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La Polonia chiede vertice UE straordinario su Bielorussia. Pressioni sulla Commissione per finanziare muri di confine
Il presidente del Consiglio UE, Charles Michel, e il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki

La Polonia chiede vertice UE straordinario su Bielorussia. Pressioni sulla Commissione per finanziare muri di confine

Il presidente del Consiglio UE, Charles Michel, riapre alla possibilità di finanziare "infrastrutture fisiche di confine", dopo l'acuirsi della crisi migratoria sul fronte orientale. Ma rimane chiusa la porta dall'esecutivo UE

Bruxelles – Tra le polemiche, arriva la risposta del Consiglio Europeo alla crisi migratoria sul confine nord-orientale con la Bielorussia, dove da giorni si stanno verificando tensioni per l’arrivo di centinaia di richiedenti asilo in Polonia su pressione del regime di Alexander Lukashenko. “Dobbiamo considerare la possibilità di finanziare infrastrutture fisiche di confine, perché le frontiere nazionali sono frontiere dell’Unione”, ha messo in chiaro il presidente Charles Michel, ospite oggi (mercoledì 10 novembre) del primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, a Varsavia. Proprio il premier Morawiecki ha chiesto anche di organizzare un vertice straordinario in videoconferenza -prima di quello già pianificato a dicembre – incentrato sulla questione della Bielorussia e della crisi migratoria.

Michel Morawiecki Polonia Bielorussia
Il presidente del Consiglio UE, Charles Michel, e il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki (10 novembre 2021)

È sotto gli occhi di tutti che l’espressione “infrastrutture fisiche di confine” sia una perifrasi per indicare barriere di filo spinato e muri per impedire l’accesso al territorio comunitario alle persone migranti in arrivo dalla Bielorussia, attraverso la Polonia e la Lituania. Si tratterebbe nei fatti di respingimenti di persone con diritto alla protezione internazionale ai confini dell’Unione Europea (pushback), una pratica illegale secondo le regole comunitarie. “All’ultimo vertice dei leader UE abbiamo discusso in modo approfondito di questo tema“, ha ricordato Michel: “La mia impressione è che dobbiamo chiarire se possiamo mostrare solidarietà, ma questa decisione deve essere presa dalla Commissione Europea“.

La porta dell’esecutivo comunitario – come già era stato precisato tre settimane fa – rimane chiusa. “La presidente Ursula von der Leyen è stata chiara“, ha commentato in modo perentorio Adalbert Jahnz, portavoce della Commissione UE per la Migrazione e gli affari interni, durante il punto quotidiano con la stampa di Bruxelles. L’esecutivo comunitario è contrario all’uso di fondi UE per finanziare la costruzione di muri alle frontiere esterne e “al momento non risulta che le risorse europee siano state utilizzate per la costruzione di barriere”, né in Polonia né in Lituania. Inoltre, la stessa presidente von der Leyen ha fatto riferimento alla necessità di “dare pieno accesso alle agenzie dell’ONU” per risolvere la questione dei migranti bloccati nella terra di nessuno tra Polonia e Bielorussia, dopo una conversazione telefonica con l’Alto commissario ONU per i rifugiati, Filippo Grandi.

Ma rimane ferma la posizione dell’Unione verso “l’attacco ibrido di Lukashenko“, ha ribadito Michel in conferenza stampa a Varsavia. “Il regime nega la dignità umana spingendo intere famiglie verso la frontiera” ed è per questo che a Bruxelles oggi si discute del quinto pacchetto di sanzioni contro il regime bielorusso, per estendere le misure restrittive “a tutti coloro che sfruttano la migrazione in modo diretto o indiretto”, ha aggiunto Michel.

Da parte sua, il premier della Polonia ha spinto perché al Consiglio UE straordinario si parli di “nuove sanzioni economiche” contro la Bielorussia. “Quelle messe in atto finora non hanno ottenuto l’effetto desiderato, è necessario implementarle anche sul fronte della migrazione illegale”, ha incalzato Morawiecki. “Questa non è una crisi migratoria, ma politica, scatenata con lo scopo specifico di destabilizzare l’Unione Europea”, ha ribadito il leader polacco, che ha parlato di “terrorismo di Stato” da parte di Lukashenko: “Stiamo difendendo il fronte orientale dell’UE e della NATO” ed è per questo che Varsavia ora spinge per un’azione comune di protezione dei confini esterni.

In attesa della discussione sulla crisi migratoria al confine tra Polonia e Lituania durante la mini-sessione plenaria di oggi pomeriggio, l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara si è detta contraria ad affrontare la questione “con soluzioni demagogiche e fughe in avanti”. Sul tema del finanziamento dei muri ai confini dell’Unione è arrivato l’invito al presidente Michel di “confrontarsi con il Parlamento Europeo”, perché “la maggioranza dei rappresentanti dei cittadini non autorizzerà mai questa linea di bilancio”. Per Ferrara, “alzare muri e barriere con i fondi europei è una linea rossa che l’UE non varcherà mai”.

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