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    Home » Green Economy » COP26 e finanza climatica, l’impegno annuale per 100 miliardi di dollari ai Paesi poveri slitta al 2023

    COP26 e finanza climatica, l’impegno annuale per 100 miliardi di dollari ai Paesi poveri slitta al 2023

    La promessa dei Paesi ricchi di destinare 100 miliardi all'anno fino al 2025 alla transizione ambientale di quelli poveri non sarà mantenuta prima del 2023, con un ritardo di tre anni sulla tabella di marcia. La COP26 sul clima di Glasgow parte già con l'esigenza di rafforzare l'impegno per la finanza sul clima

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    27 Ottobre 2021
    in Green Economy
    Clima - Cop26

    Bruxelles – Cento miliardi di dollari all’anno in finanziamenti per il clima ai Paesi in via di sviluppo, per aiutarli a tagliare le emissioni di CO2 e contribuire alla neutralità climatica globale. E’ questo l’obiettivo di finanza climatica a cui si lavora a livello diplomatico in queste ultime ore che precedono l’avvio della COP26 di Glasgow, la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite in programma in Scozia dal 31 ottobre al 12 novembre.

    Un obiettivo ambizioso che non sarà possibile centrare prima del 2023, secondo il piano di attuazione delle finanze per il clima pubblicato lunedì 25 ottobre e preparato dalla Germania e dal Canada su richiesta della presidenza britannica della COP26. Nel 2009 i Paesi ricchi si sono impegnati a mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno per cinque anni, a partire dal 2020, per un totale di 500 miliardi da destinare alla transizione ambientale dei Paesi meno fortunati. L’obiettivo finora non è stato raggiunto, ma il piano di finanziamento preparato da Canada e Germania stima che i Paesi sviluppati faranno progressi significativi in questa direzione tra 2021 e 2022 e dà fiducia che l’obiettivo sarà raggiunto nel 2023 con la prospettiva di aumentare il finanziamento anche oltre i 100 miliardi fino al 2025.

    https://twitter.com/COP26/status/1452622555177754634?s=20

    Lo studio sfrutta un’analisi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), ma per ora gli impegni sono solo a parole. In sostanza il piano delinea una traiettoria stimata dei finanziamenti per il clima dal 2021 al 2025, sulla base di nuovi impegni annunciati da Paesi sviluppati e delle banche multilaterali di sviluppo. Attualmente ci sono 16 Paesi più l’Unione Europea che hanno annunciato nuovi impegni sul clima proprio in vista della COP, l’Italia non è tra questi ma è possibile che un annuncio pre-vertice venga fatto dal premier Mario Draghi alla due giorni di G20 in programma a Roma.

    La finanza per il clima – che significa colmare il divario tra Paesi ricchi e poveri – è uno dei nodi più importanti da sciogliere al Vertice di Glasgow. “Sebbene sia deludente che l’obiettivo non sia stato raggiunto finora, il raddoppiamento o l’aumento significativo degli sforzi da parte di un gran numero di paesi sviluppati – tra cui Regno Unito, Canada, Germania e altri – significa che ora siamo molto più vicini all’obiettivo e stiamo realizzando fondi per sostenere i paesi nelle azioni contro il cambiamento climatico”, scrive la presidenza britannica della COP. “Possiamo e dobbiamo fare di più per far affluire finanziamenti alle nazioni in via di sviluppo. Quindi, in vista della COP26 , è fondamentale vedere ulteriori impegni da parte dei paesi sviluppati e azioni su priorità chiave come l’accesso ai finanziamenti e alle risorse per l’adattamento”, ha chiosato il presidente della COP26 Alok Sharma.

    Tags: Cop26 Glasgowfinanza climaticaRegno Unito

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