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Aiuti di stato allineati con il Green Deal, l'UE vara la revisione delle regole per i progetti

Aiuti di stato allineati con il Green Deal, l'UE vara la revisione delle regole per i progetti "verdi"

Più aree soggette al sostegno pubblico e progressiva riduzione dei sussidi ai combustibili più inquinanti. Bruxelles presenta i nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato per il clima, l’energia e l’ambiente (CEEAG), che saranno formalmente adottati a gennaio 2022 e applicabili da allora

Bruxelles – Più aree e tecnologie a cui i Paesi potranno fornire sostegno economico, fine dei sussidi ai combustibili fossili più inquinanti come carbone e petrolio e investimenti nel gas naturale compatibili con gli obiettivi climatici dell’UE. La Commissione UE ha adottato oggi (21 dicembre) la revisione delle attuali linee guida per gli aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente (GEE), trasformandole in nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato per il clima, l’energia e l’ambiente (CEEAG), proprio per tener conto della “maggiore importanza della protezione del clima”, spiega il Berlaymont. Le nuove regole saranno formalmente adottate a gennaio 2022 e applicabili da allora.

L’obiettivo dell’aggiornamento è quello di allineare le regole degli aiuti di Stato agli obiettivi del Green Deal, dalla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e alla lotta ai cambiamenti climatici. Come aveva anticipato avviando la consultazione pubblica a giugno, la Commissione UE vuole ampliare le aree in cui i Paesi possono offrire sostegno economico alle imprese, compresi i trasporti puliti, l’efficienza energetica negli edifici e la protezione della natura e della biodiversità e comprese nuove tecnologie per affrontare la transizione.

Nella maggior parte dei casi gli aiuti potranno coprire fino al 100 per cento del deficit di finanziamento per progetti “green”, e vengono introdotti nuovi strumenti di aiuto, come i contratti per differenza di carbonio per aiutare gli Stati membri a rispondere alle esigenze di inverdimento delle industria. Al tempo stesso si vogliono disincentivare i sussidi pubblici ai combustibili più inquinanti come il carbone e il petrolio, “per i quali è improbabile una valutazione positiva da parte della Commissione” spiega l’Esecutivo. Quanto ai nuovi investimenti sul gas naturale dovranno dimostrare di essere “compatibili con gli obiettivi climatici dell’Unione per il 2030 e il 2050”, facilitando la transizione da combustibili più inquinanti senza bloccare tecnologie che potrebbero dar vita allo sviluppo di combustibili più puliti. Bruxelles introduce a parte una nuova sezione di linee guida dedicata a come i Paesi UE possono sostenere la chiusura degli impianti industriali di carbone, torba e scisto bituminoso.

“L’Unione Europea avrà bisogno di una notevole quantità di investimenti sostenibili. Sebbene una quota significativa proverrà dal settore privato, il sostegno pubblico svolgerà un ruolo nell’assicurare che la transizione verde avvenga rapidamente. Quindi vogliamo assicurarci che le nostre norme sugli aiuti di Stato per il clima, l’energia e l’ambiente siano pronte e adatte alla transizione verde”, spiega la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza. Aggiunge che si tratta anche di “un’opportunità per l’Europa di mostrare una leadership globale. Aprendo la strada a un tipo di economia migliore: più sostenibile, più inclusiva, più prospera con nuove opportunità per le imprese”.

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