il dialogo è essenziale ma “le regole del gioco devono essere rispettate e l’arbitro supremo è la Corte di giustizia di Lussemburgo”. La vice presidente  della Commissione europea e responsabile per i Valori e la trasparenza, Vera Jourova, replica così ai parlamentari italiani che le chiedono cosa succederà sulla vicenda che coinvolge la Polonia (e non solo) sul “rispetto dello stato di diritto”.

    Un tema che ha impegnato una gran parte del dibattito nell’audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Unione europea della Camera dei deputati. Incalzata dagli esponenti del centrosinistra, Jourova ha ricordato che il “caso Polonia lo stiamo analizzando, non voglio fare previsioni ma è probabile che reagiremo come con la decisione della Corte Costituzionale tedesca”.

    Le regole, i parametri, sono chiari e anche i diversi passaggi: “Prima c’è il dialogo che prosegue e non è mai ideologico, abbiamo a disposizione lo strumento della procedura d’infrazione, che scatta quando nella Commissione siamo certi di avere le ragioni legali e finora abbiamo sempre vinto”. Nel caso della Polonia, la Corte costituzionale è tra l’altro messa in discussione per la sua composizione che non rispetta il principio di indipendenza dei giudici.

    Il tema resta molto delicato per la vicepresidente che ammette di essere spesso considerata troppo morbida ma spiega che l’agenda dello stato di diritto è una delle più ingrate:“Per alcuni invadiamo troppo, schiacciamo la sovranità, per altri invece non facciamo abbastanza per custodire i trattati”.

    Tuttavia Jourova resta dell’opinione che rispetto al ricorso delle sanzioni previste dall’articolo 7, inadeguate o difficilmente applicabili, è più efficace l’applicazione della condizionalità dei fondi. Se a questo poi possa seguire l’uscita dall’Ue “questo dipenderà dal Paese sanzionato e dai suoi cittadini” risponde la vicepresidente. È giusto pretendere la protezione del denaro dei contribuenti europei e quindi giusto legare i fondi comunitari al rispetto dello stato di diritto”. Noi applicheremo le condizionalità in modo molto attento”.

    Per quanto riguarda l’Italia, Jourova apprezza le riforme annunciate del sistema giudiziario che dovranno incrementarne l’efficienza e augura al parlamento e al governo di “portare avanti con coraggio questo lavoro”.

    Temi sui quali non tutto è rosa e anzi la Commissaria rileva ancora diverse criticità per gli aspetti della lotta alla corruzione e alle regole sul conflitto d’interesse, lobbying e porte girevoli. Per ciò che riguarda il sistema dei media il rilievo principale riguarda una legge sulla diffamazione ancora ferma. I media indipendenti hanno un ruolo fondamentale, “è dunque urgente proteggere dalle cause pretestuose: nessun giornalista deve temere per la sua incolumità fisica e sicurezza economica”.

    Rispondendo alle domande dei deputati delle commissioni riunite, la vicepresidente Jourova ha fatto il punto sullo stato dei lavori della Conferenza sul futuro dell’Europa e sulla sua efficacia nel dialogo con i cittadini. “Non ricordo il numero esatto ma sono state finora migliaia le iniziative spontanee” che si sono svolte in tutti i 27 Paesi, senza contare gli interventi individuali nella piattaforma multilingue.

    Anche l’Italia sta mostrando grande partecipazione e proprio in occasione di questa visita, particolarmente apprezzato e stimolante gradito è stato l’incontro con i giovani studenti dell’Università di Roma Tre.

    L’auspicio della Commissaria è che nascano molte altre iniziative e “incoraggio i parlamentari italiani a organizzare eventi con i loro elettori”.

    Tags: condizionalità fondi europeicorte costituzionale polaccaParlamento italianoPoloniaprocedura di infrazione Poloniarispetto stato di dirittoVera Jourova

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