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Preoccupano i conti italiani, la manovra di Draghi al centro dell'Eurogruppo

Preoccupano i conti italiani, la manovra di Draghi al centro dell'Eurogruppo

I ministri economici dell'Eurozona preoccupati per l'eccesso di spesa, si temono ripercussioni per il debito

Bruxelles – L’Italia al centro della riunione dell’Eurogruppo. Preoccupano i conti italiani, e la manovra varata dal governo Draghi ritenuta troppo espansiva a fronte di una richiesta di politiche di spesa sì amiche della crescita ma comunque prudenti. Lunedì prossimo (6 dicembre) i ministri economici dei Paesi UE con la moneta unica sono chiamati a discutere le bozze di leggi di bilancio. Un discussione che solitamente si mantiene su binari generali, ma che in questo caso vedrà riferimenti specifici.

La discussione dell’eurogruppo si basa sulle opinioni della Commissione, che non ha fatto mistero di alcuni dubbi legati a determinati Paesi. Si riconosce la necessità di stimoli e azione espansiva fino al 2022, e questo è ritenuto “appropriato” tra le parti attorno al tavolo. Gli addetti ai lavori non possono fare a meno di sottolineare quello che definiscono ” un piccolo caveat” sull’espansione economica, che poi non è né piccolo né un dettaglio. “In alcuni Stati si ritiene che questa sarà guidata dalla spesa pubblica, e questo può essere problematico per i Paesi con alto debito” come l’Italia.

Non è tempo di rigore, non più o comunque non ancora. E’ il tempo della prudenza e dell’attenzione, per evitare scenari di nuove crisi del debito ed effetti contagio. In tal senso preoccupano i conti italiani, e “mi aspetto un dibattito sullo sviluppo della spesa in alcuni Paesi, tra cui Italia“, ammette un funzionario europeo. “Sì, c’è il dibattito sulla posizione di bilancio e se è appropriato procedere come intendono questi Paesi”. Nessuno si sbottona, ma è evidente che super Mario non convince in questo frangente, e si vuole vedere meglio come il governo intende procedere, si vuole “vedere la natura della spesa”, considerata in questo momento poco strutturale e troppo a fondo perduto, con le ricadute economiche e di bilancio che ne conseguono

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