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BioNTech e la fabbrica di vaccini mRNA in Africa. Per l'UE è il modo migliore di aprire il vertice con l'Unione africana
Biontainer (Foto: sito BioNTech-Pfizer)

BioNTech e la fabbrica di vaccini mRNA in Africa. Per l'UE è il modo migliore di aprire il vertice con l'Unione africana

La farmaceutica tedesca spedirà in Africa impianti prefabbricati per la produzione di vaccini anti COVID in loco e sfruttare la tecnologia mRNA contro altre malattie, come malaria e tubercolosi. Von der Leyen: "Non potrebbe esserci modo migliore per prepararsi" al Vertice UE-Africa che si aprirà domani a Bruxelles

Bruxelles – Produrre vaccini a mRNA direttamente in Africa. Un impegno che i Paesi ricchi della comunità internazionale hanno assunto quasi dieci mesi fa, nel pieno della pandemia da COVID-19 e messi di fronte alle grandi difficoltà logistiche che la distribuzione di dosi nel mondo ha incontrato finora.

Oggi ci si arriva più vicini che mai dopo l’annuncio della farmaceutica tedesca BioNTech – che insieme alla statunitense Pfizer ha prodotto il vaccino anti COVID più somministrato al mondo – di portare in loco impianti prefabbricati per realizzare la produzione di vaccini anti COVID in Africa, inizialmente Ruanda, Senegal e anche Sudafrica. Si chiamano BioNTainer e sono stati annunciati oggi (16 febbraio) in un evento di alto livello ‘Vaccine Equity for Africa’ organizzato nell’impianto della farmaceutica di Marburgo, nel land tedesco dell’Assia. Un piccolo ma primo passo per colmare le enormi disparità nell’accesso globale ai vaccini per il coronavirus, e non solo.

La fabbrica dovrebbe dare il via alla produzione del vaccino circa 12 mesi dopo la consegna del kit di montaggio. Inizialmente sarà il personale di BioNTech gestirà inizialmente la struttura mentre l’azienda forma i partner locali per assumere la complessa procedura di produzione del vaccino che prevede 50.000 passaggi. Ma ad essere rivoluzionario è il fatto che la nuova fabbrica potrebbe essere utilizzata anche per produrre vaccini mRNA contro altre malattie come la malaria o la tubercolosi in Africa.

E’ un modo per fare un salto di qualità per la salute pubblica e l’industria, che vada oltre la pandemia. La tecnologia mRNA è stata impiegata per combattere la COVID-19 ma potrebbe essere potenzialmente rivoluzionaria contro le altre malattie. “Le fabbriche BioNTech possono essere adattate in poche settimane per produrre diversi vaccini. Potrebbe quindi essere una soluzione di fabbricazione in Africa alle malattie che attualmente uccidono milioni di persone”, ha affermato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in un messaggio fatto recapitare all’evento di BioNTech.

Un evento che non avrebbe potuto essere tanto azzeccato anche a livello di tempistiche. Domani si aprirà il sesto vertice UE-Unione africana e “non potrebbe esserci modo migliore per prepararsi”, sostiene von der Leyen secondo cui questa “iniziativa mostra la forza della nostra cooperazione. È un ottimo esempio del nostro nuovo pacchetto di investimento Global Gateway”. Metà di questo pacchetto, 150 miliardi, sarà destinato al programma Africa-Europa, ovvero il primo piano regionale sotto l’ombrello della iniziativa di investimento annunciata dalla Commissione a dicembre, come alternativa all’influenza della Cina in Africa. L’UE prevede di annunciare domani e venerdì i suoi piani di investimento in infrastrutture (digitali ed energetiche), in educazione e sanità in loco, che sono le tre priorità indicate in questo vertice.

Sul fronte sanitario Bruxelles ha già annunciato un aumento della spesa da parte UE per incrementare il tasso di vaccinazione nei Paesi africani più in ritardo con le somministrazioni, circa 125 milioni di euro in aggiunta ai 300 milioni già stanziati, condividendo con i partner africani quasi 145 milioni di dosi di vaccini contro il coronavirus, con l’obiettivo di condividere un totale di almeno 450 milioni di dosi entro questa estate. La condivisione delle dosi non basta più e serve intensificare gli sforzi non solo per distribuirle ma anche per creare capacità industriale sui territori. Entro il 2040, l’Unione Africana vuole che il 60 per cento dei vaccini utilizzati nel continente sia prodotto in Africa e “l’Unione europea sostiene pienamente tale obiettivo”, ha detto von der Leyen.