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Nutriscore, Parigi apre a una
Julien Denormandie

Nutriscore, Parigi apre a una "revisione della metodologia" ma chiude all'esenzione delle DOP

Il ministro Julien Denormandie valuta una revisione del modello di calcolo del sistema di etichettatura per non penalizzare i formaggi francesi DOP, ma esclude una loro esenzione. "L'adozione del Nutriscore" a livello europeo rimane per la Francia imprescindibile, ma per la prima volta si pensa ad aggiustarne i punti critici

Bruxelles – La battaglia contro il Nutriscore è più aperta che mai. Soprattutto se è a credere che al sistema di etichettatura a semaforo serva una “modifica della metodologia” di calcolo è proprio la Francia, che il sistema lo ha creato e lo vuole imporre anche in tutta UE. Il ministro dell’Agricoltura francese, Julien Denormandie, è tornato ieri (21 ottobre) sulla questione al congresso dell’Associazione nazionale dei rappresentanti eletti della montagna a Grand-Bornand e ha cercato di “difendere” i formaggi francesi DOP che rischiano di essere penalizzati da questo sistema di etichettatura nutrizionale.

Sistema di etichettatura Nutriscore

Il sistema colorimetrico e quindi semplificato è il punto di forza del Nutriscore, lo riconosce anche l’Italia: classifica i prodotti attraverso cinque lettere e cinque colori in base alla qualità nutrizionale. Le critiche arrivano perché il sistema è tarato su una quantità standard di prodotto (100 ml o 100 grammi) che in alcuni casi non riflette il consumo reale di quel prodotto sulle tavole, ad esempio 100 gr di olio d’oliva (che viene classificato con una ‘D’) difficilmente vengono consumati in un pasto da una sola persona. Come per l’olio, anche il formaggio: i produttori francesi dei famosi formaggi Roquefort e Pélardon hanno già chiesto alla Commissione Europea di intervenire per una rivalutazione del sistema francese – adottato su base volontaria dal 2016 – che li penalizza e li associa al livello di patatine e bibite piene di zuccheri con la lettera ‘D’ o ‘E’.

Secondo quanto riportato dai media locali, il ministro francese ha riconosciuto che il Nutriscore rischia di non essere adatto a prodotti come il formaggio. In particolare, riporta l’emittente francese BFM, Denormandie ha messo in discussione la metodologia alla base del sistema di etichettatura “basata sulle quantità” che si traduce in “classificazioni che non sono necessariamente conformi alle varie abitudini alimentari”. A essere rivisto dovrebbe essere il metodo di calcolo dell’etichetta, anche se il ministro rimane convinto della sua adozione a livello europeo, “ma in modo da non penalizzare i prodotti francesi, come i formaggi DOP”. Dobbiamo “assicurarci che la metodologia stessa non arrivi a valutare male i nostri formaggi e le nostre DOP”, ha insistito pur non condividendo l’idea di esentare i prodotti DOP dalla classificazione, come invece hanno chiesto i produttori di formaggio francese e come in sostanza chiede anche l’Italia per alcuni dei suoi prodotti.

Proprio da Roma arriva l’accoglienza alle parole del ministro francese. “Prendiamo atto con favore che dubbi e riserve sul sistema di etichettatura ‘Nutriscore’ stanno facendosi strada anche in Francia a livello di governo”, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti in una nota. “Con le dichiarazioni del ministro francese, la nostra battaglia contro il ‘Nutriscore’ trova nuovi spunti e motivazioni per centrare l’obiettivo di assicurare ai consumatori un’informazione razionale e basata su rigorose valutazione scientifiche”.

Le parole di Denormandie arrivano in un momento particolarmente decisivo: dal primo gennaio la Francia assumerà le redini del Consiglio dell’UE per il prossimo semestre di presidenza ed entro la fine del 2022 è prevista una proposta formale da parte della Commissione per un nuovo sistema di etichettatura obbligatorio e armonizzato a livello europeo.

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