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Omicron, l'EMA studia l'efficacia di vaccini e terapie contro la sub variante BA.2.
[foto: European Commission]

Omicron, l'EMA studia l'efficacia di vaccini e terapie contro la sub variante BA.2. "Per ora sembrano funzionare"

La diffusione di una sub variante più trasmissibile in Africa è allo studio dell'Agenzia europea per i medicinali. "Per ora, i vaccini in uso in UE sembrano proteggere come fanno contro Omicron", assicura Marco Cavaleri, responsabile della strategia vaccinale dell'EMA

Bruxelles – L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) “sta valutando i dati sull’efficacia dei vaccini anti COVID e dei trattamenti contro la sub-variante di Omicron, la BA.2. Per ora, i vaccini sembrano proteggere come fanno contro Omicron”. Ad assicurarlo è Marco Cavaleri, responsabile della strategia vaccinale dell’EMA, nel briefing periodico con la stampa che si è tenuto oggi (17 febbraio) online. La sub-variante BA.2 di Omicron è diventata di recente la variante dominante del Coronavirus in Sud Africa ed è stata rilevata in diversi altri paesi africani, come Mozambico, Senegal, Botswana, Mauritius, Kenya e Malawi.

Marco Cavaleri, responsabile della strategia sui vaccini di EMA

La sub-variante potrebbe essere ragionevolmente già altrove, pur non essendo stata ancora rilevata. Secondo Cavaleri e i dati registrati finora sarebbe “altamente trasmissibile” ma per ora non ci sono evidenze che sia più pericolosa di Omicron stessa (già di per sé meno pericolosa rispetto alla precedente Delta) e i vaccini sembrerebbero proteggere da questa sub variante come fanno contro Omicron.

Il briefing periodico con la stampa è l’occasione, come sempre, di fare un punto sui lavori in corso dell’EMA. La scorsa settimana l’agenzia con sede ad Amsterdam ha iniziato a valutare la somministrazione della dose booster (la terza) per il vaccino sviluppato da BioNTech-Pfizer negli adolescenti di età compresa tra i 12 e 15 anni, mentre è già in corso la valutazione della somministrazione tra gli adolescenti più grandi di età compresa tra 16 e 17 anni.

L’EMA continua a valutare l’efficacia di una strategia di vaccinazione eterologa, quando il vaccino del ciclo primario è diverso da quello della dose booster e che i risultati confermano essere “sicura ed efficace”. Una pratica ormai da tempo adottata da tutti gli Stati membri. Al vaglio dell’EMA c’è l’aggiornamento dell’intervallo tra la serie primaria di vaccinazione e la dose di richiamo quando vengono somministrati 2 diversi vaccini, che potrebbe essere ridotto a 3 mesi. Per il momento Cavaleri non fa promesse sulla seconda dose booster, che sarebbe la quarta dose di vaccino su cui già in passato l’EMA si è mostrata molto cauta anche se in varie parti del mondo, come in Israele, già si è ampiamente avviata la quarta campagna di vaccinazione. La prossima settimana è attesa la riunione del comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) che dovrà discutere della pillola anti COVID della società Merck, di cui sta studiando l’efficacia dal 25 ottobre, e della potenziale espansione del vaccino di Moderna Spikevax nei bambini di età compresa tra 6 e 11 anni. In nessuno dei due casi è detto che si arrivi a una deliberazione da parte di EMA già la prossima settimana.

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