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Partono i negoziati per il roaming gratuito nell'UE fino al 2032: si punta all'accordo entro Natale

Partono i negoziati per il roaming gratuito nell'UE fino al 2032: si punta all'accordo entro Natale

Inizia oggi il trilogo tra i parlamento e Consiglio, con la mediazione della Commissione, sulla proposta di abolire il roaming a pagamento su chiamate, sms e dati per altri 10 anni, dando seguito al periodo di prova che scadrà nel giugno 2022

Bruxelles – Continuare a navigare da smartphone in tutta l’Unione Europea, come se ci si trovasse nel proprio Paese. È questo l’obiettivo dei negoziati tra Parlamento e Consiglio dell’UE che prendono il via oggi (mercoledì 8 dicembre) sulla proposta della Commissione Europea di estendere fino al 2032 il roaming gratuito su tutto il territorio comunitario, dando seguito a uno dei successi più tangibili dell’Unione nella vita di tutti i giorni dei cittadini europei, lavoratori e turisti.

L’abolizione del roaming a pagamento nell’UE è entrata in vigore il 15 giugno del 2017 e prevede che chiamate, sms e dati abbiano lo stesso costo a casa come all’estero. Avendo come data di scadenza il giugno 2022, a inizio anno il gabinetto von der Leyen ha proposto un nuovo regolamento sul roaming, che andrà ad estenderne la validità per altri 10 anni. La proposta prevede un miglioramento dei benefici per i cittadini dell’UE, in particolare il diritto alla stessa qualità e velocità della connessione di rete mobile, dove sono disponibili reti equivalenti, e un accesso efficiente ai servizi di emergenza soprattutto per le persone con disabilità.

La palla è ora nelle mani dei co-legislatori del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE, che inizieranno oggi il trilogo (con la Commissione che farà da mediatrice) per raggiungere un accordo entro poche settimane. “Spero che il risultato sia un passo positivo verso un Mercato Unico digitale più armonizzato”, ha commentato il negoziatore di S&D, Robert Hajšel. “Non è chiaro se concluderemo prima di Natale o se un accordo migliore avrà bisogno di più tempo, non saremo quelli che spingono”, ha ribadito, facendo capire che ci sono ancora degli angoli da smussare.

Il punto più controverso riguarda il prezzo massimo che gli operatori possono addebitarsi reciprocamente per l’utilizzo delle reti all’estero, ma soprattutto il costo massimo delle chiamate effettuate da cittadini dell’UE a numeri di telefono di altri Paesi membri (attualmente non più di 19 centesimi al minuto). La posizione degli eurodeputati è di abolire tutti i supplementi, abbattendo qualsiasi barriera nelle comunicazioni tra persone che vivono sul territorio comunitario, mentre gli operatori di mercato stanno facendo pressione sui governi degli Stati membri UE, sostenendo che un taglio simile potrebbe costare al settore 2 miliardi di euro nei prossimi quattro anni.

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