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La Commissione UE adotta le linee guida per la valutazione dei Centri nazionali di sicurezza informatica

La Commissione UE adotta le linee guida per la valutazione dei Centri nazionali di sicurezza informatica

Serviranno per giudicare la capacità di gestire i fondi UE per il potenziamento della rete di cybersecurity e del Centro europeo di competenza con sede a Bucarest. Dovranno essere enti pubblici e sapersi coordinare con industria e ricerca

Bruxelles – Si inizia a delineare sul campo la strategia di sicurezza informatica dell’UE nel decennio digitale. La Commissione Europea ha adottato le linee guida per la valutazione della capacità dei Centri di coordinamento nazionali di gestire i fondi comunitari, un nuovo tassello per l’attuazione del regolamento che a fine maggio ha dato vita al nuovo Centro europeo di competenza per la cybersicurezza nell’ambito industriale, tecnologico e della ricerca di Bucarest.

La rete sarà costituita da 27 centri di coordinamento nazionali, uno per ogni Stato membro: per l’Italia è stata indicata dal governo Draghi l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), istituita lo scorso 10 giugno dal Consiglio dei ministri. Entro fine anno si potrà chiedere all’esecutivo comunitario un parere sulla capacità di gestire i finanziamenti UE, tra cui quelli previsti dai programmi Digital Europe e Horizon Europe e i contributi dei singoli Stati membri.

Le linee guida della Commissione prevedono che un Centro di coordinamento nazionale sia un’entità del settore pubblico (o che svolga funzioni di amministrazione pubblica) e che abbia la capacità di sostenere il Centro di competenza UE e l’intera rete “nell’adempimento della loro missione”. È richiesto poi l’accesso alla ricerca e alle competenze tecnologiche in materia di sicurezza informatica e la capacità di potersi impegnare e coordinare “efficacemente” con l’industria, il settore pubblico, la comunità accademica e i cittadini.

Per quanto riguarda il Centro europeo di sicurezza informatica, è stato stabilito che sarà la Commissione UE a gestirlo provvisoriamente, “fino a quando non sarà in grado di operare autonomamente”. I lavori di auto-organizzazione sono iniziati mercoledì (20 ottobre), con la prima riunione del consiglio di amministrazione composto da rappresentanti dell’esecutivo comunitario e degli Stati membri. Sono state subito affrontate le discussioni sul regolamento interno, il programma di lavoro e una serie di decisioni livello amministrativo per il corretto funzionamento del Centro di Bucarest.

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