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Il gruppo PPE al voto per il candidato alla successione di Sassoli. E' corsa a tre

Il gruppo PPE al voto per il candidato alla successione di Sassoli. E' corsa a tre

Per lo scranno più alto del Parlamento europeo Roberta Metsola (Malta), Esther de Lange (Paesi Bassi) e Othamar Karas (Austria). Il voto domani, 24 novembre

Bruxelles – Nel PPE è corsa a tre per il ruolo di candidato alla presidenza del Parlamento europeo per la seconda metà delle legislatura. Il gruppo dei Popolari europei è chiamato alle consultazioni interne per scegliere tra la favorita della vigilia Roberta Metsola (prima vicepresidente dell’Eurocamera, maltese), Esther de Lange (vicepresidente del gruppo e del partito, olandese) e Othamar Karas (vicepresidente del Parlamento, austriaco).

Il tempo per le candidature è finito, e a contendersi il ruolo di aspirante prossimo presidente dell’istituzione comunitaria saranno dunque i tre nomi sul tavolo. Il gruppo scioglierà la riserva domani (24 novembre), e l’annuncio del vincitore del voto di gruppo è atteso per le 19:00, quando il presidente dei Popolari in Parlamento, Manfred Weber, si presenterà in conferenza stampa.

L’esito comunque non è determinato, anche se certamente Metsola è la più accreditata, ed ha a suo favore il fatto di essere una donna – e anche in altri gruppi si vorrebbe di nuovo una donna alla guida dell’Eurocamera – e la nazionalità. Può essere un’attrazione di voti per i deputati degli Stati mediterranei e del bacino del sud Europa. Una carta che non può giocare de Lange, che però vanta un’esperienza maggiore della rivale maltese. Metsola siede in Parlamento europeo dal 2013, mentre de Lange lo frequenta dal 1999, prima come consigliere politico dell’eurodeputato Albert Jan Maat, poi in veste di eurodeputata (dal 2009). Anche Karas vanta un lungo trascorso a Bruxelles e Strasburgo. E’ dal 1999 che rappresenta il suo partito in Italia ed è uno dei ‘senatori’ del gruppo PPE.

Non c’è dubbio che la corsa a tre sia tra esponenti che possono godere del sostegno dei colleghi di gruppo e di partito europeo. Ad aprire questa gara interna la rinuncia di Manfred Weber. Chiunque dovesse spuntarla rischia di non superare il voto d’Aula, visto che liberali e socialisti hanno lasciato intendere che non sono propensi a sostenere un nome del PPE.